Da qualche anno la piccola città in cui vivo è percorsa da una ventata di novità. Riqualificazione degli spazi urbani, la chiamano. Che è cosa meritoria quando consiste nel lastricare strade e piazze, livellare marciapiedi butterati, spostare folli e falliformi ingombri dalla piazza centrale.
Ma qualcuno a un certo punto deve essersi fatto prendere la mano. Forse di ritorno da un viaggio a Parigi, folgorato dai grands travaux à la Mitterrand, deve aver pensato: "In fondo, noi o loro, che differenza c'è?"
Così egli, con negli occhi ancora la piramide di Pei nel cortile del Louvre, ha cercato di riproporre anche qui in provincia l'ardito accostamento antico-nuovo che tanto ha sedotto l'immaginario collettivo oltralpe.

Vittima prescelta è stata la chiesa dei Servi: una splendida chiesetta di origini trecentesche, rimaneggiata e dotata di un bel portico cinquecentesco, affiancata a un oratorio del Settecento. Il complesso che sorge sull'omonima piazzetta è un piccolo gioiello, come si può vedere in questa foto (dove non compare l'abbellimento moderno).

Il tocco di malandrina contemporaneità, scelto perchè come ognuno intuisce si abbinava perfettamente al contesto, è rappresentato da quest'opera.

E l'artistico e armonico risultato finale... eccolo qui.
Ora, siccome io ci passo davanti abbastanza spesso, non posso fare a meno di chiedermi molte cose su chi ha preso la decisione.
A una conclusione comunque sono arrivata. Secondo me ha una moglie dotata di Birkin malmaritata.
Ma qualcuno a un certo punto deve essersi fatto prendere la mano. Forse di ritorno da un viaggio a Parigi, folgorato dai grands travaux à la Mitterrand, deve aver pensato: "In fondo, noi o loro, che differenza c'è?"
Così egli, con negli occhi ancora la piramide di Pei nel cortile del Louvre, ha cercato di riproporre anche qui in provincia l'ardito accostamento antico-nuovo che tanto ha sedotto l'immaginario collettivo oltralpe.

Vittima prescelta è stata la chiesa dei Servi: una splendida chiesetta di origini trecentesche, rimaneggiata e dotata di un bel portico cinquecentesco, affiancata a un oratorio del Settecento. Il complesso che sorge sull'omonima piazzetta è un piccolo gioiello, come si può vedere in questa foto (dove non compare l'abbellimento moderno).

Il tocco di malandrina contemporaneità, scelto perchè come ognuno intuisce si abbinava perfettamente al contesto, è rappresentato da quest'opera.

E l'artistico e armonico risultato finale... eccolo qui.
Ora, siccome io ci passo davanti abbastanza spesso, non posso fare a meno di chiedermi molte cose su chi ha preso la decisione.
A una conclusione comunque sono arrivata. Secondo me ha una moglie dotata di Birkin malmaritata.









Sarà la prima nebbiolina di stagione, ma stamattina ho sentito avvicinarsi l'inverno. E con l'inverno attendo trepidante la comparsa di un tipico animale di provincia: la signora-con-Birkin.