mercoledì, 31 ottobre 2007
Negli anni settanta gi italiani imparavano a essere dei bravi cittadini rispettosi dell'ambiente da Dusty il canguro (guardatevi il filmatino su YouTube e fatevi prendere da una botta di malinconia!).
Ma noi, anche in questo caso, eravamo più avanti di tutti. Altro che Dusty, gente: noi avevamo Rusky.
Piccolo inciso per i forestieri: il "rusco" nel nostro dialetto è il pattume, i rifiuti.
Insomma noi avevamo questo animaletto, se ricordo bene un canguro anche lui, che ci insegnava l'ecologia con delle simpatiche vignette. Peccato che non ci fosse ancora Internet, altrimenti avrei scovato di sicuro qualche immagine. E magari avrei anche recuperato quella splendida foto in cui l'iniziativa veniva presentata alla città e in cui l'allora sindaco, Marcello Grandi, si trovò a venire fotografato casualmente proprio davanti all'immagine di Rusky. Il sindaco copriva l'animaletto, ma non il fumetto sovrastante. Con l'esilarante risultato per cui pareva fosse Grandi a proclamare: "Ciao, sono Rusky e ti aiuto a tenere pulita Imola!".

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martedì, 30 ottobre 2007
Lo dicevo io che a volte fare la fila ha i suoi vantaggi. Ad esempio: sei in centro, stai aspettando il tuo turno alle poste, l'aria è irrespirabile per il caldo e la mancanza di ossigeno. Che fai, stai lì a boccheggiare? No di certo: esci in via Orsini, fai un giretto e guardi un po' le vetrine. E così la tua attenzione è catturata da una sportina di carta appena sulla porta del negozio di articoli natural-esoterici. C'è scritto qualcosa, ma non è un avviso del genere "sono fuori, torno presto". No. E' questo:

"Ogni giorno della tua vita
la mattina ti alzi potendo scegliere
tra il crescere e l'invecchiare.
Mario".

Neanche a farlo apposta, fra breve aggiungerò un anno alla mia età. Ho deciso che questa massima sarà il mantra dei miei prossimi risvegli.
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lunedì, 29 ottobre 2007
Stamattina i miei increduli occhi hanno assistito a una scena d'altri tempi. Al Canale dei Molini, all'altezza della Bocciofila, una donna stava usando il vecchio lavatoio per la funzione a cui era un tempo adibito. Sì, gente: faceva il bucato nel canale.
Pensavo che ormai non usasse più. Mi sbagliavo, evidentemente.
Comunque data la nuance delle chiare, fresche, dolci acque in cui la signora esercitava le sue arti sono ben felice di non dovere apprezzare la freschezza e il profumo di quel bucato.
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giovedì, 25 ottobre 2007
Chi si ricorda della fontana che stava all'ingresso dell'autodromo? Quel vascone ora sostituito dal monumento di Arman con le Ferrarine che puntano verso il cielo? Quella fontana davanti a cui tutti i bambini imolesi che si rispettassero venivano solennemente fotografati a futura memoria (e anch'io da qualche parte ho il mio bello scatto)?
Bene, anni e anni prima che tingessero di rosso Fontana di Trevi qualche burlone si divertì a riempire il fontanone con una dose industriale di bagnoschiuma. Ne venne fuori un trionfo di bolle che fuoriuscirono anche sulla strada, adornandola con un manto soffice. Un effetto decisamente fuori dal comune.
Fontana di Trevi... Pfui. Robetta. Noi siamo arrivati molto prima.

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mercoledì, 24 ottobre 2007
Appena aperto il nuovo tratto di pista ciclabile che, dietro al complesso "Sante Zennaro", collega la pista "Coppi-Bartali" alla via Montanara. Fino a domenica mattina c'erano ancora i cavalletti dei lavori in corso, oggi invece era tutto libero. Così durante la mia corsetta mi ci sono infilata, presa dall'entusiasmo di provare un nuovo percorso.
Un consiglio spassionato: suggerisco, per i primi tempi, di evitarla se calzate scarpine eleganti. Il fondo sarebbe anche piacevole essendo fatto a mattonelle, ma è ancora coperto da una quantità notevole di sabbia, di sicuro residuo dei lavori appena conclusi: in certi punti mi pareva quasi di correre sulla spiaggia (beh, l'acqua, con la pioggia di stamani, non mancava). Non so, visto che non ho la bici, che effetto faccia su due ruote. Non deve comunque essere troppo agevole. Speriamo che il maltempo di questi giorni ripulisca un po' il terreno.

