venerdì, 31 agosto 2007
Oddio, a me passare il proprio tempo a scrivere sui muri non sembra proprio il massimo. Però bisogna ammettere che ci sono modi più creativi di altri per farlo.

Pizzicato in centro storico
Scritte sui muri, nei guai un fan di Marylin Manson
La polizia lo ha pizzicato con un pennello in mano, intinto nella vernice nera. Aveva appena vergato, su un muro del vicolo Stagni, il proprio personale omaggio al suo scrittore preferito, Howard Phillip Lovecraft, tinteggiandone il cognome a scure lettere sul fondo ocra dell'esterno. All'autore americano di tanti racconti dell'orrore di inizio secolo stava tributando il suo omaggio un 44enne imolese che però non ha probabilmente potuto portare a termine completamente le sue intenzioni, perché è arrivata la polizia. A segnalare martedì sera quella presenza nel vicolo, con una certa inquietudine, erano stati alcuni passanti, rimasti di stucco di fronte a quella figura scura, la polizia dice bardata e truccata alla Marylin Manson, altra icona, in questo caso pop, di un analogo stile gotico. Qualcuno, evidentemente, si era preoccupato, aveva temuto chissà che, o forse non aveva apprezzato in ogni caso l'ennesimo imbrattamento di un muro, omaggio letterario o meno che fosse. La volante intervenuta sul posto ha quindi proceduto a identificare l'uomo, che risulterebbe peraltro in cura ai servizi di igiene mentale imolese. Non sono valse a molto le sue giustificazioni e un lungo sproloquio sui pregi letterari dell'autore di incubi e storie spesso raccapriccianti, per l'estimatore di Lovecraft è scattata semplicemente, e immediatamente, una denuncia per danneggiamento, mentre il muro verrà verosimilmente ripulito ben presto e l'"omaggio" cancellato.
(Fonte: "Corriere di Imola" di ieri)

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giovedì, 30 agosto 2007
Niente da dire sulla vicenda, che immagino abbastanza impegnativa, del sacerdote padovano che ha annunciato di essere innamorato e di volersi fidanzare. Ma chissà se questa notizia ha risvegliato solo a me il ricordo di un fatto analogo accaduto qui da noi molti anni fa.
Eravamo negli anni settanta e un giovane sacerdote, parroco nella zona industriale, fece scalpore per essersi innamorato di una donna e per aver deciso di restare comunque prete. La cosa non restò circoscritta alla sfera personale, non fu insomma solo la classica storia d'amore fra un sacerdote e una sua parrocchiana: ci furono discussioni pubbliche, schieramenti, polemiche, riflessioni sul celibato dei preti e sull'istituzione ecclesiastica. E ci furono anche un bel po' di tensioni, culminate nell'intervento delle forze dell'ordine per sgombrare la chiesa "occupata" da quella parte di fedeli che sostenevano il parroco.
Quanto a me, non mi viene proprio da farmi un'opinione: guardo la cosa dalla prospettiva di entrambe le parti e mi vien da concludere che ognuno aveva le sue motivazioni.
Probabilmente non poteva che andare a finire esattamente come poi finì.
Ho cercato spesso in rete tracce di questa vicenda che, incredibilmente, viene pochissimo ricordata anche a livello locale. L'unico documento che ho trovato è questo articolo di Diario.it che ripercorre le tappe della storia, con anche un'intervista al protagonista della storia.
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mercoledì, 29 agosto 2007
Sono una tipa prevedibile, una di quelle che quando vanno a far la spesa alla COOP parcheggiano sempre nello stesso piano e non hanno bisogno di particolari artifici per ricordarsi dov'è la macchina. Però riconosco che persone più estrose di me potrebbero trovare utile qualche espediente. A loro devono aver pensato quelli che hanno battezzato i diversi parcheggi con nomi tratti dal mondo vegetale. Un settore, un fiore.
Ma non capisco una cosa: se questa trovata dei fiori dev'essere un aiuto per memorizzare suppongo che debba trattarsi di nomi brevi, immediati da leggere e facili da ricordare. E allora come diavolo si fa a chiamare un settore "nontiscordardime", che solo per leggerlo bisogna prendersi mezza giornata di permesso dal lavoro?
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martedì, 28 agosto 2007
E non intendo quello azionistico ma quello che da noi c'è di martedì, giovedì e sabato.
Prima variazione: ho ufficialmente dichiarato scomparso il mio spacciatore di borsette. Peccato. Spero almeno che sia in qualche luogo esotico a godersi la vita.
Seconda variazione: il lutto è durato poco, giusto il tempo di trovargli un degno sostituto in una bancarella di splendidi monili tra l'esotico e il fricchettone di cui ho notato solo di recente l'esistenza. Su quei ripiani non c'è bracciale o anello che non comprerei, quindi se ci passo davanti cerco di contenermi sennò sono guai. Oggetti belli, originali, tutti piuttosto vistosi - questione di gusti, a me il monile piace singolo, ma ben evidente - e comunque mai tamarri.
Terzo: assegnerei il premio "Originalità 2007" al venditore (mai notato prima) che sabato scorso stazionava nel piazzale Ragazzi del '99 e che aveva adornato il retro del suo furgone con il pensoso monito: "Cerca applausi dal cielo".
Veniva da rispondergli "Amen".

