martedì, 31 luglio 2007
Ecco: non si può lasciare incustodito un blog per neppure sei-sette giorni che Splinder subito ne approfitta e si diverte a incasinare tutto. Chi glielo ha detto di prendermi dei post a caso e copia-incollarli nei commenti, proprio a me che sono una personcina tanto meticolosa e ordinata? E così oltre a disfare i bagagli e predisporre per un tot di lavatrici mi tocca pure fare pulizia tra i post. Speriamo di esserci riusciti.
Ora vado a far la spesa e cerco di capirne di più su 'sta storia di Cazzola che non vuole più gestire l'autodromo. Quando ho visto le civette dei giornali rientrando in città mi è preso un accidente.
Sento aria di requiem, e stavolta definitivo...

(Il titolo del post, magari, lo spiego meglio la prossima volta, ora ho la Coop che mi aspetta)



lunedì, 23 luglio 2007
Mappa della città: ce l'ho.
Carta stradale: c'è.
Dizionario d'emergenza: proverò a farne a meno (tanto sono senza speranza, vado avanti a suon di inglese).
Ultimi acquisti: fatti.
Bucato: steso e asciugato.
Golfino: pronto.
Compeed: comprato in quantità industriale.
Direi che non manca più niente. Imolese saluta tutti e termina il mese di luglio in vacanza. E se ne va a prendere un po' di fresco dove si chiedono se l'estate esista ancora o si sia direttamente passati all'autunno.
Terrò alto il nome della mia metropoli e, se il 29 mi inquadrano tra la folla in mezzo a tutto quel giallo, farò ciao-ciao all'umanità con la mia santa manina romagnola. Magari, per farmi meglio individuare, sventolo anche una piadina (di quelle alla riccionese, belle sottili, che fluttuano meglio).
Ah: se càpita - hai visto mai - mi infilo in un Internet Point e aggiorno il blog con le avventure di una provinciale nella grande città. Sennò... arrivederci ad agosto.

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venerdì, 20 luglio 2007
Ogni tanto succede e non è un dramma. Gli uffici si spostano, mica sempre rimangono dove li hanno messi. Così da qualche tempo anche lo sportello di Hera, l'azienda che ci dà acqua luce gas, quello che stava sotto la galleria del centro cittadino (o, detto nello slang imolese, stava "sotto il centro") si è trasferito altrove.  In via Mentana, per la precisione.
Sorge quindi il problema: come comunicarlo ai clienti? L'ovvia soluzione è scriverlo in un bel cartello da esporre all'ingresso.
Ora, io vorrei sapere come sia possibile che, dopo fiumi di inchiostro spesi per irridere il burocratese e dopo addirittura delle vere e proprie campagne governative per la semplificazione del linguaggio dei documenti ufficiali, non si possa scrivere, semplicemente e comprensibilmente, un banale "Dal giorno Tale ci spostiamo nella Talaltra via", oppure "Non siamo più qui: adesso siamo al Talaltro indirizzo", o roba del genere.
No: qualche creativo ha pensato che fosse più figo scrivere che "Dal 15 giugno lo sportello è operativo in via Mentana 10".
Non "si è trasferito", no: è "operativo". Roba seria, mica pizza e fichi: qua si lavora, accidenti. Magari ci ha pure pensato su, l'esperto in comunicazione alla clientela, magari avrà pure riscritto diverse volte la versione perché gli pareva troppo colloquiale, troppo banale, troppo cheap. Troppo chiara, insomma.
Ah, già che c'erano potevano preoccuparsi di aggiornare anche il sito. Perché nella pagina dei comunicati stampa compare la notizia che lo sportello si trasferisce ma in quella dell'elenco degli sportelli esso continua a stare al vecchio indirizzo.
Forse hanno fatto apposta: così chi va a cercarlo sotto al centro può contemplare l'alato messaggio e compiacersi della sua sapida prosa.
Oh mamma mia... Anzi, no: oh essere di sesso femminile che mi diede i natali.

