lunedì, 19 maggio 2008
Nel primo pomeriggio di oggi c'è stato un mezzo disastro meteorologico alle porte di Bologna: nel giro di pochissimi secondi si è passati da due gocce sul parabrezza a strade allagate e visibilità zero. Una di quelle situazioni in cui se decidi di continuare a guidare devi attivare il sonar e invocare tutto il repertorio di santi e madonne che conosci.
La vicenda ha dimostrato due cose.
Primo: la terza corsia dinamica della tangenziale (per i foresti: una terza corsia che a seconda del traffico serve da corsia d'emergenza o per il traffico normale) è una idea da simpatici buontemponi. Perché la corsia d'emergenza serve, appunto, per le emergenze: che di solito non preavvisano, non chiedono l'autorizzazione, non si possono programmare segnandole sull'agenda. Succedono. E se putacaso in quel momento la corsia d'emergenza manca hai voglia te a fermarti su quella di marcia normale.
No, ci ho ripensato: non è un'idea da simpatici buontemponi. E' proprio - ehm - una vaccata.
Secondo: come da sempre sostengo, fuori dai nostri confini può venire giù il mondo ma qua non succede niente. Tutt'al più uno scroscio un po' più forte del solito. Ribadisco la mia tesi: non ci sono spiegazioni meteorologiche allo strano fenomeno, è che il maltempo appena vede in che posto noiosetto è capitato se la dà a gambe.
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mercoledì, 05 dicembre 2007
Non so se qualcuno ricorda il negozio di macellaio che stava all'angolo fra via XX Settembre e via Emilia. Soprattutto, non so se qualcuno ricorda l'insegna. Quella che recitava: "Pegra 4 x 4... e lui". Bene: sarò un po' tonta, ma io non l'ho mai capita. Fino alla "pegra" ci arrivo (traduzione ad uso forestieri: "pegra" è il dialettale per "pecora"). Ma perché, dico io, una pecora deve essere 4 x 4? E soprattutto: chi diavolo è "lui", accidenti?
L'insegna è rimasta al suo posto anche dopo che la macelleria chiuse. Ora però, complice la ristrutturazione dell'edificio in corso in questi giorni, anche lei è scomparsa. E io sono destinata a rimanere con il mio dubbio.
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lunedì, 22 ottobre 2007
Lasciate che il mio cuore di sempliciotta si emozioni per queste cose, io sono contenta così. Dunque: l'altra mattina ero casualmente a Ferrara e per pura coincidenza ho scoperto che c'era il presidente della Repubblica in visita. Ero in zona, perciò andare a curiosare è stato tassativo.
Era un freddo boia ma il piccolo drappello di ferraresi più due imolesi (ScipionEmiliano e la sottoscritta) non si è fatto intimidire. Appostati davanti al castello estense, con le membra irrigidite dal freddo, la nostra attesa non è stata vana: dal cortile interno a un certo punto sono usciti personaggi di varia umanità fra cui una tizia con un colbacco peloso, un soggetto con una fascia tricolore che presumo fosse il sindaco, il presidente della regione, Vittorio Sgarbi e poi, fra qualche applauso, il Nostro. Da cui sono rimasta piacevolmente colpita per un piccolo gesto: salutando la folla congelata non si è limitato ad agitare la manina ma ha sfidato il freddo levandosi il cappello e agitandolo all'indirizzo di chi lo acclamava.
Una inezia, vabbé, però io l'ho trovata un'inezia carina.
E comunque dopo tanto freddo e gelo... Dio benedica la cucina ferrarese.
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martedì, 07 agosto 2007
Il 2 agosto su History Channel è andato in onda, alle 10,25 esatte e poi in replica durante la giornata, un video inedito di un po' meno di un'ora sulla strage alla stazione di Bologna. E' un documento eccezionale nella sua drammaticità: girato da due giovanissimi operatori locali, documenta i primi minuti dopo l'esplosione ed è montato con il sonoro delle comunicazioni attraverso i CB, i "baracchini", presumibilmente dei tassisti che si davano indicazioni sui soccorsi.
Io ero già grandina e ricordo purtroppo molto bene quei momenti. Data la vicinanza geografica, poi, la notizia fu ancor più drammatica.
Non so se tutti lo sappiano, ma chi non ha il satellite può comunque vedere il video direttamente dal sito di History Channel.
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martedì, 17 luglio 2007
Due o tre noticine sulla mia trasferta bolognese di oggi.
Primo, con molta originalità: fa caldo. Niente di strano, siamo in estate, le temperature salgono anche di tanto e da che mondo è mondo è sempre stato così. Ma trovarsi a metà luglio a ora di pranzo sotto il sole di via Indipendenza con le suole degli infraditi arroventate... beh, dà una grossa mano a ricordarselo. Mai avevo tanto desiderato di trovarmi sotto una pianta alle Acque, o al Tozzoni, o in qualunque altra zona verde della mia piccola ma tanto verde cittadina. Comunque per sopravvivere ho brevettato una tecnica anti-calura favolosa: bottiglietta di acqua con cui inumidire continuamente braccia, fronte, collo e gambe. Resurrezione istantanea anche per una ipotesa come me.
Secondo: noi comuni mortali si boccheggia, ma per la gente più fèscion è già tempo di pensare al cambio di guardaroba. Le vetrine di galleria Cavour sono piene di novità autunno-inverno 07-08. Dovrebbero mettere degli avvisi: non guardatele troppo intensamente, sennò vi immedesimate e davanti alle sciarpe di Loro Piana vi viene un colpo di calore. E non è una bella cosa.
Terzo: ulteriore overdose di Hello Kitty. Se qua da noi si limitano a qualche magliettina appesa nelle bancarelle, là, oltre il confine che separa Romagna da Emilia, non scherzano proprio: da H&M c'è un'intera linea di intimo di Hello Kitty. Roba bellina e simpatica, eh, però dopo il cinquantamilionesimo paio di slip e reggiseno e pigiama e top istoriati con tutte le variazioni possibili e immaginabili di micine con fiocchetto rosa io sono sempre più vicina al rigetto.
Fra un po' avrò pure gli incubi a fiocchetti rosa.

