lunedì, 31 agosto 2009
Dopo aver controllato e ricontrollato diverse volte in modo da non prendere una cantonata, penso di poter affermare con cognizione di causa quanto segue: qualcuno ha fatto sparire il cartello di via Amm Ray.
Sì, proprio quello di cui si parlava in questo post. Non è che parlandone gli abbiamo portato male?
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martedì, 25 agosto 2009
Ma solo a me succede che quando vado a cercarmi un capo d'abbigliamento casual mi imbatto in commesse che usano parlare di capo "sportivone"?
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lunedì, 24 agosto 2009

L'altra sera ho fatto un incontro decisamente inusitato. Era già buio, avevo aperto le finestre per arieggiare un po' le stanze e accendendo la luce ho avuto un faccia a faccia con una bestia che lì per lì mi ha impressionato parecchio: sì perché pareva una lucertola ma era molto, molto più grande delle solite bestioline che siamo abituati a vedere. Se ne stava buonina sul mio balcone, al buio della sera, e guardava dentro col capino sollevato. Il tempo di accendere la luce, di vederla, di spaventarmi a morte e di dire "ODDIO!" ed è scappata giù, non ho ben capito se saltando o se correndo lungo il muro.


Dato che non fumo roba strana (a dir la verità non fumo e basta) e che non assumo sostanze di dubbia natura ho passato un bel po' di tempo a chiedermi cosa diavolo fosse quell'arnese verde. Che l'avessi visto era sicuro, ma cosa avevo visto? Una lucertola OMG? No, le lucertole non tengono la testa in su. Jim Morrison reincarnato? Questo non era certamente possibile dato che come tutti sanno egli non è mai morto e vive in un'isola sperduta assieme a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Elvis Presley, Marilyn Monroe, Lady Diana e da qualche giorno anche Michael Jackson.

Dunque, oddio oddio, cosa diavolo stava per entrarmi in casa?


Una possibile risposta l'ho avuta qualche giorno fa vedendo un servizio al telegiornale: diceva che un sacco di gente si compra animali esotici e poi li abbandona; e a un certo punto ha fatto vedere una cosa molto simile alla mia amica del balcone. Accidenti, sembrava proprio lei: devo dedurre che ho fatto conoscenza con una piccola iguana.


Prima di pensare male io provo a considerare sempre l'ipotesi più benevola, dunque non voglio credere che qualcuno l'abbia davvero comprata e poi abbandonata al suo destino. Magari è scappata e ora la cercano per ogni dove. Nel caso, vorrei avvisare l'eventuale proprietario che poche sera fa la signorina stava da me e pareva abbastanza vispa. Complimenti, fra l'altro, perché era un animalino davvero beneducato: si limitava a osservare da fuori, standosene sulla soglia senza entrare. Spero solo che quando è fuggita non sia finita sotto qualche macchina.

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mercoledì, 19 agosto 2009
... o nuovo Pronto Soccorso che dir si voglia. Già, perché dopo aver letto della solenne inaugurazione di qualche tempo fa ora ho anche avuto modo di testarlo. Niente di grave, comunque: solo una gita turistica in veste di accompagnatrice fra medico di base, ospedale di Castel San Pietro, Pronto Soccorso di Imola e ospedale vecchio. E visto che tutte le altre mete già le conoscevo io ero particolarmente curiosa di vedere da vicino questo famigerato DEA.

Primo dubbio: troveremo subito il posto? Per fortuna la risposta è stata "sì": le indicazioni erano chiare, così ci siamo infilati di primo acchito nella giusta direzione. Abbiamo pure beccato il parcheggio giusto al primo colpo. E abbiamo trovato l'ingresso pedonale senza problemi. Fin qui, dunque, tutto bene.

Secondo dubbio: e una volta entrati dove si va? Già, perché uno si aspetta un bancone di accettazione subito all'ingresso e invece niente di tutto questo: ci si trova invece davanti a un lungo corridoio che pare aprirsi verso il nulla. E che coomunque non porta al Pronto Soccorso, perché al Pronto Soccorso si arriva per un corridoietto sulla destra. Non è propriamente introvabile, questo no, però uno che magari ha una certa urgenza e non ha tempo o calma o lucidità per guardarsi attorno avrebbe forse piacere di imbattersi nell'accettazione appena varca la soglia.

L'atrio, una volta si è capito che lì è dove si deve andare, è ampio e luminoso (non per effetto delle finestre, che scarseggiano, ma per le luci artificiali: come diavolo farà chi ci lavora di giorno?). Ci avviciniamo al banco, ci accolgono subito, ci assegnano il codice (verde) spiegandoci che se ci saranno delle emergenze più gravi passeranno ovviamente davanti a noi e ci indicano le salette d'attesa. Non possiamo certo sapere quanto tempo dovremo aspettare ma c'è un utilissimo monitor che indica il numero di persone in attesa e i loro codici, così possiamo farci un'idea di quanta gente abbiamo davanti e seguire lo smaltimento delle priorità. Idea geniale.

