giovedì, 29 ottobre 2009
Dice: "Tieniti forte: ho scoperto che chiunque abiti a Imola ha diritto a uno sconto sulla bolletta di Hera, semplicemente chiedendolo".
Oddio... Sono fermamente convinta della impossibilità di legare i cani con la salsiccia (ah, lo slang locale: quanto sa essere pittoresco!). Eppoi non ho questa immagine di Hera come un ente benefico, preoccupato solo di far pagare meno ai cittadini e magari anche di portargli a casa una pizza e cantargli la ninna nanna quando vanno a letto. Dunque la mia istintiva reazione è: trattasi di evidentissima balla.
Eppure, mi spiega la mia fonte, è proprio così. Pare sia una specie di offerta-regalo-promozione per l'inaugurazione della nuova centrale.
Un rapido giro su Google mi conferma che in effetti l'offerta esiste.

Ma lo sapevate?

 

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martedì, 29 settembre 2009
torredellacentrale
Non sono competente in materia e non so nulla della sua utilità o nocività all'ambiente. So solo che dal punto di vista estetico la centrale di cogenerazione, di notte, è una gran cosa.

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martedì, 22 settembre 2009
Stamattina passando per il centro mi sono resa conto che qualcosa non andava. Non era ancora ora di chiusura, ma la mia vetrina preferita, quella davanti a cui mi fermo sempre a vedere se ci sono cose nuove, era spenta e in negozio non c'era nessuno. Bah, mi son detta, questi hanno uno strano concetto dell'orario di apertura. Però poi sono andata oltre e ho visto che anche il negozio di fianco era spento. Sciopero improvviso dei negozianti? Coprifuoco? Evacuazione di massa? Mi sono guardata attorno: vetrine tutte spente, commercianti in strada con le braccia allargate, allarmi che suonavano e porte elettriche dei negozi aperte a forza: macché fuga, era un black out coi fiocchi che stava complicando la vita non poco ai molti negozi del centro.
La cosa è andata avanti per un po', finché la luce non è tornata e la via in cui ero è esplosa in un "Ooooooooh!" corale di immenso sollievo e tutti sono rientrati al lavoro. Gioia breve, però, perché pochi minuti dopo la storia si è ripetuta altre due o tre volte almeno. Diciamo, insomma, che stamattina chi vive e lavora in centro ha dovuto usare una buona dose di pazienza.
Vediamo allora se indovino qualche titolo dei giornali di domani: "Black out a raffica, commercianti furiosi", "Salta la luce, clienti bloccati nei negozi", "Tutti al buio, panico in centro".
Se mi ci avvicino anche solo un po' ho deciso: mi faccio un regalo. Comprato in un negozio del centro.
 
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venerdì, 14 agosto 2009
Il bello è che dicono anche che è andato tutto bene e che i disagi sono stati pochissimi.
Come no, certamente.
In ogni caso chiariamoci: se è necessario si deve fare, c'è poco da dire. Perciò noi ci si adatta, si fa buon viso, ci si organizza e morta lì. Quel che però abbassa notevolmente la mia soglia di tolleranza, normalmente abbastanza alta, non è che abbiano avuto l'idea geniale di fare queste prove in un periodo di smobilito generale (accentuato da fatto che a Imola, chissà se lo sanno, il 13 è festa del patrono e c'è ancora meno gente a casa), non è neppure il fatto che grazie all'operazione "tutto bene, disagi contenuti" io sia rimasta sveglia per colpa di un maledetto allarme che non smetteva più di suonare. No: quel che mi fa davvero vorticare i cosiddetti a mo' di frullino è che ora sbandierino pure soddisfazione per la perfetta riuscita della "campagna d'informazione" alla cittadinanza (qua un esempio degli ottimi risultati ottenuti). Quale campagna, di grazia? Quella che non c'era sul loro sito? Quella che non ho visto nella mia cassetta delle lettere?
Ora, gentilmente: se la gara dei cretini, quella che è perennemente in corso in tutto il mondo e che vede i vincitori sempre surclassati da nuovi concorrenti, ha riaperto ancora i termini va bene, ma per favore che si limitino a parteciparci loro e la smettano di cercare di tirarci dentro anche noi.
Detto con simpatia, eh.

