giovedì, 30 aprile 2009
Me ne sto tranquilla a comprare due cosette al supermercato perché c'è la doppia (puro slang locale, credo, per indicare che oggi si fa la spesa per due giorni), quando la mia attenzione è carpita da un vociare femminile abbastanza imbufalito. Vado avanti con i miei acquisti ma la voce imbizzarrita non smette. Scopro la fonte: è una signora del personale, parecchio irritata perché - pare - qualcuno l'ha accusata ingiustamente di piazzare nel banco prodotti scaduti: ma essa ha controllato puntualmente e non le risulta esserci un solo articolo incriminato, così ora sta setacciando il negozio palmo a palmo per farlo presente a questa persona. E, dal fare per nulla pacifico, immagino che se la troverà non si limiterà a dirle sorridente: "Sa che si sbagliava? Ohibò! Forse c'è stato un equivoco!".
Io procedo lemme lemme, mi infilo nel carrello un po' di frutta, una busta di verdura, un litro di latte, formaggio, pane ma la scena continua. Così una piccola percentuale del mio cervello rimane focalizzata sulla caccia al colpevole e mi dico: "Ah, questa storia va dritta dritta nel blog, garantito!".

E, come nei migliori colpi di scena, mentre io faccio la fila per pagare finamente la signora scova la sua preda tra i clienti in coda: è una donna con cui inizia, nel bel mezzo delle casse e degli altri clienti, un mezzo duello rusticano. Le due tesi a confronto essendo le seguenti:

Tesi A - La cliente ha erroneamente scambiato per data di scadenza quella che in realtà indica il confezionamento del prodotto.
Tesi B - La cliente ha visto giusto: la data è effettivamente quella di scadenza. Il prodotto è davvero scaduto.

Poiché nessuna delle due tesi appare prevalere con sufficiente forza, la cliente viene invitata a tornare fra gli scaffali per verificare di persona. Ma essa rifiuta decisa, sostenendo di non avere tempo da perdere. Finisce a schifìo con invettive reciproche, un pareggio a reti inviolate e molta tensione in campo.

Ma ci sono degli sviluppi imprevisti: tornata a casa mi sono accorta che ho comprato del latte parzialmente scremato. Io lo bevo intero. Mi sono talmente distratta a seguire gli sviluppi della contesa che ho sbagliato acquisto. Bella figura, io e le mie elucubrazioni su blog, post e scene di vita quotidiana.
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mercoledì, 29 aprile 2009
La vetrina del mio cuore, quella che giorni fa esponeva le spronelle, ora ha cambiato allestimento: siamo nel periodo delle pulizie primaverili? E loro espongono tutto lo scibile della pulizia domestica. Una marea di flaconi di qualsivoglia natura, tutti equidistanti fra loro e tutti scrupolosamente sistemati obliquamente, a 45° perfetti rispetto a chi guarda.
Resiste ancora, pur essendo OT rispetto agli attuali prodotti, Giò lo schiacciapassatelli. Ma anch'esso ha una sua sistemazione tutt'altro che casuale: quattro esemplari, di cui due con la manovella a sinistra e due con la manovella a destra.
Ma che mondo meraviglioso.