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martedì, 19 giugno 2007
Vivo qua da quando sono nata ma solo oggi ho notato una curiosità: lungo la ferrovia, in direzione Bologna, c'è una piccola costruzione che mi è parsa un tabernacolo. La dislocazione è quanto meno singolare perché sta proprio a fianco dei binari.
Curioso: ho fatto infinite volte quella tratta e non me n'ero mai accorta prima. La prossima volta che prendo il treno verso ovest cercherò di verificare.
Queste scoperte minimaliste mi mandano in brodo di giuggiole.
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mercoledì, 13 giugno 2007
Senza Heineken Jammin' Festival e Formula 1 l'imolese tipo non ha più grandi occasioni per uscire di sera e trovare un po' di gente in giro. Così le poche opportunità che restano conviene coltivarsele. E quindi lo scorso fine settimana mi sono fatta anch'io la mia dose di musica e folla facendo un giretto a Imola in musica, manifestazione che nell'arco di un week end dissemina eventi musicali grandi e piccoli un po' dappertutto in centro. Ho fatto le cose per bene, saltabeccando da uno spettacolo all'altro per non perdermi troppe cose. Come da copione ho incontrato l'universo mondo, Imola è piccola e quando tutta la città si concentra in poche centinaia di metri è inevitabile  reincontrare gente che non vedevi da una vita. Ho osato pure avventurarmi in piazza Matteotti mentre si esibiva Irene Grandi, ma la calca era tanta che sotto il portico a fianco del palco mi sono trovata bloccata e ho preferito rifarmi con qualche intrattenimento meno popoloso. Mi sono imbattuta così in un gruppo che suonava musiche con l'arpa, il clima era sul mistico andante tanto che alcuni spettatori se ne stavano seduti a gambe incrociate con aria assorta, occhi chiusi e mani giunte che sembravano in chiesa. A fianco della biblioteca comunale c'era un'esibizione di tango che prendeva tutta la strada e così i passanti, qualcuno con la bici a mano, stavano accatastati contro al muro. A Porta Montanara, dove c'era un altro concerto, ho scoperto che sul selciato sotto al voltone ci sono le lucine e ci puoi camminare.
Insomma, una serata divertente.
E stamattina... colpo di scena. Un manifesto affisso sui muri recita: "Bologna in musica"! Non posso credere che a pochi chilometri da qua ci sia una manifestazione con lo stesso identico nome. Mi attacco a Google e cerco di capirne di più, ma non trovo nulla. Resto quindi con l'amletico dubbio: chi è il copione?
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martedì, 13 febbraio 2007
C'è una categoria di persone che mi innervosisce: gli attori che simulano un accento che non è il loro. I finti francesi dei film, i finti inglesi, i finti tedeschi... Per non parlare delle inflessioni dialettali: la finta parlata toscana, la finta parlata milanese, la finta parlata napoletana, la finta parlata sicula... Si mettano il cuore in pace: tranne luminose eccezioni, li sgami subito che stanno scimmiottando. Perlomeno, se proprio vuoi adottare un accento non tuo, abbi il coraggio delle tue azioni e tienilo costante per tutto il tempo.
E allora, signori dello spot delle tagliatelle Barilla, volete spiegare alla doppiatrice che non può parlare per tutta la prima parte del filmato con una esse tanto fine che sembra una zeta e poi tramortirci di colpo, verso la fine, dicendo che quelle tagliatelle lì sono belle "poroshe"?
Non ci casca nessuno. Si sente lontano un chilometro che shta shimulando.
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giovedì, 01 febbraio 2007
Oh, io delle vicende altrui non dico nulla e di Cofferati non so che giudizio dare perché non sono di Bologna. E poi per noi, ultimi romagnoli prima del confine virtuale, Bologna è in territorio estero, essendo in Emilia. Ma la curiosità per 'sta cosa è tanta, ma tanta che mi sa che la prima volta che ci passo davanti rischio di fare come i vecchietti che si piazzano di fronte ai lavori in corso e osservano, osservano, osservano... Solo che io rischio di osservare gli osservatori. Andrà bene uguale?

