L'avevo adocchiata pochi giorni fa. Ero entrata in negozio e me l'ero fatta mostrare: perfetta. Ci avevo fatto un pensierino: con i saldi imminenti, mi ero detta, quasi quasi potrei comprarla.
Avrei anche potuto comprarla subito: la commessa (deliziosa, genitilissima, carina da morire) mi aveva fatto notare che su quell'articolo c'era uno sconto del trenta per cento. Ma io niente: se prima dei saldi era scontata così tanto, ragionavo, chissà che razza di ribasso avrebbe avuto coi saldi. Così avevo deciso: al primo giorno di saldi quella borsa sarebbe stata mia.
E viene finalmente il 3 gennaio. I TG mostrano le orde di italiani che fanno la fila per gli outlet di Serravalle e Fidenza. Io, più modestamente, mi dirigo lemme lemme verso il negozietto del mio cuore, pregustando la mia borsina.
Ma... ahimé: una spiacevole notizia mi attende.
Altra commessa, sempre carina e gentile. Me la tira fuori, me la torna a mostrare, mi fa vedere di sua iniziativa anche tanti altri articoli. E lì, per inciso, la giovane guadagna tanti, ma tanti punti. Io penso tutto il bene possibile di quel genere di venditrici: quelle che non si iimitano a metterti in mano l'oggetto che chiedi e non se ne restano lì impalate aspettandosi l'unica cosa per loro possibile, ovvero che tu tiri fuori i soldi, e vedi bene di non fare altre domande o di dire che ci penserai su. Ecco: in quel negozio devono avere un'intera fornitura di commesse del genere che piace a me, contente di dedicare un po' di tempo al cliente. Oddio, magari non gliene frega niente però ti fanno credere il contrario: e alla fine questo è quel che conta.
Dunque: la cordiale ragazza mi illustra la borsa che già mi sento fra le dita, comincio a familiarizzarci, la apro, infilo le mani nelle taschine interne, impugno i manici, provo la chiusura.
Poi chiedo il prezzo: sono curiosa di sapere di quanto sia stato abbassato.
E qui il ferale colpo di scena. Mi dichiara il prezzo pieno: "Su questa non ci sono saldi", aggiunge.
In pratica se me la compro ora, in periodo di saldi, la pago per intero; se invece la compravo qualche giorno prima, quando ancora i saldi non erano iniziati, l'avevo al trenta per cento in meno.
Lo so che loro avevano tutti i diritti di fare i prezzi che volevano, ma io ci sono rimasta così male, ma così male che alla fine l'ho lasciata lì. Mannaggia a me, ho beccato l'unico negozio che abbassa i prezzi fuori dai saldi e ai saldi li rimette normali.
Avrei anche potuto comprarla subito: la commessa (deliziosa, genitilissima, carina da morire) mi aveva fatto notare che su quell'articolo c'era uno sconto del trenta per cento. Ma io niente: se prima dei saldi era scontata così tanto, ragionavo, chissà che razza di ribasso avrebbe avuto coi saldi. Così avevo deciso: al primo giorno di saldi quella borsa sarebbe stata mia.
E viene finalmente il 3 gennaio. I TG mostrano le orde di italiani che fanno la fila per gli outlet di Serravalle e Fidenza. Io, più modestamente, mi dirigo lemme lemme verso il negozietto del mio cuore, pregustando la mia borsina.
Ma... ahimé: una spiacevole notizia mi attende.
Altra commessa, sempre carina e gentile. Me la tira fuori, me la torna a mostrare, mi fa vedere di sua iniziativa anche tanti altri articoli. E lì, per inciso, la giovane guadagna tanti, ma tanti punti. Io penso tutto il bene possibile di quel genere di venditrici: quelle che non si iimitano a metterti in mano l'oggetto che chiedi e non se ne restano lì impalate aspettandosi l'unica cosa per loro possibile, ovvero che tu tiri fuori i soldi, e vedi bene di non fare altre domande o di dire che ci penserai su. Ecco: in quel negozio devono avere un'intera fornitura di commesse del genere che piace a me, contente di dedicare un po' di tempo al cliente. Oddio, magari non gliene frega niente però ti fanno credere il contrario: e alla fine questo è quel che conta.
Dunque: la cordiale ragazza mi illustra la borsa che già mi sento fra le dita, comincio a familiarizzarci, la apro, infilo le mani nelle taschine interne, impugno i manici, provo la chiusura.
Poi chiedo il prezzo: sono curiosa di sapere di quanto sia stato abbassato.
E qui il ferale colpo di scena. Mi dichiara il prezzo pieno: "Su questa non ci sono saldi", aggiunge.
In pratica se me la compro ora, in periodo di saldi, la pago per intero; se invece la compravo qualche giorno prima, quando ancora i saldi non erano iniziati, l'avevo al trenta per cento in meno.
Lo so che loro avevano tutti i diritti di fare i prezzi che volevano, ma io ci sono rimasta così male, ma così male che alla fine l'ho lasciata lì. Mannaggia a me, ho beccato l'unico negozio che abbassa i prezzi fuori dai saldi e ai saldi li rimette normali.








