venerdì, 16 ottobre 2009
Artigiano poeticoUn artigiano che affreschi in questo modo il suo furgone, a parte gli applausi che merita per la creatività dell'idea (disegno, slogan, sceneggiatura)... ehm, cosa diavolo intende dire?
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giovedì, 17 aprile 2008
TestoneC'è un tizio che ha già scritto due lettere al "Sabato Sera" per protestare sulla tinteggiatura degli edifici in centro. In particolare quello che stanno ristrutturando in Piazza dei Servi.
Ci sono passata davanti e devo dire che, nella mia ignoranza artistica, sono piuttosto d'accordo con lui: un pezzo di quella casa è stato colorato di un improbabile bianco ghiaccio, e forse anche con una punta di grigiastro a peggiorare il risultato. Sinceramente quella tinta proprio non c'entra nulla con le tonalità dei palazzi del centro, tutti sul color terracotta (resta un mistero come abbiano potuto permetterglielo). Un altro pezzo di casa invece lo hanno fatto rossiccio, e magari lì si potrebbe anche soprassedere se non fosse per quella cornicetta a metà altezza, che attraversa entrambe le facciate e hanno ben pensato di dipingere metà di un colore e metà di un altro: un pezzo grigio e un pezzo rosso, in modo che entrambi i tratti contrastino col colore delle due pareti di fondo. Una soluzione di una bruttezza sconcertante. E per fortuna che la parete bianchiccia non l'hanno istoriata con qualche disegnino fantasia, già che c'erano.
Magari non tutto il male viene per nuocere, comunque. Mettiamo che, ristruttura che ti ristruttura, qualche mezzo finisca incidentalmente sul Testone e - peccato! - lo estirpi da lì...
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giovedì, 27 settembre 2007
Ecco qua un'altra stradina che inserisco nel mio elenco dei "preferiti": vicolo Vaini.
Laterale della via Emilia lato est, inizia quando finisce il portico dell'ex cinema Centrale. Una volta qui c'era anche un bar, il caffé Vaini, e fino a poco fa anche un artigiano che duplicava chiavi e che era lì da sempre. Ora ha chiuso.
La particolarità di questa strada è che pur essendo piccola ha  alcuni negozietti di sartoria, abbigliamento e accessori. Sarebbe divertente se si riempisse di botteghe tutte di questo tipo, avremmo anche noi la nostra Savile Row (seeeee...). Anzi, ho sempre pensato che sarebbe carino se tutte le stradine di cui il centro storico è pieno si "specializzassero": chessò, in una le botteghe di calzolaio, in un'altra quelle di ceramisti, in un'altra ancora quelle di sartoria... Non sarebbe meraviglioso? Senza contare che questo modello per la sua natura non sarebbe riproducibile dai mega centri commerciali che tanto spaventano i piccoli commercianti. Ma vabbé, il mio è solo un pensiero in libertà.
Ultimamente in vicolo Vaini ci ho visto un negozio di giocattoli di legno, bellissimi. Davanti alla vetrina è spesso parcheggiata una bici con un rimorchio coperto in cui possono star seduti un paio di bambini. Mi verrebbe voglia di perdere qualche decina di anni per sapere come ci si sta.


 
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lunedì, 14 maggio 2007
Stavolta non ho mancato l'obiettivo. Posso confermare che ieri mattina lo sciuscià sotto i portici del centro c'era davvero. Che bella cosa!
Ho però un piccolo problema. Mi piacerebbe molto usufruire di questa simpatica iniziativa, ma... come faccio a farmi lucidare gli infradito?
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mercoledì, 09 maggio 2007
Celebrazione di una certa "tecnica" o doveroso omaggio a uno degli strumenti proletari per eccellenza? Qualunque sia la spiegazione, sappiate che nella mia città esiste una "Via della Sega".
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lunedì, 07 maggio 2007
Ho perso la prima, e mi mordo le mani. Ieri mattina, sotto i portici del centro, era annunciato l'esordio di un vero sciuscià, un artigiano che per molte domeniche offrirà i suoi servigi ai passanti armato di spazzole e cere. Una piccola grande idea a cui avevo deciso di dedicare un post. Porca miseria: non sono arrivata in tempo per godermi lo spettacolo.
Sarà per domenica prossima.
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martedì, 10 aprile 2007
Questa sì che è una notizia che vedrei bene su un giornale di provincia. Mettiamola così: se la leggete in giro, ricordate che l'aveta avuta in anteprima da me.

Mai chiamato un artigiano al cellulare? Credo di sì. Bene: cosa succede se costui, oltre a un cellulare, ha una moglie gelosa, ficcanaso, poco sveglia ma graniticamente convinta di avere le corna?
Succede che la signora gli controlli di nascosto il telefonino, annoti il numero dell'ultima chiamata e decida che quello è sicuramente il numero dell'amante (per quale altro motivo si chiama un artigiano, infatti?).
E succede poi che la signora, che si considera furbissima, decida di vendicarsi: "Lui mi tradisce?", pensa fra sè e sè complimentandosi per la sua sagacia, "adesso li sistemo io, i fedifraghi: tutte le volte che mio marito si assenta tempesto di chiamate anonime il cellulare della sua amante e gli rovino i loro consessi amorosi: ammazza quanto sono intelligente, io!".
Succede però che l'ignara vittima, del tutto inconsapevole di essere stata presa per la rovinafamiglie con cui l'artigiano si sollazza, sia una che pazientare va bene, ma dopo qualche giorno le girano molto. Ma proprio molto-molto. Tanto che va dritta dritta dai carabinieri. Anche perché la furbissima rompiscatole ha iniziato a chiamare con il numero visibile: e quando lo fa usa quello del marito. L'artigiano.
Succede quindi che i carabinieri lo chiamino in caserma in presenza della poveretta molestata e gli chiedano conto dell'accaduto.
Succede, ancora, che egli si arrampichi sugli specchi e che solo dopo che l'inconsapevole vittima si è parecchio infuriata per questo nicchiare egli si ricordi che la moglie gli controlla il cellulare. Per una storia che non esiste. Ma che la signora continua a voler credere vera.
Epilogo: cazziatone dei carabinieri al grullo che affida il suo cellulare a una sconsiderata del genere e avvertimento che la prossima volta i due potrebbero essere meno fortunati e potrebbero finire dritti in tribunale.

Morale della favola. Se cercate un artigiano assicuratevi prima che non sia dotato di moglie gelosa, ficcanaso, poco sveglia ma graniticamente convinta di avere le corna.

E dire che io lo avevo cercato solo per farmi fare una riparazione in casa.
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