lunedì, 14 gennaio 2008
Ero un po' preoccupata perché ultimamente non mi arrivava più Genius. Per fortuna oggi abbiamo rimediato. E avrei già una mia idea su come usare questo simpatico oggettino (felici possessori di babbinatale scalatori e babboninataloni gonfiabili, vi fischiano le orecchie?).

"Babbo Natale alto 30 cm. che canta e si tira giù i pantaloni vendo a euro 5,00"

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mercoledì, 19 dicembre 2007
Non so se è la mia impressione, ma mai come quest'anno i settimanali locali traboccano di pubblicità dei menu di Natale e san Silvestro dei ristoranti della zona.
E a me ha sempre fatto una certa impressione l'arte con cui si può trasformare un semplice elenco di portate in un'apoteosi linguistica, nell'intento di affascinare il lettore con termini immaginifici e grondanti ricercatezza. Occhio, però, che l'abuso di queste tattiche nuoce gravemente alla salute. Del menu.
Perché è un po' come quando si esagera col trucco: non è che più ne metti e più diventi strafiga. Anzi, a volte è vero il contrario. Se poi oltre all'abuso di lifting grammatical-retorici si aggiunge lo scivolone sintattico-ortografico, purtroppo sempre in agguato, il risultato finale non è di un estremo fascino ma di un irresistibile umorismo.
Così, in un momento in cui ero particolarmente ispirata, mi sono presa la briga di catalogare i più diffusi espedienti pompa-menu che ho incontrato.

1 - La dilatazione. Ovvero, dire su tre-quattro righe quel che si potrebbe tranquillamente condensare in una. In pratica, è come se al posto del nome della portata uno pubblicasse direttamente la ricetta per esteso. Esempio: "Carpaccio di pesce spada al pepe rosa e lime-tequila con insalatina di piovra, cetriolini, surimi di gamberi, navone bianco e polpa di granchio" (abstract: antipasto di mare).
2 - La lectio difficilior. Quella cosa di cui alcuni di noi imparano l'esistenza alle superiori quando fanno le parafrasi: fra due o più possibili interpretazioni di un verso la lectio difficilior sarebbe quella meno intuitiva, meno probabile (spero di ricordare bene). Esempio di lectio difficilior applicata ai menu: "Puré di mais bianco" (per gli amici: polenta).
3 - Le chincaglierie. Precisazioni del tutto inutili, buone solo ad aumentare il senso di preziosismo linguistico del testo. Perché ad esempio uno deve specificare che lo sformatino è "su letto di" salsa anziché limitarsi a un laconico "con" salsa? Perché il dolce deve essere per forza "seduto su" crema anziché "con" crema? Perché, mioddio, perché? Semplice: perché scrivere chiaro fa tanto ordinario.
4 - La fantasia al potere. Nomi evocativi ma che non dicono nulla di quel che si mangerà. Esempio: "antipasto fantasia", "frivolezze di Natale", "dono di S. Silvestro", "buochett di rose" (spero non dovesse essere "bouquet").
5 - L'anarchia grammaticale. Insidiosissima soprattutto quando oltre all'elenco delle portate uno vuole strafare con qualche frase d'effetto. Maiuscole e minuscole usate in modo creativo, punteggiatura non omologata, ortografia opinabile. Esempi: "pranzo di natale" in minuscolo ma "Babbo Natale" con le maiuscole, "prelibatezze natalizie di fine anno accompagnate da creme dolci..........con tanto cioccolato" (e tanti puntini).

Ah, io comunque il pranzo di Natale lo farò in famiglia. Anche perché non vorrei mai che qualche creativo di cui sopra decidesse di vendicarsi.
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martedì, 18 dicembre 2007
E sempre in tema di decorazioni natalizie: i babbinatale scalatori hanno fatto il loro tempo (Chiocciolapois, fattene una ragione :-))
Ora, signori, c'è il babbonatale semovente. A grandezza naturale.
Lo vedi per strada, da spento, e lo scambi per un uomo in carne e ossa in posa col suo bel costume natalizio, un po' come quelli che stanno immobili su una cassetta vestiti da mummia di Tutankhamon e si muovono solo per farti un inchino quando gli metti un soldino nel bicchiere.
Poi parte una musichina natalizia e il figuro comincia una sua strana coreografia, animandosi grazie a chissà quale strano marchingegno. Lì capisci che: o il poverino soffre di una qualche forma di lombalgia acutissima, o si esercita nella breakdance, oppure è David Zed redivivo.
Ah, già, poi c'è la versione ufficiale: è un manichino. Ma non ne sarei tanto sicura.
Io, per tranquillità, gli passo lontana.
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venerdì, 14 dicembre 2007
Colpa del periodo: mi vengono solo post sulle festività (e dire che io non sono una fan del Natale). Ad esempio, il librino del Comune su tutti gli eventi natalizi a Imola perché ignorarlo? Non è giusto!