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lunedì, 27 agosto 2007
Forme di vita residue sono state avvistate stamattina sulla pista dell'autodromo: un veicolo non meglio precisato percorreva l'asfalto. Non tutto, quindi, è perduto. Anzi: giurerei di avere sentito anche qualcuno sgolarsi: "Defibillatore! Piastre! Libera! Libera! Libera!".
(Chiedo scusa: ogni  tanto mi ritrovo in pieno trip da ER, ancora non mi sono ripresa dalla fine di Greene e di Romano).
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venerdì, 24 agosto 2007
No, non perché è arrivato il freddo. E neppure perché molti hanno ricominciato a lavorare. Ne' tantomeno perché le vetrine cominciano a proporre abbigliamento pesante.
Il vero, inconfondibile segnale che indica l'imminente arrivo dell'autunno è quando l'imolese doc torna a ricevere la sua copia di "Sabato Sera" nella cassetta della posta, dopo le tradizionali due settimane di pausa estiva della redazione.
E quindi, signori, oggi qua siamo ufficialmente entrati nell'autunno.
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giovedì, 23 agosto 2007
Ho un difetto: non mi piacciono i vestiti troppo sfacciatamente "di moda". Non per fare la snob (Dio me ne scampi e liberi!): semplicemente preferisco la libertà di scegliere quel che mi sta bene e rifiutare quel che proprio non mi sfagiola.
E finché si tratta di scartare quel che non piace va ancora bene. Il difficile arriva quando si cerca qualcosa, magari un articolo che non vada troppo per la maggiore ma che non appartenga al genere "nonna in gita parrocchiale". Genere rispettabilissimo, per carità: ma io non mi sento una nonna in gita parrocchiale, forse perché non lo sono.
Per dire: da mesi vado alla disperata ricerca di una misera, semplice, banale gonna di jeans di taglio svasato, lunga fino a metà polpaccio con nessuna decorazione, nessuna stampa, nessuna borchia, zero tasconi, niente di niente. Una longuette: come quelle che vennero fuori un paio d'anni fa, però fatta di jeans. Se ce ne fossero in giro me ne riempirei l'armadio, è il mio jolly. L'unico, storico esemplare che scoprii anni fa in un negozio di Faenza lo custodisco gelosamente e gli faccio una manutenzione amorevole, tremando all'idea che prima o poi sarà tanto liso da essere inutilizzabile.
Poco tempo fa ho trovato qualcosa che potrebbe avvicinarsi al mio ideale, ha l'orlo della lunghezza giusta ma è l'ampiezza a essere un po' troppo "danzante": l'ho comprata, è davvero carina e non mi sta per niente male ma non corrisponde perfettamente a quel che ho in testa.
E così la ricerca prosegue. Negozi, bancarelle, jeanserie: di gonne di jeans ne trovo dappertutto ma sono sempre e solo di due tipi, micromini scopri-chiappa da velina in libera uscita o gonne dritte al ginocchio dal taglio a matita. Ah, no, c'è anche il terzo tipo: quella simpaticamente abbellita con volant, inserti leopardizzati, brandelli di trina, orletti sfrangiati.
Quando la trovo giuro che me ne compro almeno tre-quattro esemplari identici.

