lunedì, 30 novembre 2009
Noi imolesi abbiamo un ben curioso senso dell'orientamento. In via Marconi, provenendo da Bologna e andando verso Faenza (quindi andando da ovest a est), un segnale stradale indica che i parcheggi della zona nord stanno alla nostra destra. Delle due l'una: o è stato universalmente deciso che nord e sud d'ora in poi si scambino di posto, oppure qualche mio concittadino ha un concetto di punti cardinali tutto suo.


 

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venerdì, 27 novembre 2009
Ieri mattina ho visto l'esordio in centro dei volontari civici o come diavolo si chiamano. Ho trovato la situazione molto buffa, non tanto per loro ma per quel che mi ha ricordato: dalla quantità di gente che si slogava il collo a furia di guardarli sembrava di essere sul set di questa pubblicità. Mutatis mutandis, ovviamente.
 
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giovedì, 26 novembre 2009
Siccome sono una che raccatta compulsivamente tutti i volantini che trova in giro, non potevo esimermi dal prendere su anche il bello e utile libretto che raccoglie tutte le iniziative natalizie della mia città. Ove apprendo che

"I bambini incontrano Babbo Natale che, in compagnia dei suoi fedeli elfi e babbi natale in gonnella sui pattini regalano dolciumi e palloncini per le vie del centro".

Formulerei a questo punto una sommessa proposta a Babbo Natale, ai suoi fedeli elfi e ai babbi natale in gonnella sui pattini: non regalate solo dolciumi e palloncini per le vie del centro. Trovate anche il tempo per allungare una grammatica italiana, va bene anche usata (basta che si soffermi molto sulla concordanza soggetto-verbo e sulla chiusura degli incisi), all'autore dell'aureo opuscoletto.

NB - Però l'avere a Imola "Jesus Christ Superstar" redime da qualsiasi strafalcione.
 

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mercoledì, 25 novembre 2009
Domenica scorsa sono stata a vedere la mostra sui quarant'anni del ristorante San Domenico che, per chi non fosse del luogo, è una delle poche glorie locali. Il pezzo forte erano le numerose fotografie di personaggi famosi passati per quelle sale, ma quel che ricordo più nitidamente è un oggetto esposto al centro dela sala. La targhetta diceva una roba tipo "Presse à canard" o qualcosa del genere. Siccome mi sto lentamente ma inesorabilmente impadronendo della lingua francese, mi sono trovata a contemplare incuriosita quella dicitura. Dunque, vediamo un po': "presse" starà per "pressa", "canard" dovrebbe voler dire "papero" o "anitra". "Pressa per anitra"? Ma no, che razza di espressione può essere? Esisterà mai una pressa per anitra? E per fare cosa, vivaddio?
Poi ho visto che c'era anche una breve spiegazione - che eviterei di trascrivere - del suo uso. Ho concluso che rispetto chi fa il cuoco o il macellaio ma che gli lascio volentieri il mestiere.
Dimenticavo: la mia traduzione era giusta.
 
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martedì, 24 novembre 2009
Ho puntato una deliziosa confezione di matite Piquadro esposte in una vetrina del centro, ma mi è servito un po' di tempo per capire cosa diavolo significasse quella strana dicitura nel cartellino del prezzo: "CHIT MATITE".
In effetti l'autore è stato impeccabile: nell'alfabeto italiano la k non esiste.
 
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lunedì, 23 novembre 2009
Ma con tutto lo spazio che c'è adesso in piazza, senza il monumento nel mezzo, perché l'alberone di Natale lo stanno tirando su in un angolo?
 
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venerdì, 20 novembre 2009
C'è una cosa che mi capita regolarmente quando vado in un negozio e mi sta facendo impazzire perché io, con tutta la mia buona volontà, proprio non riesco a capirne il meccanismo.

Comincia sempre così: entro, mi rivolgo al commesso (o alla commessa, è uguale) dandogli del lei e questo mi dà ripetutamente del tu. Ora, tengo a precisare che me non interessa particolarmente l'uso di quale pronome: io parto con il lei semplicemente per non dare l'idea di una eccessiva (e a volte sgradita) confidenza, però se vedo che l'altro usa continuamente il tu mi va benissimo e passo ben volentieri anch'io a usare lo stesso pronome. Mi sembra logico, d'altronde: se qualcuno si prende una certa confidenza con me suppongo di potermi prendere anch'io la medesima libertà. Così ci mettiamo entrambi a darci del tu e tutto sembra risolto.
Ebbene, è proprio qui che scatta il momento surreale: perché proprio dopo esserci dati del tu più e più volte l'altra persona prende a darmi del lei! Come se non si ricordasse che fino a due secondi fa era lui stesso a darmi del tu, porca miseria!
La cosa è anche un po' imbarazzante, perché a questo punto io mi sento un po' un'idiota: sembra quasi che sia stata io a voler prendermi troppa confidenza e che l'altro mi sia tenendo a distanza. Quando invece, accidenti, il primo ad accorciare le distanze era proprio stato lui!