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martedì, 28 aprile 2009
Solo di recente mi sono accorta che sulla facciata dell'edificio dell'ex Cassa di Risparmio in via Cavour, nella parte alta, ci sono delle iscrizioni che inneggiano al risparmio.
E pensare che un tempo ci ho anche avuto il conto corrente, proprio lì.
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lunedì, 27 aprile 2009
Grazie a Maria Adelaide che di tanto in tanto passa di qua e che ha pensato di indicarmi questo sito: quando ho aperto la pagina su Imola ieri e oggi sono rimasta incollata al monitor. Tante di quelle immagini le ho chiarissime nella mia mente e rivederle mi ha dato la classica botta di nostalgia; per di più ho scoperto alcune curiosità, ad esempio non sapevo che lungo la Selice passasse una piccola ferrovia.
Non ho potuto resistere dal lasciare un messaggio al creatore, il quale - che carino! - mi ha pure scritto per ringraziarmi.
'Sto sito mi piace talmente tanto che ora lo metto nei link preferiti, qui a sinistra.
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venerdì, 24 aprile 2009
Avevo già dedicato tanto tempo fa un post alla mia postina e, perdonatemi, devo ripetermi. Perché a parte il fatto che costei periodicamente si informa se la posta voluminosa, quella che non entra in cassetta e viene appoggiata nel contenitore della pubblicità, arrivi regolarmente. A parte il fatto che quando lascia fuori buchetta qualcosa di ingombrante avvisa con una scampanellata, in modo che si scenda subito a ritirarlo. A parte tutto ciò, l'apice lo ha raggiunto ieri: aveva una busta di ragguardevoli dimensioni, ha suonato per consegnarmela direttamente in mano, non ero in casa. Bene, anziché lasciarmela depositata da qualche parte si è tenuta la busta per riportarmela con il giro di oggi, quando in effetti mi ha trovata. Accollandosi quindi, fra ieri e oggi, un peso in pù da aggiungere al malloppo che già normalmente si porta in giro. E nessuno glielo aveva chiesto.


Certo, usare le tecnologie più avanzate aiuta a migliorare i servizi (anche se, con l'avvio in città dei nuovi e avanzatissimi meccanismi di smistamento informatizzato della posta ho ricevuto una raccomandata dopo una settimana): la la vera fortuna, però, è che a far funzionare i servizi ci siano delle persone così. Evviva. E scusate se appaio un po' retorica, ma quando uno si merita un complimento se lo merita e basta.


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giovedì, 23 aprile 2009
Ci ho pensato solo oggi: con lo scossone di terremoto dell'altra sera, che è stato fra il quarto e il quinto grado Richter, quell'ammasso di mura pericolanti che è il nostro ex macello comunale è rimasto al suo posto, capperi. Mi aspettavo che fosse destinato a crollare del tutto, e invece è ancora lì: pencola, pencola e non casca mai giù definitivamente.
La nostra torre di Pisa.

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mercoledì, 22 aprile 2009
Vabbé che la percezione del tempo è soggettiva, però leggere sul sito del Comune che

"in questo periodo la zona paddock (box e variante bassa) è momentaneamente in ristrutturazione. E' prevista la riapertura il 3 e 4 maggio 2008"

e vedere che il link al sito ufficiale è inattivo (provare per credere cliccando sulla mappa interattiva) fa pensare che in Comune il tempo si sia fermato parecchie ere geologiche fa. Oddio, non che il sito ufficiale dell'autodromo sia più aggiornato: la notizia più recente è del 18 giugno 2008.

D'accordo che in provincia il tempo scorre con più calma, ma ragazzi...non è che qua stiamo esagerando in lentezza?

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martedì, 21 aprile 2009
C'è una bacheca in centro che espone le foto dei cani abbandonati in attesa di adozione. Spesso mi fermo a guardarla, è davvero tanto tenera. In questi giorni, però, darle anche solo un'occhiata è un'esperienza piuttosto dura: l'immagine che riporta non è quella solita di dolci cuccioli che ti guardano con devozione e implorano un po' di affetto. No: è quella di un povero gattino a cui qualcuno ha ben pensato di sparare in faccia. Lo sventurato animale è (purtroppo, dico io) sopravvissuto e, tanto per peggiorare le cose, è pure rimasto cieco.
Quella foto è stata messa lì perché cercano l'autore del gesto e sperano che qualcuno possa dare delle informazioni utili.
A parte che di fronte a foto del genere faccio fatica a ricordarmi che sono contro la violenza fisica... io quel che mi chiedo è: cosa diavolo passa per la testa (oddio: testa, forse, è una parola grossa) a chi riduce un animale in quel modo?
Seconda domanda: ma a questo gentiluomo capiterà mai di passare per il centro, di imbattersi nella bacheca e di vedere il risultato della sua prodezza?
Terza domanda: se proprio questo bello spirito voleva far fuoco non poteva prendere la mira altrove, magari - chessò - verso la propria persona? Niente di necessariamente grave, eh: ad esempio poteva fare come quel mio concittadino che, indeciso se por fine ai suoi giorni o se concedersi un'altra possibilità, trovò una soluzione di compromesso nello spararsi in un piede.