Dopo un tempo a dir la verità piuttosto contenuto arriva il nostro turno. La visita si conclude con il rimando al giorno successivo perché lo specialista è presente solo in casi più gravi. Vabbé. Un po' cervellotico poi il concetto che, dopo la visita specialistica urgente (da fare all'ospedale vecchio) si dovrà tornare lì di nuovo per "chiudere la pratica". Ma vabbé anche qui.

Il giorno successivo - cioè oggi - andiamo all'ospedale vecchio. La situazione è un po' "naif": l'orario comunicato non corrisponde proprio con esattezza, alcuni pazienti vengono mandati via erroneamente perché lo specialista secondo qualche infermiera non verrà, si sta ammassati in una saletta d'attesa senza aria condizionata con una temperatura esterna sul tropicale spinto... ma alla fine tutto (tranne il caldo insopportabile) si mette per il meglio. Ultima passata al nuovo Pronto Soccorso, come previsto, e fine della storia.

Conclusioni: personale educato e disponibile, accessibilità dei luoghi facile e chiara, condizioni di attesa buone all'ospedale nuovo (standig ovation per lo schermo con l'ordine d'attesa) ma invereconde all'ospedale vecchio, dove l'assenza di aria condizionata è davvero difficile da accettare trattandosi fra l'altro di un luogo ove la gente, presumibilmente, non brilla di salute già di suo.
Poi sarebbero possibili alcune piccole migliorie, cose proprio minori ma magari utili: ad esempio se per passarsi i documenti fra loro usassero la intranet o chiedessero a qualche impiegato magari potrebbero evitare di usare i pazienti da fattorini, ma tant'è.

Il momento più surreale comunque non è stato dentro al Pronto Soccorso ma per strada: quando, infilatici nella Bretella, ci siamo trovati fra lo sgomento e il comico a chiederci dove diavolo fossimo finiti e dove dovessimo dirigerci per uscire da quel nugolo di rotonde, svincoli e budelli. Persi nella nostra amata cittadina, che conosciamo a menadito: già ci vedevamo lanciare un SOS ad amici e conoscenti. E' stato lì che  abbiamo rivolto un devoto pensiero all'anziano in Panda cantato da Pradsky. In ogni caso tranquilli: non ne abbiamo trovato traccia, segno che alla fine ce l'ha fatta a rincasare dalla sua signora.

 
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lunedì, 17 agosto 2009
Letto ieri su una panchina delle Acque, una frase sotto l'altra:

Caccoletta
(con grafia differente) Dimmi
(con grafia differente) 6 una troia

Al vero amore bastano poche parole per manifestarsi.
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venerdì, 14 agosto 2009
Il bello è che dicono anche che è andato tutto bene e che i disagi sono stati pochissimi.
Come no, certamente.
In ogni caso chiariamoci: se è necessario si deve fare, c'è poco da dire. Perciò noi ci si adatta, si fa buon viso, ci si organizza e morta lì. Quel che però abbassa notevolmente la mia soglia di tolleranza, normalmente abbastanza alta, non è che abbiano avuto l'idea geniale di fare queste prove in un periodo di smobilito generale (accentuato da fatto che a Imola, chissà se lo sanno, il 13 è festa del patrono e c'è ancora meno gente a casa), non è neppure il fatto che grazie all'operazione "tutto bene, disagi contenuti" io sia rimasta sveglia per colpa di un maledetto allarme che non smetteva più di suonare. No: quel che mi fa davvero vorticare i cosiddetti a mo' di frullino è che ora sbandierino pure soddisfazione per la perfetta riuscita della "campagna d'informazione" alla cittadinanza (qua un esempio degli ottimi risultati ottenuti). Quale campagna, di grazia? Quella che non c'era sul loro sito? Quella che non ho visto nella mia cassetta delle lettere?
Ora, gentilmente: se la gara dei cretini, quella che è perennemente in corso in tutto il mondo e che vede i vincitori sempre surclassati da nuovi concorrenti, ha riaperto ancora i termini va bene, ma per favore che si limitino a parteciparci loro e la smettano di cercare di tirarci dentro anche noi.
Detto con simpatia, eh.

