Il ricordo di Ayrton Senna è tuttora vivo da queste parti. Primo, perché ebbe qua il fatale incidente; secondo, perché un monumento posto sul luogo del tragico evento lo ricorda ed è regolarmente méta di fan e curiosi che lasciano fiori, foto, poesie e ricordi di ogni genere.
Ma mentre di Senna si alimenta - e a ragione - la memoria, nessuno pare ricordarsi del monumento che celebra Gilles Villeneuve. Nel 1982 qui disputò la sua ultima gara, sarebbe poi morto nelle prove del sabato a Zolder, in Belgio.
Già, non tutti lo sanno ma a Imola c'è un monumento dedicato a Gilles. Che è, per così dire, solo per amatori: e quindi non c'è da prendersela con i visitatori se portano omaggi al brasiliano e trascurano il canadese. Infatti bisogna proprio andarselo a cercare, quel palo con i cerchi metallici degradanti. Bisogna capire cos'è. E soprattutto bisogna trattenere il disappunto per il degrado in cui versa. Sta là, non tanto lontano da quello di Senna, a bordo pista sull'imbocco della curva Tosa, protetto da una rete metallica mezza sfondata che ha conosciuto giorni migliori. Nessuno lo cura.
E a me, quando ci passo davanti per andare a correre, un po' dispiace anche se non sono una che impazzisca per idoli sportivi o dello spettacolo. Insomma, un monumento si fa perché la gente si ricordi di qualcosa, no? E allora perché non è menzionato da nessuna parte? Neppure sul sito del Comune l'ho trovato, mentre la statua di Ayrton è opportunamente menzionata.
E ora il fatto più imbarazzante: la localizzazione. Come si fa a dover citare, come punto di riferimento, un cassonetto del pattume? Eppure è proprio questo che devo fare, perché l'unico oggetto che gli sta vicino è proprio uno scassato contenitore per rifiuti. In pratica: se siete davanti ad Ayrton uscite verso la Tosa, fate un centinaio di metri fino al cassonetto sulla destra e lì troverete il cippo. Alla base c'è anche una targhetta con una frase di Enzo Ferrari che lo ricorda.
Non è che con tutta 'sta risistemazione dell'autodromo qualcuno potrebbe pensare anche al povero Gilles e a dargli un ricordo un po' più dignitoso?
Ma mentre di Senna si alimenta - e a ragione - la memoria, nessuno pare ricordarsi del monumento che celebra Gilles Villeneuve. Nel 1982 qui disputò la sua ultima gara, sarebbe poi morto nelle prove del sabato a Zolder, in Belgio.
Già, non tutti lo sanno ma a Imola c'è un monumento dedicato a Gilles. Che è, per così dire, solo per amatori: e quindi non c'è da prendersela con i visitatori se portano omaggi al brasiliano e trascurano il canadese. Infatti bisogna proprio andarselo a cercare, quel palo con i cerchi metallici degradanti. Bisogna capire cos'è. E soprattutto bisogna trattenere il disappunto per il degrado in cui versa. Sta là, non tanto lontano da quello di Senna, a bordo pista sull'imbocco della curva Tosa, protetto da una rete metallica mezza sfondata che ha conosciuto giorni migliori. Nessuno lo cura.
E a me, quando ci passo davanti per andare a correre, un po' dispiace anche se non sono una che impazzisca per idoli sportivi o dello spettacolo. Insomma, un monumento si fa perché la gente si ricordi di qualcosa, no? E allora perché non è menzionato da nessuna parte? Neppure sul sito del Comune l'ho trovato, mentre la statua di Ayrton è opportunamente menzionata.
E ora il fatto più imbarazzante: la localizzazione. Come si fa a dover citare, come punto di riferimento, un cassonetto del pattume? Eppure è proprio questo che devo fare, perché l'unico oggetto che gli sta vicino è proprio uno scassato contenitore per rifiuti. In pratica: se siete davanti ad Ayrton uscite verso la Tosa, fate un centinaio di metri fino al cassonetto sulla destra e lì troverete il cippo. Alla base c'è anche una targhetta con una frase di Enzo Ferrari che lo ricorda.
Non è che con tutta 'sta risistemazione dell'autodromo qualcuno potrebbe pensare anche al povero Gilles e a dargli un ricordo un po' più dignitoso?
postato da: Imolese alle ore 20:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:personaggi, romagna, provincia, parchi, imola, formula uno, gran premio, monumento, autodromo, imolesi
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E grazie alla gentilezza di