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giovedì, 19 luglio 2007
Beh, l'eventone di ieri per la nostra cittadina era senz'altro la presenza di Massimo D'Alema alla festa de L'Unità. Indipendentemente dalle posizioni politiche di ognuno: perché non succede tanto spesso di avere un politico di spicco dalle nostre parti. Così, sfidando i trentaequalcosa gradi, ieri sera usciamo per sentire che avrà da dire Baffino. Programmino di minima: cena nel primo stand agibile, occhiatina al comizio e poi a nanna.
Parcheggiamo vicinissimi all'ingresso, e visto il caldo che fa è un buon inizio. Entriamo sotto il faccione del nostro ministro degli esteri che nei manifesti all'entrata elargisce ai passanti uno dei suoi caratteristici sorrisi-non-sorrisi, riprodotti anche sui volantini che ci distribuiscono. Al vedere tutte queste facce di D'Alema ci rasssicuriamo: non avendo notato manifesti in giro per la città avevamo temuto, per un istante, che il comizio fosse saltato. Il volantino poi si rivelerà un ventaglio provvidenziale sotto i teloni dello stand gastronomico.
Ci dirigiamo verso la zona magna-magna e ci troviamo in mezzo a un nugolo di flash, carabinieri, bodyguard (che altro possono essere dei tizi incravattati con occhiali da sole e auricolare, in pieno luglio?), una cinepresa, gente vestita come a un matrimonio... Riconosco il sindaco, un paio di assessori, facce assortite della politica locale. Sarebbe lusinghiero crederlo, ma non sono lì per noi: è che Massimino è arrivato nel medesimo preciso istante.
Il drappello si dirige verso il primo ristorante e all'ingresso scroscia l'applauso. Bene, ci diciamo: ora l'amico va a mangiare, quindi noi possiamo tranquillamente andarcene a trovare un tavolo da qualche altra parte che non ci perdiamo di sicuro il suo intervento.
Ci infiliamo quindi al ristorante toscano. Ordiniamo, ci disponiamo all'attesa quando improvvisamente il personale del ristorante si blocca e tutti, come un sol uomo, si affollano verso la stradina. Flash, telecamere, carabinieri, security: Baffino non si era fermato a mangiare, era solo passato a salutare e ora sta toccando un po' tutti gli stand in visita pastorale. Entra al ristorante "Con calma e con gusto", va nelle cucine, stringe mani, lo fotografano in tutte le salse. Quando scompare l'attività riprende e poco dopo arrivano i nostri tagliolini mentre sempre lui, toccate tutte le tappe, fa ritorno alla base seguìto da un piccolo codazzo di popolo. La tentazione di paragonarlo alla Madonna del Piratello in processione è troppo forte, nella mia testa canticchio come colonna sonora "Noi vogliam Dio nelle famiglieeeeeee" poi mi torno a dedicare ai tagliolini.
Finiamo giusto in tempo per un caffè al bar e andiamo a prendere posto per il comizio. Che sarà, scopriremo poi, un'intervista con un giornalista del "Riformista".
Si fanno le nove, ora fissata per l'inizio. Nessuno si fa vivo. Alle nove e quaranta, quando ormai pensiamo di andare a casa, finalmente arriva l'allegra brigata.
Intro a cura del sindaco che fa da front man, poi dopo qualche minuetto comincia l'intervista.
Lungo esordio su Hamas e sul trattarci oppure no. Battutine su Berlusconi e su Fini. Applausi ogni tre per due (secondo me un po' troppo generosi, ma visto dove siamo è comprensibile). Intanto si fa fresco, poi per me che sono molto leggera si fa davvero freddo. Quando si passa a parlare di antipolitica, giovani, disillusioni varie io sarei anche interessata ma sono ormai un pezzo di ghiaccio e maledico l'idea di non aver preso con me uno straccio di golfino.
Una bimba poco lontana da me protesta con i suoi genitori perché l'hanno portata a sentire "questa noia". Sinceramente anche se i temi ci sarebbero (sarei anche curiosa di sentire se per caso parlerà della Bindi che concorre per guidare il PD) il freddo è tanto e lui è un po'... posso dirlo? Un filino noioso. E così leviamo le tende.
Ma il vero scoop, la notizia che su nessun giornale si leggerà è un'altra: D'Alema è piccoletto. In tv sembra tanto lungo ma in realtà è piccino. Lo dico orgogliosa, ergendomi in tutta la maestosità del mio metro e sessanta.



