giovedì, 23 novembre 2006
Da qualche anno la piccola città in cui vivo è percorsa da una ventata di novità. Riqualificazione degli spazi urbani, la chiamano. Che è cosa meritoria quando consiste nel lastricare strade e piazze, livellare marciapiedi butterati, spostare folli e falliformi ingombri dalla piazza centrale.
Ma qualcuno a un certo punto deve essersi fatto prendere la mano. Forse di ritorno da un viaggio a Parigi, folgorato dai grands travaux à la Mitterrand, deve aver pensato: "In fondo, noi o loro, che differenza c'è?"
Così egli, con negli occhi ancora la piramide di Pei nel cortile del Louvre, ha cercato di riproporre anche qui in provincia l'ardito accostamento antico-nuovo che tanto ha sedotto l'immaginario collettivo oltralpe.


PiazzaServi


Vittima prescelta è stata la chiesa dei Servi: una splendida chiesetta di origini trecentesche, rimaneggiata e dotata di un bel portico cinquecentesco, affiancata a un oratorio del Settecento. Il complesso che sorge sull'omonima piazzetta è un piccolo gioiello, come si può vedere in questa foto (dove non compare l'abbellimento moderno).










Testone



Il tocco di malandrina contemporaneità, scelto perchè come ognuno intuisce si abbinava perfettamente al contesto, è rappresentato da quest'opera.















ChiesaServiConTestone







E l'artistico e armonico risultato finale... eccolo qui.











Ora, siccome io ci passo davanti abbastanza spesso, non posso fare a meno di chiedermi molte cose su chi ha preso la decisione.
A una conclusione comunque sono arrivata. Secondo me ha una moglie dotata di Birkin malmaritata.
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venerdì, 17 novembre 2006
HermèsBirkinBagSarà la prima nebbiolina di stagione, ma stamattina ho sentito avvicinarsi l'inverno. E con l'inverno attendo trepidante la comparsa di un tipico animale di provincia: la signora-con-Birkin.
Per spiegarmi devo fare una premessa.
Esattamente come i rapper di oltreoceano la vera signora di provincia aborre il minimalismo, perchè per costei è imperativo ricordare al mondo che lei, i soldi, ce li ha (o li ha il marito). La vediamo quindi, inconsapevole dello scempio, sfoggiare improbabili mises in cui parole quali "accostamento", "buongusto", "abbinamento", "misura" sono lemmi privi di significato.
Il vero colpo di grazia ammazza-gusto, però, è dato dalla borsa: e qui vengo al dunque.  Il trionfo della signora di provincia è la Birkin bag malmaritata: portata cioè sopra l'opulenza di una pelliccia di visone, un cappello di feltro con taglio simpaticamente mascolino e a volte una vera penna d'uccello infilata nella fascia, un paio di scarpe sportive con suola in gomma ma firmatissime e decorate con mezzo chilo di strass, calze pesanti e colorate e nelle giornate più fredde una sciarpona tricottata, con frange lunghe venti centimetri, annodata rigorosamente fuori dal bavero del visone. Non bastasse l'abbinamento drammaticamente infelice, la Nostra  dimentica che indossare una Birkin non fa automaticamente donna elegante: richiede non solo molte migliaia di euro ma anche dosi industriali di grazia e naturalezza nel portamento. Ma la signora di provincia pensa di essere strafiga anche se la Birkin la infila di traverso, a tracolla, "mode antiscippo on". Ed è proprio ques'ultimo particolare che grida vendetta: non si porta una Birkin come fosse una sacca di Guru, diamine!
Che Hermès la perdoni, comunque, la signora: in fondo è simpatica così.
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