lunedì, 24 agosto 2009

L'altra sera ho fatto un incontro decisamente inusitato. Era già buio, avevo aperto le finestre per arieggiare un po' le stanze e accendendo la luce ho avuto un faccia a faccia con una bestia che lì per lì mi ha impressionato parecchio: sì perché pareva una lucertola ma era molto, molto più grande delle solite bestioline che siamo abituati a vedere. Se ne stava buonina sul mio balcone, al buio della sera, e guardava dentro col capino sollevato. Il tempo di accendere la luce, di vederla, di spaventarmi a morte e di dire "ODDIO!" ed è scappata giù, non ho ben capito se saltando o se correndo lungo il muro.


Dato che non fumo roba strana (a dir la verità non fumo e basta) e che non assumo sostanze di dubbia natura ho passato un bel po' di tempo a chiedermi cosa diavolo fosse quell'arnese verde. Che l'avessi visto era sicuro, ma cosa avevo visto? Una lucertola OMG? No, le lucertole non tengono la testa in su. Jim Morrison reincarnato? Questo non era certamente possibile dato che come tutti sanno egli non è mai morto e vive in un'isola sperduta assieme a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Elvis Presley, Marilyn Monroe, Lady Diana e da qualche giorno anche Michael Jackson.

Dunque, oddio oddio, cosa diavolo stava per entrarmi in casa?


Una possibile risposta l'ho avuta qualche giorno fa vedendo un servizio al telegiornale: diceva che un sacco di gente si compra animali esotici e poi li abbandona; e a un certo punto ha fatto vedere una cosa molto simile alla mia amica del balcone. Accidenti, sembrava proprio lei: devo dedurre che ho fatto conoscenza con una piccola iguana.


Prima di pensare male io provo a considerare sempre l'ipotesi più benevola, dunque non voglio credere che qualcuno l'abbia davvero comprata e poi abbandonata al suo destino. Magari è scappata e ora la cercano per ogni dove. Nel caso, vorrei avvisare l'eventuale proprietario che poche sera fa la signorina stava da me e pareva abbastanza vispa. Complimenti, fra l'altro, perché era un animalino davvero beneducato: si limitava a osservare da fuori, standosene sulla soglia senza entrare. Spero solo che quando è fuggita non sia finita sotto qualche macchina.

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martedì, 21 luglio 2009
Pensavo che il laghetto delle Acque fosse deserto, avevo sentito dire che avrebbero trasferito gli animali per fare dei lavori all'impianto. Eppure paperine cigni e pavoni ci sono eccome, li ho visti oggi con i miei occhi santi. Forse i lavori sono già terminati.
Però ho notato una cosa che un po' mi ha intristita: rispetto al solito li ho trovati un po' più stanchini e meno vivaci. Se ne stavano per lo più appollaiati sulle staccionate con aria piuttosto annoiata anziché andarsene, come è loro abitudine, in giro a passeggio o a nuotare.
Poverini, forse sono un po' giù di corda perché anche a loro manca la movida della discoteca.


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mercoledì, 03 giugno 2009
Premio simpatia al seguente annuncio di Genius:

Regalo paffuti gattini di campagna docilissimi e topaioli.

Motivazione: l'uso dell'aggettivo "paffuti" e della specificazione "di campagna" fanno tenerezza e allegria.
L'ultimo attributo, tuttavia, pare di incerta interpretazione.


 
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martedì, 21 aprile 2009
C'è una bacheca in centro che espone le foto dei cani abbandonati in attesa di adozione. Spesso mi fermo a guardarla, è davvero tanto tenera. In questi giorni, però, darle anche solo un'occhiata è un'esperienza piuttosto dura: l'immagine che riporta non è quella solita di dolci cuccioli che ti guardano con devozione e implorano un po' di affetto. No: è quella di un povero gattino a cui qualcuno ha ben pensato di sparare in faccia. Lo sventurato animale è (purtroppo, dico io) sopravvissuto e, tanto per peggiorare le cose, è pure rimasto cieco.
Quella foto è stata messa lì perché cercano l'autore del gesto e sperano che qualcuno possa dare delle informazioni utili.
A parte che di fronte a foto del genere faccio fatica a ricordarmi che sono contro la violenza fisica... io quel che mi chiedo è: cosa diavolo passa per la testa (oddio: testa, forse, è una parola grossa) a chi riduce un animale in quel modo?
Seconda domanda: ma a questo gentiluomo capiterà mai di passare per il centro, di imbattersi nella bacheca e di vedere il risultato della sua prodezza?
Terza domanda: se proprio questo bello spirito voleva far fuoco non poteva prendere la mira altrove, magari - chessò - verso la propria persona? Niente di necessariamente grave, eh: ad esempio poteva fare come quel mio concittadino che, indeciso se por fine ai suoi giorni o se concedersi un'altra possibilità, trovò una soluzione di compromesso nello spararsi in un piede.

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martedì, 10 marzo 2009
Piena solidarietà, anche se dicono che porti fortuna. Deve essere proprio fastidioso. E anche un applauso per il nick creativo usato come firma.

"L'animale che porta il suo cane a fare la cacca quì (sic) è pregato di raccoglierla. Firmato: un pestatore di cacche".
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martedì, 27 gennaio 2009
Quando una si ritrova nella casella dei messaggi privati un appello così, anche se non ci ha mai fatto caso comincia a sperare che il suo blog sia letto dal maggior numero di persone.