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mercoledì, 18 luglio 2007
Avevo detto che "Sabato Sera" aveva bucato la notizia della famiglia di Borgo Tossignano ospite al nuovo reality di Costanzo? Avevo fatto la simpatica e li avevo presi per i fondelli? Bene: sul numero di questa settimana c'è un ampio articolo su "Stella" e sui borghigiani assurti agli onori della tv.
Ma la lettura dell'articolo mi ha svegliato lo spiritello della pignoleria.
Vediamo un po': secondo il quotidiano "Il Domani", da cui avevo tratto la notizia giorni fa ('cidenti a me, mi spiace di averlo gettato: se ce l'avessi ancora lo citerei testualmente), i bar di Borgo sarebbero stipati dai compaesani che stazionano davanti alla tv per tutta la durata dello show. In pratica per il "Domani" tutto il paese, da mezzogiorno alle due, si ferma per fare il tifo. Una roba da "Lascia o raddoppia", insomma.
"Sabato Sera", invece, descrive tutt'altro scenario: "I due bar di paese dotati di parabola satellitare, il Centrale e il Buca, non sono propriamente presi d'assalto, i video sono sintonizzati perennemente sui canali sportivi. 'Ma qualcuno che guarda il programma in replica a mezzanotte c'è', spiega Mauro, titolare del bar Centrale, 'Il problema è che il 90 per cento della gente non conosce la trasmissione'".
Ora, siccome non può essere vera contemporaneamente una cosa e il suo contrario, si apre l'appassionante dilemma: quale dei due giornali dice la verità?
Di primo acchito io propenderei per dare maggior credibilità al "Sabato Sera" perché riporta le parole dirette del padrone di uno dei due bar "assediati" dai supporter.
Mi si apre quindi un secondo dubbio: ammesso che il "Sabato Sera" sia quello che dice la verità, che diavolo di fonti ha usato "Il Domani" per dire una cosa del tutto opposta?
O non è che le fonti proprio non le ha avute e ha buttato lì una frase a casaccio?


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martedì, 17 luglio 2007
Due o tre noticine sulla mia trasferta bolognese di oggi.
Primo, con molta originalità: fa caldo. Niente di strano, siamo in estate, le temperature salgono anche di tanto e da che mondo è mondo è sempre stato così. Ma trovarsi a metà luglio a ora di pranzo sotto il sole di via Indipendenza con le suole degli infraditi arroventate... beh, dà una grossa mano a ricordarselo. Mai avevo tanto desiderato di trovarmi sotto una pianta alle Acque, o al Tozzoni, o in qualunque altra zona verde della mia piccola ma tanto verde cittadina. Comunque per sopravvivere ho brevettato una tecnica anti-calura favolosa: bottiglietta di acqua con cui inumidire continuamente braccia, fronte, collo e gambe. Resurrezione istantanea anche per una ipotesa come me.
Secondo: noi comuni mortali si boccheggia, ma per la gente più fèscion è già tempo di pensare al cambio di guardaroba. Le vetrine di galleria Cavour sono piene di novità autunno-inverno 07-08. Dovrebbero mettere degli avvisi: non guardatele troppo intensamente, sennò vi immedesimate e davanti alle sciarpe di Loro Piana vi viene un colpo di calore. E non è una bella cosa.
Terzo: ulteriore overdose di Hello Kitty. Se qua da noi si limitano a qualche magliettina appesa nelle bancarelle, là, oltre il confine che separa Romagna da Emilia, non scherzano proprio: da H&M c'è un'intera linea di intimo di Hello Kitty. Roba bellina e simpatica, eh, però dopo il cinquantamilionesimo paio di slip e reggiseno e pigiama e top istoriati con tutte le variazioni possibili e immaginabili di micine con fiocchetto rosa io sono sempre più vicina al rigetto.
Fra un po' avrò pure gli incubi a fiocchetti rosa.

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lunedì, 16 luglio 2007
Visto che mi piace sfruculiare negli affari d'Oltalpe... Oh, proprio tutte le idee ci vogliono copiare: anche a questo ci avevamo pensato prima noi!
Con qualche differenza.
Differenza numero uno: qua è gratis, là si paga (una quota irrisoria, ma insomma: del tutto gratis non è).
Differenza numero due: qua il servizio copre diverse città, là una sola (vabbé, non è proprio un villaggetto) e c'è una quantità di stazioni spaventosa, la mappa è ricoperta di segnaposti.
Ci sarebbe anche una differenza numero tre ma siccome è estate, la vita è bella, non mi va di creare polemiche e insomma il caldo invita a un'altmosfera un po' più rilassata... diciamo che la differenza sta in questa pagina: la lascio all'intuito di chi vuol cimentarsi nella ricerca. Io chiudo il post qui.


