venerdì, 31 ottobre 2008
Pensavo che fosse una cosa vecchia, risalente a quando ero bambina io, e invece ho scoperto che ancora oggi il 31 ottobre è la giornata mondiale del risparmio.
Non so come funzioni ora, non ho sufficienti informazioni. Ma per gli scolaretti imolesi della mia generazione, quelli che avevano il maestro unico e che andavano a lezione solo al mattino perchè il tempo pieno era ancora una cosa stravagante ed esotica, questo voleva dire due cose: distribuzione in classe del giornalino "La via migliore" (ah, avercene una copia da qualche parte!) e regalo del salvadanaio a cassettina, rosa per le signorine e azzurro per i maschietti. Ricordo che era pesantissimo, o almeno così mi sembrava data la mia tenera età.
Il bello è che non ho mai capito come si facesse ad aprirlo, quel trabiccolo: così i soldi che ci mettevo dentro erano destinati a non riapparire mai più. In pratica erano persi. Una sorta di buco nero finanziario.
Eh già: lo dicono tutti che il gioco dei bambini imita il mondo dei grandi.
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giovedì, 30 ottobre 2008
A parte il fatto che mi dà un'agitazione incredibile, un'irrequietezza che divento peggio di un bambino e pure un po' di mal di testa, c'è un altro motivo per cui non sopporto il vento forte: fa volare via i tabelloni di metallo su cui vengono stese le civette dei quotidiani locali. Il che significa: niente rapida lettura ai titoli mentre si passa al volo davanti all'edicola.
Odio queste variazioni ai miei piccoli rituali.

PS - Mi dicono dalla regia che qualcuno non visualizza i commenti al post di ieri. In quanti siete ad aver problemi?


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mercoledì, 29 ottobre 2008
Non so in quanti seguissero il programma, ma a "Italia's Next Top Model" ieri sera hanno - ahlmé - eliminato Diletta.

(Nota di servizio - Qui avevo messo il filmato dell'eliminazione, ma sospetto che abbia creato problemi di visualizzazione a molti e quindi lo sostituisco con il link al sito di Sky).

Che poi immagino glielo avranno detto in tanti, ma io continuo a pensare che questa ragazza abbia un che di Joan Crawford in quel viso.
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martedì, 28 ottobre 2008
Probabilmente quelli del "Domani di Bologna" avevano in mente questa giurassica canzone di fine anni Settanta quando hanno deciso che nel giro di quattro giorni quattro il giornale chiuderà baracca e burattini.
Peccato, perdiamo un quotidiano locale. E in che modo.

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lunedì, 27 ottobre 2008
Il cartello della gelateria al Centro Leonardo, quello che accoglie i visitatori che emergono col tapis roulant dal sottosuolo: ma da quante settimane invita ad approfittare della straordinaria offerta promozionale sul gelato, che dura ancora solo "pochi giorni"?
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venerdì, 24 ottobre 2008
L'altro giorno sono emigrata per poche ore a Bologna. Avevo qualche minuto di tempo libero, così mi sono infilata in Galleria Cavour per un bel giro di vetrine mentre mangiucchiavo qualcosa per placare il buco dello stomaco di metà mattina. Però, accidenti, me ne sono resa conto in ritardo: io stavo lì, buona buona davanti a Vuitton, mentre a due passi avevo il nuovo negozio di una certa famosa gioielleria, appena aperta a Bologna. Che per me, per quel che mi interessano i preziosi, poteva benissimo anche non aprire. Ma vuoi mettere la soddisfazione di piazzarcisi di fronte con la tua merendina e immaginare di sentirsi tanto così?
Vabbé: lei aveva una brioche, io una barretta ai cereali della Coop. Ma, lavorando un po' di fantasia...
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giovedì, 23 ottobre 2008
Premessa. Forse non ho mai avuto occasione di dirlo, ma mi piace molto fare movimento e la nostra piccola cittadina, con le sue aree verdi e le sue piste ciclabili, è un paradiso per questo. E da amante dello sport all'aria aperta finora avevo sempre un po' snobbato quelle attrezzature per allenarsi in casa che vendono un po' ovunque: tapis-roulant, cyclette e compagnia bella. Con tutto il rispetto per chi va in palestra - l'ho fatto anch'io per anni - per me l'allenamento più bello è quello che si fa a contatto con la natura e con i suoi elementi: correre sotto la pioggia fitta, ad esempio, a me dà un'ebbrezza indescrivibile. Per questo in casa mi sono finora limitata ad avere il minimo indispensabile: un materassino per lo stretching, un paio di cavigliere e poco altro.

Ma i tempi cambiano e l'integralismo si ammorbidisce. Così arriva il momento in cui si guarda con curiosità e poi con interesse proprio quell'attrezzatura che fino a poco tempo fa si considerava con sufficienza. E fra un giro in Internet e uno al Decathlon ci si imbatte in una promozione proprio di questi articoli all'Ipercoop di casa. Io l'ho interpretato come un segno del destino e mi sono lanciata su una cyclette a un prezzo veramente ridicolo. Il meccanismo è il seguente: punti l'oggetto del desiderio, te lo provi e riprovi sul posto, se ti ispira vai al bancone per l'assistenza clienti (in gergo coopiano definito "Punto d'ascolto"), lo ordini e poi aspetti che ti chiamino per andarlo a ritirare. E così ho fatto.

Il bello dell'impresa è arrivato dopo, però: perché intanto il prezioso oggetto era da trasportare a casa, e non è stato esattamente come prender su una scatola di cioccolatini. E poi arriva il momento cruciale, quello che ispira gag comiche a raffica: il sacro rito del Montaggio dell'Oggetto Fornito Smontato. Rito a cui mi accingo in un pomeriggio con un po' di tempo a disposizione.