NB - Per la padrona del micio: se mi autorizzi, io pubblico pure il tuo nome e il tuo cellulare. Fammi un fischio.

Oggetto: smarrito gatto rosso e bianco.aiuto!
Data: 26 Gennaio, 2009 - 20:16
smarrito gatto rosso e pancia bianca l'11 gennaio 2009 a imola zona tre monti.si prega di contattarmi se si hanno notizie.33xxxxxxxxxx


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lunedì, 01 dicembre 2008
Dal momento che io non ho mai avuto cani non posso sapere se la scena che ho visto stamattina fosse normale.
Per farla breve: c'era un tizio molto, ma molto irritato con il suo quadrupede (uno di quelli che sembra si siano stampati con la faccia contro un muro) perché, così mi pareva, esso si impuntava a non voler proseguire nel suo cammino e tendeva ad arrestarsi. Devo dire che il cane mostrava una resistenza alquanto notevole perché il padrone, che lo portava al guinzaglio, lo trascinava letteralmente per strada ma l'animale sembrava quasi agganciato con le unghie al pavé. E allora il padrone che faceva? Lo menava sul testone. Il cane si fermava, e giù botte; ripartiva per qualche metro, si fermava nuovamente, e giù altre botte corredate da urla e imprecazioni; pochi metri dopo, altro stop e altra grandinata di sberle e improperi.

Non nascondo che l'episodio mi ha piuttosto turbata. Io so che ai cani bisogna insegnare a obbedire, ma non ho idea del come ci si arrivi. Perciò il quesito a cui non so dare risposta è il seguente: quando un cane si impunta così, prenderlo a sberle ripetutamente fa parte del regolare percorso educativo?
Se la risposta è sì, ho semplicemente assistito a un esempio di addestramento canino (che però non funzionava granché, devo dire).
Ma se - Dio non voglia - la risposta fosse no?
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venerdì, 28 novembre 2008
Siamo nuovamente alle prese con i conigli vaganti, lo dicono le civette di oggi. Il brutto della faccenda è che il meteo prevede nevicate: e come fa un automobilista a distinguere un coniglio nella neve? Riesce a scorgerlo in tempo, in modo da schivarlo?
Temo che se nevica ci sia da preoccuparsi per la sorte degli animaletti. Accidenti, avere il pelame di un bell'arancio evidenziatore li aiuterebbe moltissimo in circostanze come questa.
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giovedì, 27 novembre 2008
Immagino che fosse un po' strampalata, lo ammetto, ma fino a ieri io avevo una mia teoria del tutto personale su quel che distingue una grande città da una piccola come la nostra: città grande = deiezioni canine sui marciapiedi, città piccola = marciapiedi sgombri da tali prodotti.

Ma ora è sorto un problema. Mi sono infatti imbattuta, per la prima volta in quarantatrè anni di vita imolese, in un marciapiede lordato: ebbene sì, anche qui i cani sporcano e i padroni non sempre raccolgono (con tutto il rispetto, beninteso, per i moltissimi che invece puliscono scrupolosamente il suolo).

Al che sono costretta a scegliere fra una delle tre seguenti opzioni: o la  mia teoria era sbagliata in partenza e finora ero semplicemente stata molto fortunata; oppure il quadrupede apparteneva a un signore che era venuto in trasferta da una città più grande; oppure ancora mi sbagliavo sulla entità della mia cittadina che in realtà è una metropoli e non me n'ero mai accorta.
Spero che non si riveli vera l'ultima ipotesi, sennò il titolo del mio blog non è più attendibile.

Ah, comunque il corpo del reato l'ho solo visto, eh: non ci sono finita sopra. No, dico così, semplicemente a scanso di equivoci.

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lunedì, 24 novembre 2008
L'altro giorno ero in zona Teatro Comunale. C'erano dei lavori su un marciapiede e i pedoni dovevano scendere in strada, proprio dove passava il traffico delle auto. Prestando, com'è ovvio, la massima attenzione a non essere strisciati dai veicoli.
Quel che i miei occhi attoniti non avrebbero mai voluto vedere, però, è stato lo spettacolo delle macchine che sfioravano, senza neppure accennare a un minimo rallentamento, una signora evidentemente cieca e accompagnata dal suo cane-guida. Sarebbe bastato un mezzo passo della signora e del cane verso il centro della strada ed entrambi sarebbero stati travolti: nessuno, dico nessuno degli automobilisti, vedendoli, si premurava di affiancarli con cautela. Una di quelle scene che facevano venir voglia di piazzarsi davanti alle auto, prendere quegli screanzati per le orecchie uno ad uno, tirarli fuori e menarli con una certa vigoria. Ecco, diciamo che questa sarebbe stata più o meno la mia idea: purtroppo però non sono un energumeno e non ho la barba (ma dicono che è il pensiero che conta).

Il bello è che solo pochi giorni dopo l'incredibile spettacolo ho trovato sul Sabato Sera Online l'articolo su una signora che raccontava proprio della stessa, medesima inciviltà e disattenzione riservata a chi non ci vede. E così l'episodio mi è tornato in mente.

Conclusione: solitamente mi va parecchio bene essere una signorina, però certe volte qualche chilo di muscoli in più non mi dispiacerebbe proprio. Lo ammetto.

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