giovedì, 31 maggio 2007
Di ritorno da alcune commissioni in centro. Rapido passaggio in zona mercato. Schivo l'inaugurazione del magazzino di detersivi e prodotti per l'igiene. Rinuncio stoicamente alla fantasia di rincasare, malgrado gli anni non verdissimi, con un palloncino "Acqua e Sapone" legato al polso, come mi facevano da piccola per non farmelo scappare. No, io sono lì con un'altra missione: capire che fine abbia fatto il mio spacciatore di borsette.
Lo definisco così perché ha - o forse dovrei dire "aveva" - una bancarella di borsette deliziose a prezzi talmente ridicoli che ogni volta mi chiedo in che modo se le procuri. La qualità abita ovviamente da un'altra parte: con quella manciata di euro ti compri un oggetto senza pretese, però tanto bellino e tanto simpatico. Il classico sfizio a costo irrisorio.
Ma la bancarella latita ormai da troppo tempo. E io sono inquieta. Questa assenza reiterata mi fa temere che il soprannome che gli ho trovato abbia qualche attinenza con la realtà.

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mercoledì, 30 maggio 2007
Come ho potuto dimenticarmi di uno degli eventoni che caratterizzano l'estate della mia piccola città? Me ne sono ricordata stamattina, passando lungo via Pirandello e vedendo nel parcheggio del lungofiume uno spiegamento di impalcature e teloni pronti per essere montati: ma certo, la lunghissima Festa de L'Unità del mese di luglio! Caspita però, son già lì pronti ad allestirla? Vivissimi complimenti per l'organizzazione, ragazzi.
La festa, dicevo. Festa a cui, sono pronta a scommetterci, non vanno solo i simpatizzanti politici ma anche molti simpatizzanti gastronomi. Sì perché la sfilza di stand allineati lungo la pista ciclabile, fra piatti locali, cibi toscani, cucina nordafricana, ricette vegetariane, pizza, prodotti di pasticceria, piatti di pesce e chi più ne ha più ne metta sembra fatta apposta per un gradimento bipartisan.
Peccato che dall'anno passato non ci sia più il vocalist che al microfono recitava il mantra, ben noto ai frequentatori, "Venite-alla-pesca!-La-pesca-il-gioco-dove-si-vince!". Era anche lui una piccola certezza. Ma ce ne faremo una ragione.
OK, lo so che c'è anche lo spazio dibattiti. E devo dire che di tanto in tanto qualche cosa di interessante l'ho trovata. Ma mi perdonino i duri e puri: io ricordo con particolare affetto altre cose.
Il concerto di Frankie Hi-NRG anni luce fa, per esempio. Quello dei Gem Boy un po' più recentemente e, cosa che si ripete ogni anno, il piacere di scambiare due parole, dopo essermi strafogata di delizie, con il responsabile del ristorante "Con calma e con gusto". Che è una vera sagoma, e che pagheresti il biglietto solo per sentirlo raccontare quanto gli piace lavorare lì e quanta passione mette nel preparare i piatti.
Beh, ovviamente con un nome del genere in quel ristorante la qualità del cibo vien da sé. Anzi, non vedo l'ora...
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martedì, 29 maggio 2007
Come si fa a capire se si vive in provincia o in una grande città? In tanti modi. Se, per fare un esempio, entro le mura girano un film tratto da un libro di un'autrice locale e una cartolibreria del centro ha una vetrina tappezzata di copie del volume, di foto delle riprese e di poster con scritto "Il libro che porta Imola sul grande schermo"... beh, siamo (e fortunatamente, dico io) in provincia.

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lunedì, 28 maggio 2007
Sono riuscita a recuperare le foto dei tombini con decorazioni "particolari" (si era semplicemente sfilata la scheda della fotocamera). Posso dire, anche se ogni scarrafone è bello a mamma sua, che sono più nitide le mie di quella pubblicata sul bollettino del Comune?
In ogni caso... eccole qua.

