Nel vivace panorama della nostra cittadina è scoccata l'ora del
Baccanale. Spiegazione sintetica di questo evento gastronomico, a beneficio dei forestieri che non ne sanno nulla: menu a tema nei locali della zona + qualche mostra-conferenza-spettacolo in giro qua e là.
Ieri pomeriggio, ad esempio, son passata per il centro nel momento in cui un gruppo di soggetti di ambo i sessi si stava esibendo in una cantatina in spagnolo su un palchetto e poi, per congedarsi dall'inclito pubblico, mimava un elenco di nomi di vini (la cagnina, il tocai, il cannonau eccetera eccetera). Cose così, insomma.
Io comunque non ero lì per gli ispirati cantori ma per un altro motivo: volevo vedere di persona l'esotica iniziativa del fine settimana. Sì, signore e signori: come le istituzioni
annunciavano solennemente, Imola avrebbe salutato l'apertura di un
farmer's market sotto al Centro.
E così sono passata sotto al Centro per vedere cosa fosse 'sto benedetto
farmer's market.
Benissimo. Da quel che ho capito il
farmer's market sarebbe: banchetti in cui vendono frutta + banchetti in cui vendono verdura + banchetti in cui vendono miele + banchetti in cui vendono marmellata.
Oh: roba nuova, roba mai vista prima, il
farmer's market.
Morale della favola? Basta dirlo: se il gioco funziona che un semplice mercatino di prodotti agricoli lo ribattezzi con un nome d'oltremanica e sei di colpo più figo (anzi, più
cool), perché fermarci qui? Ci sono molti altri modi per rinnovarci. L'insegna del Mercato Ortofrutticolo, ad esempio. Sì, quello dove tutte le sante mattine i contadini vanno a vendere i loro prodotti: perché questa dicitura così banalmente italiana, suvvia?
Farmer's market anche lì. Anzi, meglio:
Permanent Farmer's Market.