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martedì, 23 ottobre 2007
Da qualche tempo vanno le borsette di grandi dimensioni, e capisco quindi che in giro se ne vedano tante. Quel che trovo divertente è che da quando modelle e trendsetter le indossano non tenendole in mano ma infilate con eleganza nel braccio piegato un po' tutte si sono messe a fare la stessa cosa, trovandola tanto comoda. Fateci caso: la vera tipa cool non tiene mai la borsa per i manici, perlomeno fino a nuovo ordine.
Ancora non capisco, quindi, come mai nessuna abbia colto il suggerimento di Prada, che qualche stagione fa mandò in passerella signorine che tenevano il loro borsone d'ordinanza sottobraccio, mollemente poggiato sul fianco. Niente da fare: ancora tutte lì a uncinare i manici col braccino piegato.
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lunedì, 22 ottobre 2007
Lasciate che il mio cuore di sempliciotta si emozioni per queste cose, io sono contenta così. Dunque: l'altra mattina ero casualmente a Ferrara e per pura coincidenza ho scoperto che c'era il presidente della Repubblica in visita. Ero in zona, perciò andare a curiosare è stato tassativo.
Era un freddo boia ma il piccolo drappello di ferraresi più due imolesi (ScipionEmiliano e la sottoscritta) non si è fatto intimidire. Appostati davanti al castello estense, con le membra irrigidite dal freddo, la nostra attesa non è stata vana: dal cortile interno a un certo punto sono usciti personaggi di varia umanità fra cui una tizia con un colbacco peloso, un soggetto con una fascia tricolore che presumo fosse il sindaco, il presidente della regione, Vittorio Sgarbi e poi, fra qualche applauso, il Nostro. Da cui sono rimasta piacevolmente colpita per un piccolo gesto: salutando la folla congelata non si è limitato ad agitare la manina ma ha sfidato il freddo levandosi il cappello e agitandolo all'indirizzo di chi lo acclamava.
Una inezia, vabbé, però io l'ho trovata un'inezia carina.
E comunque dopo tanto freddo e gelo... Dio benedica la cucina ferrarese.
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venerdì, 19 ottobre 2007
Non ho capito bene perché a metà di via Tiro a Segno, proprio dal lato del tiro a segno, ci siano sempre delle persone che si infilano in uno slargo tra gli alberelli. Oggi ho provato a guardare meglio e mi pare di averci visto una cuccia rudimentale con anche dei piattini. Tutto quel che posso dedurre è che ci viva un animale, o anche un'intera famiglia, curati e coccolati dalla gente. Una sorta di adozione collettiva, ecco. Tenerissimi.
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giovedì, 18 ottobre 2007
Poiché sono del tutto incapace a stare su qualunque tipo di tacco faccio di necessità virtù e sono una accanita fan delle ballerine: che non sono comodissime ma restano l'unica alternativa praticabile a scarpe da ginnastica e mocassini.
Bene: da quando ho scoperto che in un negozio del centro vendono le ballerine di Repetto sto pensando che la mia città a volte riserva sorprese insperate.
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mercoledì, 17 ottobre 2007
Scena: parco delle Acque Minerali, tarda mattina autunnale, aria frizzantina e sole splendente, pressoché nessuno in giro. Mi stiro i muscoli dopo una mezz'oretta di corsa, godendomi la stanchezza e ammirando il panorama. Arriva una Vectra con targa slovena, lucida come uno specchio, parcheggia e ne scendono tre curiosi soggetti incravattati e tirati a lucido come la loro macchina. Mi passano di fianco e ci scambiamo un'occhiata di reciproco sconcerto: io mi chiedo cosa ci facciano qua tre tizi impomatati, loro probabilmente si chiedono perché io stia lì in quelle pose strane. Li seguo con lo sguardo (quando mi trovo da sola a correre mi spuntano gli occhi anche sulla schiena): fanno qualche metro sul vialetto del parco e, come nel più prevedibile dei copioni, si fermano davanti ad Ayrton. Poi tornano alla macchina e se ne vanno.
E come nel più prevedibile dei copioni il povero Gilles nessuno se lo fila. Auff.
Se andiamo avanti così io fondo un comitato per ripulirgli un po' il monumento.
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