 
Tombino2
Tombino1
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venerdì, 25 maggio 2007
PalazzoSersantiC'è una sfilza di negozi su cui continuo a chiedermi, ammirata, come facciano a sopravvivere. Perché un conto è vendere il pane, ché tutti più o meno lo comprano. Un altro conto è arrivare a fine mese con una bancarella di libri a metà prezzo sotto il portico di Palazzo Sersanti. Eppure in qualche modo si fa, visto che sono anni e anni che quella bancarella esiste e ormai è quasi diventata parte dell'arredo urbano. Boh. Complimenti a Moreno.
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giovedì, 24 maggio 2007
Non posso esimermi, in questo piccolo blog di provincia, di parlare anch'io de "il deboscio" e di quel meraviglioso mp3 intitolato "Frangetta" (aka "Milano is Burning").  Perché mi permette di ribadire quel che da tempo sostengo: si può essere provinciali (in senso negativo) anche in una grande città. Basta esserlo nella testa.
Basta ad esempio illudersi di essere tanto "cool" solo perché si fanno cose che tutti considerano "cool", mentre in realtà si è solo intruppati in comportamenti tristemente tutti uguali.
Ma andiamo con ordine. Intanto cos'è "Il deboscio"? In rete ci sono congetture su congetture, qualcuno pensa che sia un deejay famoso sotto mentite spoglie, qualcun altro dice che è un ragazzino che ha smanettato con un computer e con una base musicale sintetizzata creando un geniale mp3.
In realtà basterebbe guardare la home del sito ufficiale per capire che "il deboscio" è il nome di un progetto collettivo che, fra le tante cose che produce, ha partorito il pezzo, "Frangetta" appunto, che in questi giorni passa regolarmente su Radio Deejay. Qui c'è la pagina di "il deboscio" su MySpace: consigliatissimo un giro perché c'è il video (preso da YouTube) della prima messa in onda di "Frangetta" su "Deejay chiama Italia". Mi risulta che sia l'unico modo per sentirlo sul computer, perché l'mp3 che aveva cominciato a circolare in siti e blog è stato rimosso su esplicita richiesta degli autori.
Se non avete ancora sentito parlare del pezzo una sinossi è d'obbligo, precisando però che l'ascolto diretto rende molto di più. Su una base elettronica una voce femminile sintetizzata, quindi monotona e incolore (genialata, questa!) descrive una lista di caratteristiche tipiche della giovane milanese "cool". Toccano vette sublimi secondo me i versi "Mi metto gli occhiali grossi / Mi tolgo gli occhiali grossi" , "Ho il Macintosh" (con sottofondo di suono d'avvio del Mac), "Guardami guardami sto appoggiata al muro", "Sono una tipa complicata", "Le mie amiche sono troppo delle pazze".
Come dicono nel video, se vi riconoscete in troppe frasi preoccupatevi almeno un po'.
Applausi.
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martedì, 22 maggio 2007
Non vedo l'ora di imbattermi nella novità del periodo: i poliziotti in mountain bike. Pare infatti che per tutta estate un certo numero di tutori dell'ordine perlustrerà la mia cittadina una pedalata dietro l'altra. Sembra addirittura che in previsione del gran caldo saranno dotati di una divisa ad hoc, con calzoni corti. Wow, fa tanto esotico.
Certo che è una bella idea: se hanno buone gambe in mountain bike possono andare ovunque, anche nei parchi. Possono pure arrampicarsi sul Castellaccio (che, per i forestieri, è una collinetta pomposamente definita "Monte" che sta dentro al Parco delle Acque Minerali, sede dei nostri progenitori dell'età della pietra).
Nel frattempo io continuo a incontrare tradizionali pattuglie motorizzate. Quando vedrò i primi poliziotti a pedali mi sa che dall'entusiasmo farò la ola.
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lunedì, 21 maggio 2007
Oggi ho scoperto di avere una macchina fotografica reazionaria.
Devo prima di tutto raccontare l'antefatto. Ieri ho saputo da un tizio (che in nick fa ScipionEmiliano), un tizio molto in gamba che se mi racconta una cosa c'è da prenderlo sul serio, che qualcuno gli aveva detto che qualcun altro gli aveva riferito che i tombini del nuovo parcheggio davanti alla sede dei Vigili Urbani erano finemente istoriati da una curiosa decorazione: il simbolo della falce e martello.
La storia era indubbiamente buffa. Da un lato mi veniva da ridere (vabbé che la mia cittadina è rossa che più rossa non si può, ma addirittura griffare i tombini!). Dall'altro però mi sono chiesta a quanto ammontasse il tasso di alterazione della notizia. Perché si sa: in provincia siamo campioni mondiali nel far girare una voce da bocca a bocca, trasformandola sempre un po' a ogni passaggio. Per cui chissà mai, mi sono chiesta, qual era il disegno originario. Magari in realtà c'era stampigliata la faccia di Hello Kitty. Anzi, chissà mai se c'erano davvero, dei tombini.
Allora stamane ho pensato: visto che ci càpito proprio vicino, quasi quasi io vado a controllare de visu.
Detto, fatto: mi sono armata di macchina fotografica e mi sono preparata a immortalare il prezioso reperto, credendoci però il giusto.
Beh, complimenti a chi lo ha notato per primo: stilizzato, è vero, ma il simboletto c'è. Non immediatamente riconoscibile, ma comunque se ci guardi bene quel disegnino raffigura proprio una falce e un martello.
Immaginandomi quindi ritmi di produzione dei tombini scanditi dalle note dell'Internazionale, ho provveduto divertita a fotografare il curioso manufatto.
E qui è venuta fuori la fede politica della mia fotocamera. Che deve essere uscita da una linea di produzione che girava sulle note di Giovinezza o di Faccetta Nera, perché quando a casa l'ho riaccesa per scaricare la foto mi ha gelata con il messaggio "nessuna immagine presente": evidentemente ho in casa una nemica del proletariato.
Per fortuna oggi mi è arrivato "Imola notizie", il bollettino che il Comune manda di tanto in tanto a tutti i residenti. E ho visto che anche lì c'è una foto del tombino comunista. Dunque, in attesa di convincere la fetida reazionaria a fare il suo lavoro, posso dichiarare che chiunque voglia una prova di quel che ho visto può trovarla nelle pagine del bollettino comunale.