La mia principale inquietudine, comunque, non è il montaggio in sè ma una dicitura che occhieggia malandrina dalla confezione: Made in China. Questo devo dire che mi ha davvero preoccupato. Con tutto quel che leggo in giro, mi dicevo, sta' a vedere che ci siamo beccati una ciofeca che si spaccherà al primo uso (in slang romagnolo tale oggetto dicesi "rozzo", con la o aperta e la zeta di "zozzo"). Mi tranquillizzo pensando che la Coop non mi appiopperebbe roba di qualità schifosa: insomma, non sarà granché ma perlomeno spero che qualche pedalata in santa e sudata pace potrò farla.

Sventro lo scatolone e mi piazzo di fronte ai pezzi con aria truce, giusto per intimidirli un po' e per far subito capire chi fra noi comanda. Scopro con sollievo che fra imballi e plastiche varie c'è il foglio delle istruzioni, dettagliato fino all'ossessione e scritto non in un inglese tradotto con Google Translator ma in un chiarissimo italiano. Così, galvanizzata, mi accingo all'opera.

Parto timida ma prendo rapidamente confidenza e sento che lo spirito del dio dei meccanici si impadronisce di me. Vado di brugola, di chiave inglese, di cacciavite che è una meraviglia. Stringo dadi e avvito come se non avessi fatto nient'altro nella mia vita. Dopo un due ore e mezzo - tre ore la mia cyclette è lì che mi guarda, bella trionfante e con gli occhi a mandorla che luccicano.
Test finale: salgo e pedalo. Primo, non crolla nessun pezzo. Secondo, pure il computerino funziona. Ce l'ho fatta, le istruzioni erano precisissime e non ho sbagliato nessun incastro. E io che a leggere quel "Made in China" avevo sentito i sudori freddi.

Non avrei mai pensato di doverlo dire: viva la Cina. Almeno per ora. Se poi nei prossimi giorni non aveste mie notizie...

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lunedì, 20 ottobre 2008
Ma che bella mostra, quella a Palazzo Sersanti su Imola nei film! Una cosuccia piccolina e semplice ma proprio tanto, tanto carina che fra l'altro mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo sulla mia città. Io lo sapevo, infatti, che avevamo ospitato alcuni set: sapevo di "La Cina è vicina" anche se non l'ho mai visto, sapevo di "Uno su due", sapevo del "Soffio dell'anima". Ma "Ravanello pallido" proprio non me lo aspettavo. Gli altri film, poi, neppure li avevo mai sentiti nominare ed è stata una sorpresa scoprire che li avessero girati qua.
 
Ho solo un paio di appunti: primo, al piano superiore c'erano due televisori che trasmettevano scene di film "imolesi" con un volume talmente alto che si coprivano a vicenda e il risultato era un po' disturbante. Secondo, oltre alle cartoline che davano in regalo sarebbe stato bello trovare in vendita qualcosa di più "corposo": un catalogo, dei poster con foto di scena o anche gli stessi dvd dei film, magari con dei sottotitoli che segnalavano le ambientazioni nostrane (ma suppongo che per questo sarebbero state necessarie delle autorizzazioni complicate da ottenere).

Ecco, queste sono le iniziative piccine picciò che mi mandano in visibilio: non importa che siano eventoni altisonanti, chissenefrega se non siamo in una grande città e non viviamo circondati da iniziative di grande richiamo, quel che conta è l'originalità dell'idea. Fra l'altro ultimamente di questi piccoli e deliziosi eventi ne stanno venendo fuori uno dietro l'altro: la mostra sulle scarpe di Renato Manzoni, quella sulle vecchie macchine da scrivere Olivetti...
Non vedo l'ora di sapere quale sarà la prossima.

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venerdì, 17 ottobre 2008
Visto che ci stiamo riempiendo di gelaterie, ecco una domanda del genere "se non trovo la risposta non dormo stanotte".
Ma i padroni di quelle gelaterie che d'inverno chiudono, quando l'estate termina, che fine fanno: lavorano altrove o se ne vanno in letargo finché non torna la bella stagione?
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giovedì, 16 ottobre 2008
Sono gasata da morire. Sono stata a prendere a prestito un libro alla biblioteca comunale dopo molti anni che non lo facevo e ho scoperto una cosa fantastica: nessuno mai mi aveva detto che adesso c'è il check out automatico dei libri!
Spiego brevemente per chi come me non lo sapeva: prima di uscire col volume bisogna smagnetizzarlo (o come si dice) per non fare suonare l'antitaccheggio. Qui sta il divertente della faccenda: volendo, lo si può fare da soli con un apposito marchingegno.
Figurarsi se mi perdevo l'occasione di provarci.
Mi aspettavo una situazione tipo "cassiera del supermercato che non riesce a far passare il prodotto e striscia l'oggetto sempre più nervosamente sotto al lettore ", mi aspettavo di far morire dal ridere i presenti - certamente più pratici di me - per la mia imbranataggine, e anche questo sarebbe stato divertente, in fondo. Invece non è stato per nulla difficile: le istruzioni sono chiarissime e la macchinetta funziona a meraviglia. Alla fine mi ha pure scodellato una ricevutina con tutti i dati del prestito, a conferma della procedura completata.
Me ne sono uscita trionfante con il mio tomo e con il mio bel fogliettino a mo' di orgoglioso trofeo. Pensando che era passato davvero troppo tempo dall'ultimo prestito.
Ma tutte le biblioteche delle piccole città saranno così tecnologiche, o la nostra è un'eccezione?


 
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