 
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giovedì, 13 agosto 2009
Spero vivamente che l'allarme che mi ha tenuta sveglia a lungo all'alba di stamane non sia stato un gentile regalo delle prove di black out di Hera. In caso contrario, spero vivamente di non dovere ripetere l'esperienza all'alba di domani e di dopodomani. Perché uno dei pochi momenti nella mia vita in cui dimentico di essere contro la violenza è quando qualcosa o qualcuno mi impedisce di dormire.
E comunque almeno io ero a conoscenza di quel che sarebbe successo, ma c'è chi non ne sapeva assolutamente nulla. Continuo a credere che qualche info in più non avrebbe fatto male.
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mercoledì, 12 agosto 2009
Mi aspettavo inondazioni di volantini nelle buchette delle lettere, manifesti un po' ovunque, segnalazioni in bella evidenza sul sito di Hera: niente di tutto questo.
Per quel che mi riguarda, che da domani faranno le prove di black out io l'ho appreso leggendo il Sabato Sera. Che va bene che in fondo è la fonte di informazioni di ogni imolese doc, ma magari due misere righe in home page sul sito ufficiale dell'azienda potevano pure starci. Così, tanto per gradire, eh. 
Insomma, sembra quasi che stia facendo più notizia non il fatto in sé, ma le reazioni infastidite dei commercianti.


 
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martedì, 11 agosto 2009
Sempre a proposito di toponomastica, si parlava a colazione di un fatto curioso: qua da noi c'è una piazza Villeneuve, c'è una via Ascari, dev'esserci da qualche parte anche una via Nuvolari, c'è financo una via Ray Amm che chissà chi lo conosce del grande pubblico... ma non c'è né una piazza né una strada dedicata ad Ayrton Senna, che oltre a essere stato quel che è stato ha terminato la sua vita proprio fra l'autodromo di Imola e l'ospedale di Bologna.
Magari potrebbe essere anche facile trovargli un posto degno. Per dire: perché non inventarsi una "piazzetta Ayrton Senna" all'interno delle Acque, dove hanno sistemato la sua statua?

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lunedì, 10 agosto 2009
A me spiace disturbare gente che potrebbe occuparsi di questioni molto più gravi. Ma se hai la vicina bloccata in ascensore, il servizio assistenza non si degna di risponderti, è quasi ferragosto e le temperature non sono propriamente amichevoli, cosa puoi fare se non chiamare i vigili del fuoco?
E così ho fatto. Dando il via alla classica situazione di cui tra vicini si parlerà almeno per tutto il giorno, se non anche per i giorni a venire.

Nella mia suprema ingenuità io credevo che le cose sarebbero andate più o meno così: lemme lemme giunge una semplice macchina di servizio con un tranquillo paio di persone e due attrezzi in croce e costoro si mettono lì in tutta calma a fare il loro lavoro nell'ndifferenza generale.

Invece le cose sono state un po' più scenografiche: mentre infatti il centralino mi richiama per avvisarmi che la squadra è in arrivo e mi suggerisce di rendermi visibile sulla strada, sento un suono come di sirene. Mi dico: "Ma dai, non possono essere loro, addirittura con le sirene". Guadagno comunque in tutta fretta l'accesso sulla pubblica via con plastiche e armoniche falcate (e ho pure il tempo di notare quanto bene faccia in questi casi essere usi a correre) e me li vedo arrivare nel loro pieno splendore: non con il furgoncino che mi immaginavo, ma con il camion delle grandi occasioni, quello grande, a lampeggianti blu accesi, sirene spiegate e cinque-pompieri-cinque a bordo, di cui quattro entrano baldanzosi sulle scale per compiere l'opera di liberazione e uno resta fuori.
E' piuttosto buffo, ma il mio pensiero al vedere tanto dispiegamento di forze è stato: "Oddio, cosa diavolo ho messo in moto? Non mi diranno mica che li ho fatti uscire per una stupidaggine e che dovevo continuare a chiamare l'assistenza?".

Nel frattempo i vicini buttano l'occhio fuori. Qualcuno scende a parlare col quinto angelo custode mentre i suoi colleghi sono dentro. C'è anche chi teme, comprensibilmente, che stia bruciando qualcosa. Insomma, una di quelle situazioni con cui riempire le chiacchiere della giornata e magari anche di quella successiva.

Nel frattempo per le scale tutto si risolve in un tempo veramente irrisorio: pochi minuti e l'ascensore è aperto, la vicina sana e salva e la porta dell'ascensore sigillata con un bel cartello "Guasto". Dio benedica i vigili del fuoco ora e sempre: quando ci mettono le mani loro ti danno sempre l'impressione che tutto sia semplicissimo e serva veramente poco a far le cose.
 
Scena finale che ricorda tanto un vecchio western: i cinque riguadagnano il camion camminando tutti perfettamente affiancati, risalgono sul mezzo e se ne vanno.
Un sole che cala all'orizzonte e i titoli di coda che scorrono, a questo punto, sarebbero perfetti.

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