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venerdì, 18 maggio 2007
D'accordo, piccolo è bello: ma ci sono momenti in cui grande (il font) è meglio. Ad esempio quando non ci vedi niente perché la visita dall'oculista ti ha lasciato in eredità per qualche ora le pupille grandi come due... due... insomma, quelle cose piatte e circolari, quei prodotti tipici del nostro territorio... le rotonde, ecco.
Dunque, son qui che aspetto che le rotonde tornino a una dimensione umana e che la mia vista torni normale. Intanto mi interrogo su dove andrò a farmi fare i nuovi occhiali e sento che sono a un bivio.
Sì, perché io amo le cose piccole e provinciali ma... l'ultima volta che mi sono fatta fare gli occhiali in un negozietto del centro ci sono voluti diversi giorni e a me per gli occhiali non piace dover aspettare: una volta scelta la montatura io li voglio mettere subito.
Lo ammetto. Sono tentata dalle grandi catene di ottica del genere ipermercato, di quelle che in un'ora ti fanno anche una pizza funghi e prosciutto, dolce, birra, caffé e ammazzacaffé. Va bene i ritmi lenti e tranquilli della vita di provincia, ma forse una acceleratina ogni tanto non fa male. Quasi quasi tradisco il mio credo.
Solo per stavolta, però.

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giovedì, 17 maggio 2007
Siamo una piccola città, ma non abbiamo solo negozietti piccoli e barbosi. Vado in solluchero, ad esempio, all'idea che a fine mese aprirà in pieno centro un supermercato di detersivi & prodotti per l'igiene.
Io li adoro, questi mega-magazzinoni pieni di mocivileda, candeggine, bagnischiuma e creme, che dall'odore che emanano ti pare di stare in una immensa lavatrice.
Soprattutto, amo svisceratamente curiosare tra i loro scaffali. Sono una miniera di prodotti strani e mai visti in giro e se non si ha fretta e si lascia cadere l'occhio accuratamente in ogni dove si possono avere delle belle soddisfazioni. Ricordo ancora con orgoglio la scoperta di un flacone di liquido che serviva esclusivamente a pulire le piastre del fornello. Non il piano di cottura, no, quella è roba banale: proprio solo i dischi neri che stanno su ogni fuoco. Come non si possono adorare posti così?
L'apice però lo raggiunsi quella volta che, nella sezione "prodotti per l'igiene intima", notai quello che a prima vista mi era parso un errore di collocazione: come si poteva mettere lì, mi chiesi, un prodotto per tinture? Doveva stare assieme alle altre tinture per capelli! Poi mi avvicinai, presi la scatola in mano per leggere meglio e capii che era una tintura, sì, ma... Sì, in effetti quello era il suo posto.
Lo confesso, per un po' cincischiai in quella zona, a una distanza discreta, appositamente per vedere la faccia di chi lo acquistava. Ammesso che esistesse qualcuno davvero intenzionato ad avere un centro-sud colorato di rosso flash o giallo evidenziatore. Niente da fare, però, nessun amante dei cromatismi vivaci.
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