Dunque rivolgo un accorato appello ai negozianti all'ascolto: qualcuno di voi potrebbe cortesemente aiutarmi a capire l'arcano? Perché, vi prego ditemelo, perché fate questo scherzetto ai clienti? E lo fate a tutti o solo a qualcuno? Siate gentili, illuminatemi perché ci sto perdendo il senno.
 
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giovedì, 19 novembre 2009
Inaugurazione














Ma sul serio il completamento di un parcheggio è un evento?
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mercoledì, 18 novembre 2009
Non so se la roba bollente di cui cantava Donna Summer avesse a che fare con quel che ho visto io oggi in centro. Forse no. In ogni caso, il negozio di ferramenta e articoli per la casa di cui spesso contemplo la vetrina esponeva - novità assoluta - la borsa dell'acqua calda... con le tette.
Inutile che mi chiediate di spiegarmi meglio, perché è proprio tutto qui: una borsa dell'acqua calda arricchita da due protuberanze che, a meno che non fossero due tortine con la ciliegia in cima, erano per l'appunto due seni femminili.
Un po' troppo tondi, però, per essere naturali: per me erano rifatti.
 
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martedì, 17 novembre 2009
Pagherei non so cosa per essere stata la protagonista del siparietto che sto per raccontare. Invece, purtroppo, devo limitarmi a riferirlo così come me lo ha descritto il protagonista che chiameremo, mettiamo lì un nome a caso... Caterino Sforzo, toh.

Antefatto: Caterino ha un libretto postale. E, da tipetto sveglio qual è, ha scoperto che da pochissimi giorni il libretto può essere tramutato in una tesserina plastificata dotata di microchip. "Comodo", pensa, "voglio proprio averne una!".
Così, tutto contento, Caterino si dirige verso l'ufficio delle Poste e chiede la tesserina alla Gentile Impiegata presente allo sportello. Fine dell'antefatto.


Gentile Impiegata: "E' un minore?".
Caterino (che oltre ad avere un certo senso dell'umorismo ha ampiamente passato il mezzo del cammin di nostra vita): "In effetti no, ho la patente da un pezzo e sono addirittura arrivato con la mia macchina".
GI: "Hahahaha, nooooo!!!! Intendevo chiederle se il titolare del libretto è un minore!".
C: No, no, sono io".
GI: "Allora mi spiace ma non posso far nulla, la tesserina è solo per i minori".
C: "Ehm... Mi scusi, non voglio apparire insistente ma ne è certa? Perché io ho letto invece che è disponibile per tutti".
A questo punto - colpo di scena - subentra il Gentile Collega dello sportello accanto che, sentita la conversazione, prende la situazione in mano.
Gentile Collega: "No! Ma cosa dici! Ha ragione il signore! L'ho sentito anch'io!".
GI: "Veramente? Ma non ci hanno detto nulla, a noi!".
GC: "Sì, sì, è così, fidati! Anzi, c'è anche arrivata la Circolare Attuativa! Caro signore, è semplice: ora lei deve solo compilare un modulo per richiedere la tesserina, aspetti che glielo dò subito... Accidenti, dove sarà? Oddio, non so proprio dove potrebbe essere!".
GI: "Forse è qua sotto ai moduli CXZ187DF§ç? Prova a guardare".
GC: "No, però magari è vicino alla circolare G£&°BF65-bis".
GI: "Aspetta, prova ad andare a vedere nello scaffale DSW^-HT#-octies e successive modificazioni!".
GC: "Chi ha spostato le pratiche HGT&UF-98F§°ç, che non le vedo più?".
I restanti colleghi (attratti dagli anomali movimenti allo sportello limitrofo e abbandonando le rispettive postazioni): "Di cosa parlate? Davvero?!?! Ah, ma guarda! Non lo sapevo! Io invece sì! Me lo diceva giusto ieri mio cognato! Avete trovato qualcosa? Aspetta, forse è sotto la pila di relazioni S&§$=FGHI! No, niente... Chissà dov'è... Aspetta, aspetta: ECCOLO!".

Fra il tripudio generale Caterino, alquanto divertito dalla situazione abbastanza surreale, compila l'ambìto pezzo di carta e lo consegna. La tessera, così gli spiegano, gli arriverà a giorni.

Morale della favola: signore Poste Italiane, magari prima di pubblicizzare i vostri "prodotti" (come si dice ora) potreste spiegarli un po' di più anche ai vostri dipendenti. Che altro che premi di produzione: a volte meriterebbero un premio solo per quanto riescono a essere gentili in situazioni grottesche come questa.



 
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