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categoria:biciclette, romagna, traffico, provincia, imola, imolesi
venerdì, 13 luglio 2007
Qua ci portano via le idee. E pensare che io scherzavo (perché è chiaro: ci hanno copiato, no?). Urca, anzi: parbleu.
Beh, noi possiamo sempre rifarci il prossimo 14 aprile, giorno della liberazione della città. Il pratino c'è. Gli alberelli pure. Mancano le tovagliette a tema, i totem, gli opuscoletti... Se nel frattempo non tagliano l'erba, abbiamo nove mesi esatti esatti. Possiamo farcela.
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categoria:romagna, provincia, parchi, imola, monumento, imolesi
giovedì, 12 luglio 2007
Quel che mi fa impazzire delle bancarelle del mercato è che, tranne rare eccezioni, espongono quasi tutte gli stessi capi. Una stagione c'è solo roba rossa, un'altra solo roba verde, un'altra ancora trovi solo vestitini fantasia e peggio per te se cerchi qualcosa di diverso. Mi son sempre chiesta come facciano. Per me c'è una specie di Cupola dei Mercatini che si riunisce all'inizio di ogni stagione in una stanzetta oscura e fra ampie volute di fumo di sigaro, gardenie all'occhiello e sbrilluccichii di anelli da mezzo chilo decreta cosa andrà nei prossimi mesi (con tanto di offerta che non si può rifiutare per tutti quelli che vogliono vendere articoli originali). Qualcuna ad esempio si ricorderà dell'ondata di rosa cipria che travolse le bancarelle qualche anno fa: pareva che non si potesse fare più a meno di un vestituccio di quel polveroso colore se si voleva uscire di casa, si vede che in quel periodo Joe Ricci Petitoni, Frankie Bacchilega, Michael Baroncini, Anthony Marangoni e tutti gli altri d'a Famiglia (anzi, d'la Fameja) erano reduci da una visione collettiva di "Cenerentola a Parigi" e tutti in coro canticchiavano allegramente "Think Pink".
Questa invece pare l'estate dei vestitucci tipo wrap dress (che Diane Von Furstenberg mi perdoni!) e dei prendisole con o senza bretelline, spesso con nastrino sotto il seno, corpino a nido d'ape, di solito a fantasie minute. Così quando oggi, passando in mezzo alle bancarelle, i miei occhi sono caduti su un capo che ancora non avevo notato, ho esultato: "Un top di Hello Kitty! Ma che carino!".
Per un attimo mi son detta che quasi quasi potevo comprarlo, il modello mi piaceva, il cotone pareva di buona qualità e anche il disegno era delizioso (sì, faccio parte di quelle donne che adorano Hello Kitty anche se non hanno più l'età: peccati di vecchiaia).
Poi, pochi metri più in là, ho notato lo stesso identico top.
Più avanti, di nuovo Hello Kitty.
E, più avanti ancora, altra maglietta uguale.
Alla settima gattina con fiocchetto che ho incontrato ho capito che la Cupola aveva colpito ancora. Ma, quel che è più grave, ho avvertito chiari sintomi di Kitty-rigetto. Ahimé. Sento che il mio amore sta per trasformarsi in odio.


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categoria:dress, mercato, romagna, provincia, imola, imolesi
martedì, 10 luglio 2007
Modesta proposta creativa  per il sempiterno problema "monumento sì - monumento no". L'idea mi è venuta passando dalla piazza e scoprendo con sorpresa cosa è diventato lo scavo: invaso dalle piante che spuntano ovunque si sta trasformando in un bel boschetto e se lasciamo fare al tempo e alla natura fra un po' ci ritroveremo un centro tanto rigoglioso che sarà un peccato poi estirpare tutto quel verde (col rischio, per giunta, che qualcuno che si inventi un comitato a difesa delle povere piantine tanto ingiustamente maltrattate).
A questo punto perché non ci arrendiamo all'evidenza? Un bel parco in pieno centro: vegetazione rigogliosa, panchine, tavoloni di legno... Vuoi mettere l'ebbrezza di un picnic sotto palazzo Sersanti?

NB - A scanso di equivoci, visto che quando si parla di monumento ai caduti pare che il senso dell'umorismo emigri altrove: stavo scherzando. No, perché non si sa mai...
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