Pensavo che la mia piccola e indolente cittadina fosse immune dalla maledizione della Speedy Bag. Quell'anatema che affligge un po' tutte le città secondo la regola che recita: "Nelle zone destinate al passeggio si incontra una Speedy Bag - originale o tarocca - in ragione di una ogni venti metri". La maledizione grava particolarmente su Ravenna, a quanto ho potuto constatare ultimamente: una recente passata per via Cavour nella città bizantina mi ha portata a contarne qualcosa come una decina, poi ho smesso di tenere il conto. Bologna comunque si difende bene pure lei. Con Imola andavo sul sicuro, me la sentivo un po' come zona franca: mai vista una Speedy Bag in giro, forse perché all'Emporio 51 non le vendono.
Zona franca, dicevo. Fino a oggi, quando mi sono beccata in pieno centro l'ennesimo bauletto marron.
Oddio: non ce l'ho mica con la Speedy Bag, beninteso, né con chi se la compra (ci mancherebbe), e né tantomeno con la buonanima del signor Louis Vuitton. E' che tutte 'ste Speedy mi hanno mandato in overdose.









La moda, si sa, ha le sue regole, i suoi riti, i suoi capisaldi. Che regolarmente cambiano, in modo da permettere alle vere signore "in" di mostrare quanto son brave a tenersi informate sulle ciclicità del mondo del luuk. L'ansia con cui la signora di provincia si adegua ai diktat modaioli, comunque, ha sempre quel che di meravigliosamente ingenuo che non ritrovi nella più smaliziata signora di città. E può quindi succedere che la provinciale si faccia un po' prendere la mano dal bisogno di mostrarsi cuul a tutti i costi.
Sarà la prima nebbiolina di stagione, ma stamattina ho sentito avvicinarsi l'inverno. E con l'inverno attendo trepidante la comparsa di un tipico animale di provincia: la signora-con-Birkin.