 
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mercoledì, 22 agosto 2007
Non trovo nulla su Internet, né video né tantomeno foto. Ma io continuo a pensare che uno dei meteorologi di Sky, Luca Ciceroni, abbia un accento che, malgrado lui si sforzi di ripulirlo nelle zeta e nelle esse, suoni tremendamente simile a quello delle mie parti. Proprio come uno che ti aspetteresti di incontrare in centro (anzi, "sotto al centro", come vuole il più puro slang imolese). Già chi sta verso il mare parla in modo diverso, e del pari la parlata verso il Bolognese è totalmente diversa.
Le uniche righe che ho trovato su di lui sono alcuni apprezzamenti in un blog, sia per il suo "splendido accento romagnolo" sia per la bella presenza (concordo, il giovine si lascia decisamente guardare).
Non mi resta perciò che mettere qui il link al sito di Sky Meteo 24, dove gira il filmato delle previsioni: se qualcuno ci capitasse nel momento in cui il bollettino lo legge il simpatico Luca potrà farsi a sua volta un'idea della natura del suo accento.
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martedì, 21 agosto 2007
O io soffro di allucinazioni, e non sarebbe cosa bella, oppure ho visto benissimo, ma allora mi servirebbe una spiegazione che non arriva. Se l'occhio non mi inganna, dietro alla gru piazzata in piazza dei Servi sul lato verso la via Emilia c'è un negozio dalla insegna quantomeno enigmatica: "I pensieri di James Bond".
Ora, io sono qui che penso e ripenso ma proprio non riesco a capire quali siano, 'sti pensieri. E soprattutto non capisco cosa c'entrino con l'insegna di un negozio.
L'unica ipotesi che mi sento di fare è che, vista la dislocazione del negozio, qualcuno abbia tratto ispirazione dal beneamato Testone lì di fronte. Che in effetti di pensieri ne deve fare, e pesanti anche.
Oppure è valida la prima alternativa: sono io che ho le allucinazioni.
Cercasi gentile persona che mi rassicuri sulla mia sanità mentale.

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lunedì, 20 agosto 2007
Ma che Dio benedica sempre le sagre! Come fare a meno di quei favolosi, sgargianti manifesti che le annunciano? Come fare a meno di queste multicolori porte che si aprono su mondi meravigliosi e sconosciuti?
Oggi, ad esempio, ho scoperto due nuove entità (vado a memoria, stavo aspettando il verde al semaforo del Macello e non avevo nulla per prendere appunti): la "moto-aratura" e il "tortello sanpatriziese". Roba forte. Roba tosta. Roba da dedicargli una sagra ciascuno.
E' per questo che amo i manifesti delle sagre: come avrei mai fatto, altrimenti, a sapere che al mondo esistono la moto-aratura e il tortello sanpatriziese? Vi rendete conto di quanto sarebbe impoverita la nostra conoscenza se non ci fossero quei cartelli? Essi ci ricordano quanto limitata è la nostra cultura e ci stimolano ad allargarne di continuo gli orizzonti.
Ho deciso: le sagre sono un po' la Wikipedia della provincia.

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