Intanto devo dire che la trovo una lodevole idea: in occasione di periodi dell'anno particolarmente ricchi di festeggiamenti il Comune fa la lista di tutto quel che accadrà e la pubblica un po' dappertutto. Succede per le iniziative estive, per il Baccanale, per carnevale (credo)... Così anche in questo periodo gira un opuscoletto, nella fattispecie rosso, che raduna feste, spettacoli, manifestazioni che si terranno dall'inizio di dicembre alla befana.

Quel libretto è una tentazione troppo forte per me che sono un tantino meticolosa e queste cose me le leggo fino all'ultima virgola anche se non sono interessata. Non posso farci nulla: mi faccio incantare da volantini, opuscoli, manifesti di ogni fatta (è per questo che mi diverto come una pazza a leggere Genius).  Adoooooro le istruzioni di tutti i dispositivi elettronici che mi passano fra le mani e proprio non capisco quelli che piuttosto si farebbero menare e provano a farli funzionare per tentativi. Mi piace studiarmi i bugiardini delle medicine. Impazzisco per le inserzioni pubblicitarie dei giornali locali. Arrivo anche a leggere, e non scherzo, quei tristissimi pubbliredazionali intitolati "Le aziende informano" o "Notizie dalle aziende", pieni di pillole finto-informative del tutto eterogenee, dal nuovo modello di occhiali al lancio del profumo al nuovo yogurt tanto amico dell'intestino.
Perciò signori del Comune sappiatelo: almeno una che passi ai raggi ics tutti i vostri opuscoli l'avete trovata.

E dunque, forte della mia pignoleria, mi permetto una domanda: capisco che in questo periodo ci sia una serie di giovani che si sono laureati discutendo tesi con argomenti locali, capisco che il Comune abbia organizzato la presentazione delle tesi alla cittadinanza, capisco che il suddetto Comune ci tenga a promuovere questa iniziativa (bella). Ma sentite: non è che vi siete fatti prendere la mano? Siete proprio sicuri, ma sicuri-sicuri, che la presentazione delle tesi vada inserita nell'elenco degli eventi natalizi?
No perché se il criterio è "mettiamo nel libretto tutto quel che succede in città dal primo dicembre al sei gennaio" potrei aggiungere due o tre segnalazioni anch'io. Ad esempio: oggi mi sono finalmente liberata di una serie di vecchie periferiche ormai inutilizzate da anni. Domani andrò a far la spesa al Leonardo, e probabilmente pranzerò là. Ho finalmente trovato un regalo di Natale che ormai disperavo di trovare. Sto cercando una agenda per il 2008. Oh, tutta roba che succede fra il primo dicembre e il sei gennaio entro queste mura cittadine eh!

