Me ne sto tranquilla a comprare due cosette al supermercato perché c'è la doppia (puro slang locale, credo, per indicare che oggi si fa la spesa per due giorni), quando la mia attenzione è carpita da un vociare femminile abbastanza imbufalito. Vado avanti con i miei acquisti ma la voce imbizzarrita non smette. Scopro la fonte: è una signora del personale, parecchio irritata perché - pare - qualcuno l'ha accusata ingiustamente di piazzare nel banco prodotti scaduti: ma essa ha controllato puntualmente e non le risulta esserci un solo articolo incriminato, così ora sta setacciando il negozio palmo a palmo per farlo presente a questa persona. E, dal fare per nulla pacifico, immagino che se la troverà non si limiterà a dirle sorridente: "Sa che si sbagliava? Ohibò! Forse c'è stato un equivoco!".
Io procedo lemme lemme, mi infilo nel carrello un po' di frutta, una busta di verdura, un litro di latte, formaggio, pane ma la scena continua. Così una piccola percentuale del mio cervello rimane focalizzata sulla caccia al colpevole e mi dico: "Ah, questa storia va dritta dritta nel blog, garantito!".
E, come nei migliori colpi di scena, mentre io faccio la fila per pagare finamente la signora scova la sua preda tra i clienti in coda: è una donna con cui inizia, nel bel mezzo delle casse e degli altri clienti, un mezzo duello rusticano. Le due tesi a confronto essendo le seguenti:
Tesi A - La cliente ha erroneamente scambiato per data di scadenza quella che in realtà indica il confezionamento del prodotto.
Tesi B - La cliente ha visto giusto: la data è effettivamente quella di scadenza. Il prodotto è davvero scaduto.
Poiché nessuna delle due tesi appare prevalere con sufficiente forza, la cliente viene invitata a tornare fra gli scaffali per verificare di persona. Ma essa rifiuta decisa, sostenendo di non avere tempo da perdere. Finisce a schifìo con invettive reciproche, un pareggio a reti inviolate e molta tensione in campo.
Ma ci sono degli sviluppi imprevisti: tornata a casa mi sono accorta che ho comprato del latte parzialmente scremato. Io lo bevo intero. Mi sono talmente distratta a seguire gli sviluppi della contesa che ho sbagliato acquisto. Bella figura, io e le mie elucubrazioni su blog, post e scene di vita quotidiana.
Io procedo lemme lemme, mi infilo nel carrello un po' di frutta, una busta di verdura, un litro di latte, formaggio, pane ma la scena continua. Così una piccola percentuale del mio cervello rimane focalizzata sulla caccia al colpevole e mi dico: "Ah, questa storia va dritta dritta nel blog, garantito!".
E, come nei migliori colpi di scena, mentre io faccio la fila per pagare finamente la signora scova la sua preda tra i clienti in coda: è una donna con cui inizia, nel bel mezzo delle casse e degli altri clienti, un mezzo duello rusticano. Le due tesi a confronto essendo le seguenti:
Tesi A - La cliente ha erroneamente scambiato per data di scadenza quella che in realtà indica il confezionamento del prodotto.
Tesi B - La cliente ha visto giusto: la data è effettivamente quella di scadenza. Il prodotto è davvero scaduto.
Poiché nessuna delle due tesi appare prevalere con sufficiente forza, la cliente viene invitata a tornare fra gli scaffali per verificare di persona. Ma essa rifiuta decisa, sostenendo di non avere tempo da perdere. Finisce a schifìo con invettive reciproche, un pareggio a reti inviolate e molta tensione in campo.
Ma ci sono degli sviluppi imprevisti: tornata a casa mi sono accorta che ho comprato del latte parzialmente scremato. Io lo bevo intero. Mi sono talmente distratta a seguire gli sviluppi della contesa che ho sbagliato acquisto. Bella figura, io e le mie elucubrazioni su blog, post e scene di vita quotidiana.