 
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giovedì, 13 agosto 2009
Spero vivamente che l'allarme che mi ha tenuta sveglia a lungo all'alba di stamane non sia stato un gentile regalo delle prove di black out di Hera. In caso contrario, spero vivamente di non dovere ripetere l'esperienza all'alba di domani e di dopodomani. Perché uno dei pochi momenti nella mia vita in cui dimentico di essere contro la violenza è quando qualcosa o qualcuno mi impedisce di dormire.
E comunque almeno io ero a conoscenza di quel che sarebbe successo, ma c'è chi non ne sapeva assolutamente nulla. Continuo a credere che qualche info in più non avrebbe fatto male.
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mercoledì, 12 agosto 2009
Mi aspettavo inondazioni di volantini nelle buchette delle lettere, manifesti un po' ovunque, segnalazioni in bella evidenza sul sito di Hera: niente di tutto questo.
Per quel che mi riguarda, che da domani faranno le prove di black out io l'ho appreso leggendo il Sabato Sera. Che va bene che in fondo è la fonte di informazioni di ogni imolese doc, ma magari due misere righe in home page sul sito ufficiale dell'azienda potevano pure starci. Così, tanto per gradire, eh. 
Insomma, sembra quasi che stia facendo più notizia non il fatto in sé, ma le reazioni infastidite dei commercianti.


 
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giovedì, 17 gennaio 2008
Il bello di non avere particolari simpatie per nessuno schieramento politico è che ci si può permettere di sorridere (e a volte proprio sghignazzare) in modo del tutto equidistante.
Così quando mi sono imbattuta nell'ennesima vignetta che mette alla berlina il nostro sindaco, stavolta sul tema "Noi accettiamo i rifiuti",  mi sono fatta l'ennesima risata. Un po' per il sindaco che si vanta di donare agli imolesi tanti prodotti tipici della Campania. Un po' per la sagoma senza volto e la scritta "Manca" sul petto, in attesa, dietro a lui, degli ordini su dove sistemare i nuovi arrivi (per i forestieri: è un gioco di parole basato sul cognome del segretario locale dei DS, o come diavolo adesso si chiamano). E un po' per i disegni che, accidenti, son fatti maledettamente bene.

E comunque, se posso dire la mia, in tutto 'sto casino la vera barzelletta è che, dopo aver perso il GP e l'Heineken, dopo aver dovuto fermare il trasferimento del monumento in piazza, dopo aver avuto lo stop ai lavori della Bretella... oh, uno si prende su una bella dose di pattume di Napoli e pure una lista di boiate che un grullo pensa bene di scrivergli sul portone del Comune e la tv cosa fa? Parla delle reazioni un po' in tutta Italia e Imola, poverina, non se la fila manco di striscio.

Niente da fare. Peggio di Calimero pulcino nero.



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venerdì, 20 luglio 2007
Ogni tanto succede e non è un dramma. Gli uffici si spostano, mica sempre rimangono dove li hanno messi. Così da qualche tempo anche lo sportello di Hera, l'azienda che ci dà acqua luce gas, quello che stava sotto la galleria del centro cittadino (o, detto nello slang imolese, stava "sotto il centro") si è trasferito altrove.  In via Mentana, per la precisione.
Sorge quindi il problema: come comunicarlo ai clienti? L'ovvia soluzione è scriverlo in un bel cartello da esporre all'ingresso.
Ora, io vorrei sapere come sia possibile che, dopo fiumi di inchiostro spesi per irridere il burocratese e dopo addirittura delle vere e proprie campagne governative per la semplificazione del linguaggio dei documenti ufficiali, non si possa scrivere, semplicemente e comprensibilmente, un banale "Dal giorno Tale ci spostiamo nella Talaltra via", oppure "Non siamo più qui: adesso siamo al Talaltro indirizzo", o roba del genere.
No: qualche creativo ha pensato che fosse più figo scrivere che "Dal 15 giugno lo sportello è operativo in via Mentana 10".
Non "si è trasferito", no: è "operativo". Roba seria, mica pizza e fichi: qua si lavora, accidenti. Magari ci ha pure pensato su, l'esperto in comunicazione alla clientela, magari avrà pure riscritto diverse volte la versione perché gli pareva troppo colloquiale, troppo banale, troppo cheap. Troppo chiara, insomma.
Ah, già che c'erano potevano preoccuparsi di aggiornare anche il sito. Perché nella pagina dei comunicati stampa compare la notizia che lo sportello si trasferisce ma in quella dell'elenco degli sportelli esso continua a stare al vecchio indirizzo.
Forse hanno fatto apposta: così chi va a cercarlo sotto al centro può contemplare l'alato messaggio e compiacersi della sua sapida prosa.
Oh mamma mia... Anzi, no: oh essere di sesso femminile che mi diede i natali.

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