Il prossimo anno ve lo dico per tempo, così anche questi li mettete nel libretto.
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giovedì, 13 dicembre 2007
Un applauso ai gestori del Roxy Bar. Quello all'altezza della Guardia di Finanza in via Emilia, per intenderci. In barba a tutti i babbinatale arrampicatori e i babboni nataloni gonfiabili si sono inventati una vetrina che è un piccolo esempio di creatività: un presepe fatto solo con oggetti in vendita da loro. Naif in un modo incredibile, ma proprio per questo, ai miei occhi, delizioso. Tappi di spumante, bottiglie di Crodino, foglietti di gratta-e-vinci, sigarette, chicchi di caffé e chi più ne ha più ne metta. Poi, non contenti, hanno corredato la creazione con un mezzo papiro in cui con tono discorsivo elencano meticolosamente tutti i materiali usati e per cosa sono serviti. Invitando chiunque abbia idee aggiuntive per ulteriori personaggi a farglielo sapere.
Per me il cartello era forse forse la parte più simpatica. Non so se ce l'ho voluto vedere io, ma ne traspariva un certo orgoglio per l'inusuale creazione. Standing ovation dunque per entrambe le cose: per l'ingegnosità dell'opera e per come si sono impegnati a spiegarla ai visitatori.
Come? I chicchi di caffé a cosa servono? Sono gli "escrementi" (sic) dei maialini.
Meravigliosi, non c'è che dire.
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martedì, 04 dicembre 2007
Siamo ufficialmente sotto Natale: le luminarie ormai sono accese dappertutto, c'è l'albero in piazza, i negozi sono aperti la domenica e io al secondo babbonatale scalatore che avvisto (è successo oggi) vorrei tanto essere Maurizio Cattelan.
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giovedì, 04 ottobre 2007
PanettoneJingle bells! Jingle bells! Jingle all the way!
Ma non la sentite anche voi questa arietta frizzante, non avete anche voi già cominciato la folle-corsa-agli-acquisti, non state già decidendo dove trascorrerete San Silvestro?
Noooo?
Eppure, gente, i mucchi di panettoni e pandori che troneggiano alla Coop significano una sola cosa: siamo ufficialmente sotto Natale.
Fate presto, che le feste incombono!
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domenica, 31 dicembre 2006
AlberoNataleImolaCentroIntanto: perché agli imolesi che festeggeranno in piazza gli auguri li farà il vicesindaco? Non per sminuire il vice, ma giusto per sapere: dove mai sarà il suo capo stanotte?
Secondo: siamo sicuri che stanotte in piazza fanno festa? E in quale piazza, in caso? Una perlustrazione pomeridiana non ha risolto ma acuito le perplessità. Escludendo per ovvii motivi il cantiere a cielo aperto di piazza Matteotti, resterebbe piazza Gramsci. Ma nulla, né un palchetto nè una tribunetta, fa pensare a imminenti balli e canti. A creare l'atmosfera solo un paio di figuranti, incomprensibilmente vestiti con costumi a losanghe multicolori più da Arlecchino che da Babbo Natale, che mestamente stazionavano in centro non ho capito a far cosa.
Per conto mio son già qui a pregustarmi una serata pantofolaia con tanto di rituale messaggio del presidente della Repubblica alle 20,30 e, a seguire, un'occhiata ai Village People (dico: i Village People!) in diretta da Rimini.
Anzi, meglio chiudere che ormai arriva Napolitano.
Auguri a tutti.
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giovedì, 28 dicembre 2006
L'ho detto io che noi, qua, i Babbi Natale pencolanti li abbiamo già superati da un pezzo: e oggi ne ho una ulteriore conferma. Il nuovo trend è l'uso creativo della simpatica decorazione, come ho potuto scoprire passando davanti alla vetrina del fotografo vicino a casa mia. Parentesi: il negozio di fotografo di provincia è una miniera di meraviglie e prima o poi ci scriverò un post apposito. Qui mi limito a segnalare l'assoluta novità di una delle foto esposte scattate alle tante "modelle" caserecce con piglio da velina. Bene, la signorina di turno posava in orgogliosa compagnia, per l'appunto, di un Babbo Natale arrampicatore che, tanto per aggiungere un tocco d'arte, si esercitava su una finta colonna dorica.
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giovedì, 21 dicembre 2006
I giornali locali! Sono loro, signori miei, la vera speranza contro questo mondo sempre più globalizzato e impersonale! Abbeveriamoci alla loro fonte, senza vergogna e senza remore: ogni singola copia è un mattone nella grande muraglia contro il livellamento delle notizie, anzi delle niùss, che ci fa apparire uguali e intercambiabili i giornali e i telegiornali.
Rivendico quindi, con forza, il mio diritto a entusiasmarmi per annunci di questo genere (grazie a sabatoseraonline, che Dio lo benedica):

Castel Bolognese: la Pro Loco mette a disposizione dei cittadini Babbo Natale

e pretendo di poter coltivare la mia legittima preoccupazione per quest'altra triste notizia:

Castel San Pietro: niente feste per acconciatori ed estetisti
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