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lunedì, 20 aprile 2009
Si sa: la vita è una giungla, e per portare a casa la pagnotta a volte uno deve industriarsi parecchio. Soprattutto quando fa il venditore porta a porta. Perché la gente è sempre meno disposta a dedicare il suo tempo ad ascoltare le promesse di mirabolanti vantaggi e opportunità da favola. Così il povero cristo, per riuscire a carpire l'attenzione del potenziale cliente o perlomeno farsi aprire la porta di casa, deve escogitare sempre nuove strategie.

Tutto questo premesso, ho deciso che il primo premio per l'autopresentazione più furbacchiona va al protagonista del seguente siparietto.

DRIIIIN!
(Squillo di campanello nell'appartamento del vicino di Imolese).
Vicino che risponde al citofono (perfettamente udibile dall'appartamento di Imolese): "Chi è?".
Venditore: "Quelli del telefono!".
Rumore del portone che si apre. Imolese aguzza l'udito.
Il venditore entra, il vicino apre uno spiraglio probabilmente largo un micron nella sua porta e chiede:
"Dovete fare dei lavori alla linea del telefono?".
Venditore, con aria entusiasta: "No! Veniamo per levarle l'abbonamento!".
Vicino, un po' smarrito: "Cosa? Levare l'abbonamento?".
Venditore: "Le leviamo l'abbonamento! Adesso non si paga più! E' contento?".
Vicino, insospettito (egli è del genere "non credo a chi lega i cani con la salsiccia"): "Vuole vendermi qualcosa?".
Venditore: "Non le facciamo pagare più l'abbonamento al telefono! Se mi fa entrare le spiego meglio!".
Vicino, che ha mangiato la foglia e ora è apertamente ostile: "Nonononono, in casa mia non la faccio entrare!".
Venditore, apparentemente svagato: "Ma lei, per dire, cos'ha di compagnia telefonica? Telecom, Infostrada...".
Vicino, ormai con il coltello fra i denti: "E cosa le importa? A lei non deve interessare quale compagnia ho, la saluto".
Venditore, prima della resa definitiva: "Guardi che così continuerà a pagare dei soldi che non deve pagare! Vuole spendere davvero tutti questi soldi?".
Vicino, ironico: "E io continuerò a pagarli, son contento così".

Quel "sono del telefono" e soprattutto quel "ti levo l'abbonamento" era da genio (del male).

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venerdì, 17 aprile 2009
Oggi sono stata a far la spesa alla COOP e ho visto nel parcheggio una macchina targata IM. Il che mi ha fatto tornare in mente un manifesto che vidi affisso per strada, tempo fa, mentre ero in vacanza in Umbria.
Esprimeva, il poster, il pensiero politico di un noto partito che riteneva necessario staccare una parte d'Italia dal resto della nazione. Ed era illustrato da uno Stivale in cui spiccavano in bella evidenza le province che avrebbero, per l'appunto, dovuto autonomizzarsi al più presto.
Con spirito campanilistico l'occhio ci cadde immediatamente sulla nostra regione: e, con non poco sconcerto, restammo lì a chiederci da quando in qua avessero creato una nuova provincia tra Bologna e Forlì con sigla "IM".
Ci volle un attimo prima di renderci conto che l'anonimo disegnatore, in un impeto di zelo, aveva gratificato la nostra cittadina della dignità di provincia.
Peccato che ormai quel manifesto sia finito al macero, quello strafalcione geografico lo rendeva a suo modo una rarità.
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