Mi sono ormai affezionata a un rito che da svariate settimane caratterizza le mie incursioni al Centro Leonardo. In breve, le cose fuzionano così: parcheggio al multipiano coperto fra piloni istoriati di decorazioni floreali, entro, emergo sotto la cupola, percorro i circa venticinque chilometri di galleria e quando, novella Mosé, ormai sono in vista della terra promessa (l'ingresso dell'Ipercoop) sulla mia strada si appalesa lei: la Distributrice-di-Volantini. Talvolta sostituita dal suo omologo maschile, il Distributore-di-Volantini.
Trattasi di signorina che staziona all'altezza dello stand di una ditta costruttrice e fa la posta ai passanti per elargire loro i pieghevoli che illustrano le prossime realizzazioni edilizie. L'evento si ripete identico ormai da svariate settimane e così ho potuto studiarne l'evoluzione temporale.
Quando il fenomeno era ancora agli esordi, la signorina si accostava timidamente alle persone offrendo loro i foglietti. Non tutti li accettavano. Lo ammetto: anch'io scansavo, se potevo.
C'è poi stata una fase due: la Distributrice-di-volantini si piazzava a metà della galleria, con piglio indubbiamente più determinato, quasi a voler dire "Ehi, sono qua!". E da lì approcciava le folle. Risultati migliori di prima, ma non ancora eccelsi.
Siamo poi passati alla fase tre: la posizione è diventata, da statica, più dinamica. Oltre al piazzamento strategico a metà corsia, la nostra eroina si muoveva fendendo i flutti delle masse di consumatori inebetiti e andava loro incontro. Risultati: buoni, ma si poteva far di meglio.
Fin qui io avevo sempre schivato l'omaggio del papiro perché non avevo voglia di tenere carta per le mani.
Ma poi è subentrata la fase quattro, quella della strategia matura. Ora non basta più andare verso le folle: ora il piglio si fa assertivo. La giovane, avvezza ormai a trattare con orde di disinteressati all'acquisto di case, li previene: prima ancora che essi profferiscano il loro discreto "No, grazie" lei ficca nelle loro stupefatte mani il prezioso foglietto. Sembra uno di quei supereroi dei cartoni giapponesi quando lanciano le loro armi contro il nemico. Missili fotonici! Bombe neutroniche! Raggi anionici! Volantini cationici!
E qui anch'io ho capitolato, vittima delle armi improprie della laracroft dell'Ipercoop. L'ho anche letto, poi, quel volantino.
Alla successiva passata ero tentata di prevenirla io, dicendole che avevo già ricevuto la merce e che l'avevo già guardata. Poi mi è venuto uno scrupolo: non sarà che la pagano un tot a foglio erogato? Non sarà che io e tanti altri, rifiutando l'omaggio per tutte queste volte, siamo stati insensibili e di cuore duro? Così, con l'intenzione sincera di rimediare alle mie indelicatezze precedenti, mi sono approssimata verso la super-eroina con dipinta sul viso la migliore espressione "Certo, mi interessa molto leggere quali case state costruendo" di cui ero in grado.
Con mio grande scorno la manga-virago mi ha lettteralmente ignorata.
Ci sono rimasta un po' male.
Oggi è andata ancora peggio: non c'era nessuno. Solo lo stand. Malinconicamente senza super-eroi. Proprio adesso che al rito mi ero affezionata.
Spero solo che non l'abbiano licenziata: io e i molti che all'inizio la scansavamo l'avremmo sulla coscienza. In ogni caso, se la rivedo rimedio facendo il pieno di volantini.