Direttamente dal sito di Zap&Ida, ecco il lancio ufficiale dell'iniziativa che, lo sottolineo, oggi inizia soltanto e poi va avanti a oltranza:

foto catmant

 

TENIAMOLO D'OCCHIO

Ecco l'ultima trovata di Zap e Ida:

l'appuntamento è in Piazza Nettuno, dalle 17.00 alle 18.00, tutti i giorni, a oltranza...

 

Slogan urlati, tamburi, cartelli e striscioni hanno fatto il loro tempo. Oltre a recar disturbo al traffico e alle orecchie dei cittadini sensibili sono ormai forme desuete di manifestazione alle quali siamo talmente abituati che il giorno dopo nessuno più le ricorda. Gli eclettici ed arrabbiatissimi Zap e Ida hanno pensato di testare a Bologna una nuova forma di protesta, democratica, non violenta e silente, il " TENIAMOLO D'OCCHIO". Chi non è soddisfatto del comportamento di un politico, un amministratore o altro si dovrà recare sotto le finestre di casa sua o dell'ufficio ad un orario stabilito e fissarle in assoluto silenzio per un consono numero di minuti, tutti i giorni, alla stessa ora. Per il biricchino preso di mira quel silenzio diventerà ben presto assordante, soprattutto se a fissarlo saranno tanti sguardi. " Teniamolo d'occhio" parte come test locale giovedì 1° febbraio. Tutti coloro che avrebbero molto da dire e ridire sul sindaco di Bologna sono invitati a recarsi alla chetichella in piazza Nettuno per salire, alle 17 in punto, sui gradini di palazzo Re Enzo e mettersi a fissare intensamente fino alle 18 la finestra del suo ufficio, ultima a destra della facciata di palazzo d'Accursio, che dà sulla fontana.
Chi non avesse voglia o tempo di regalare alla causa un'intera ora può partecipare ugualmente a patto che si impegni, nei cinque o dieci minuti, a tener lo sguardo fisso. I possessori di binocoli o cannocchiali sono invitati a portarseli dietro per un controllo più ravvicinato. Così i giorni successivi, alla stessa ora e, se piove, con l'ombrello. E' assolutamente vietato mettersi tutti d'accordo su eventuali 'iazze' da trasmettere col pensiero nell'ora di 'punta'.


Per ulteriori eventuali chiarimenti in merito: zap e ida 051.229753

v. anche: www.societacivilebologna.it

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mercoledì, 31 gennaio 2007
E invece qua...
Pazienza. In fondo ci divertiamo lo stesso.

(Da La Repubblica - Cronaca Bologna)
La protesta - Domani pomeriggio l'iniziativa di Zap&Ida "per far sentire il peso dei cittadini"
SOTTO LA FINESTRA DEL CINESE: "TI TENIAMO D'OCCHIO"

Tutti in piedi, a fissare la finestra del sindaco, per fargli sapere che è "tenuto d'occhio" dai cittadini. L'appuntamento è per domani alle 17 in PIazza Maggiore dove i contestatori che avranno aderito all'iniziativa "Teniamolo d'occhio" si metteranno a guardare la finestra dell'ufficio di Sergio Cofferati per fargli sentire il "peso" del giudizio della cittadinanza. La forma di protesta nasce dalle menti creative dei due vignettisti Zap&Ida che sotto le due Torri hanno fatto della satira la principale arma di contestazione al sindaco Sergio Cofferati. Dopo due libri di barzellette e rime sul primo cittadino, "Cofferati anche noi" e "Rime tempestose", dopo aver organizzato addirittura i giochi olimpici della  miglior battuta sul sindaco, le "Cofferatiadi", adesso Zap&Ida chiamano a raccolta i bolognesi con senso dell'umorismo. Che per un'ora applicheranno una forma particolare di "moral suasion": fissare gli sguardi severi sulla finestra degli uffici di chi sta prendendo le decisioni che condizioneranno la vita della città e dei cittadini.
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