Ci sono giorni in cui un provinciale guarda agli abitanti delle lande confinanti con sussiego: e son momenti in cui ci si sente qualcuno.
Scena: ieri sera, autostrada A14, direzione Rimini. Una segnalazione luminosa ci avverte che verso Cesena c'è un incendio. Procediamo con gli occhi ben aperti, ci aspettiamo un'auto col motore in fiamme; si tratta invece di un focherello a lato della strada, ormai spento. Meglio così.
Poco oltre, la mia attenzione viene catturata da un altro focherello. Stupiti commentiamo la curiosa coincidenza di due incendi così vicini. Più avanti, ennesimo focherello. Avanti ancora e un altro fuochino, poi un fuocone, poi la campagna è punteggiata di fiamme rossastre qua e là. Il fumo comincia a farsi sentire anche nell'abitacolo: vorrei vedere, con il vento fortissimo che tira è il minimo. Manca solo che da qualche parte spunti il Trovatore e intoni "Di quella pi-i-i-i-raaaa l'orrendo fo-o-o-o-cooo".
Siamo interdetti. Cosa diavolo sta succedendo?
Di colpo mi viene in mente la spiegazione. Le focarine di San Giuseppe! E dire che me lo avevano anche raccontato, solo che pensavo fosse una usanza di tanti tanti secoli fa, ormai dimenticata. E' praticamente quel che da me si chiamava "lom a merz": accendere i fuochi per fare luce al mese di marzo in modo che trovi la strada e porti la bella stagione. Ma da noi non si usa più.
Invece oltreconfine la cosa la prendono ancora maledettamente sul serio, scopriamo. Sembra di essere a Natale, quando sei perseguitato dai Santa Claus appesi ai balconi in ogni dove.
Il problema è che quando hanno inventato le focarine non c'erano ancora le autostrade. Ma i discendenti degli inventori devono aver perso questo importante particolare: imperterriti e allegri perpetuano la tradizione accendendo i loro fuochi a pochi metri dalla carreggiata. Creando, anche con l'apporto decisivo del vento, un simpatico effetto "concerto dei Pooh", a uso e consumo del traffico.
Per una frazione di secondo ci siamo sentiti qualcuno: noi queste cose non le facciamo, noi. Noi ci limitiamo civilmente a commemorare l'usanza con una simbolica fascina in piazza: una bella fiammata, qualche gruppo locale che si esibisce, un paio di bancarelle proprio se si vuol strafare e via.
Primitivi... pfui!
Scena: ieri sera, autostrada A14, direzione Rimini. Una segnalazione luminosa ci avverte che verso Cesena c'è un incendio. Procediamo con gli occhi ben aperti, ci aspettiamo un'auto col motore in fiamme; si tratta invece di un focherello a lato della strada, ormai spento. Meglio così.
Poco oltre, la mia attenzione viene catturata da un altro focherello. Stupiti commentiamo la curiosa coincidenza di due incendi così vicini. Più avanti, ennesimo focherello. Avanti ancora e un altro fuochino, poi un fuocone, poi la campagna è punteggiata di fiamme rossastre qua e là. Il fumo comincia a farsi sentire anche nell'abitacolo: vorrei vedere, con il vento fortissimo che tira è il minimo. Manca solo che da qualche parte spunti il Trovatore e intoni "Di quella pi-i-i-i-raaaa l'orrendo fo-o-o-o-cooo".
Siamo interdetti. Cosa diavolo sta succedendo?
Di colpo mi viene in mente la spiegazione. Le focarine di San Giuseppe! E dire che me lo avevano anche raccontato, solo che pensavo fosse una usanza di tanti tanti secoli fa, ormai dimenticata. E' praticamente quel che da me si chiamava "lom a merz": accendere i fuochi per fare luce al mese di marzo in modo che trovi la strada e porti la bella stagione. Ma da noi non si usa più.
Invece oltreconfine la cosa la prendono ancora maledettamente sul serio, scopriamo. Sembra di essere a Natale, quando sei perseguitato dai Santa Claus appesi ai balconi in ogni dove.
Il problema è che quando hanno inventato le focarine non c'erano ancora le autostrade. Ma i discendenti degli inventori devono aver perso questo importante particolare: imperterriti e allegri perpetuano la tradizione accendendo i loro fuochi a pochi metri dalla carreggiata. Creando, anche con l'apporto decisivo del vento, un simpatico effetto "concerto dei Pooh", a uso e consumo del traffico.
Per una frazione di secondo ci siamo sentiti qualcuno: noi queste cose non le facciamo, noi. Noi ci limitiamo civilmente a commemorare l'usanza con una simbolica fascina in piazza: una bella fiammata, qualche gruppo locale che si esibisce, un paio di bancarelle proprio se si vuol strafare e via.
Primitivi... pfui!








