lunedì, 30 aprile 2007
Uno dei princìpi per rendere la pratica della corsa divertente è la varietà. Cambiare spesso situazione: percorsi, terreni, velocità, pendenza... La monotonia annoia e alla lunga stufa.
Dunque. O io avevo le allucinazioni, oppure oggi alle Acque la mia corsetta è stata vivacizzata da uno stimolo nuovo. Un pavone che, fuori dal recinto degli animali, vagava lemme lemme per i vialetti del parco e al mio approssimarmi si è piazzato esattamente di traverso. Chiudendo in pratica la strada, perché i pavoni hanno una coda lunga un chilometro.
Bello, comunque, è un animale proprio bello.
Ora, poiché mi piace interrogarmi sul senso delle cose, non posso trattenermi dal chiedermi: forse che il pennuto aveva approfittato di un cancelletto lasciato inavvertitamente aperto? Oppure i pavoni godono, per contratto, del diritto a un'ora di libertà in cui possono gironzolare a loro piacimento? Oppure ancora - confesso la mia crassa ignoranza - i pavoni volano? (In tal caso, signori che vi occupate della manutenzione del parco, oltre a sistemare i ponticelli forse vi conviene alzare un pelo la recinzione)
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venerdì, 27 aprile 2007
1 - Il Caffé Colonne mette i tavolini sotto il portico del centro
2 - Il Bar Bacchilega mette i tavolini sotto il portico del comune
3 - Il Caffé Roma mette i tavolini nella galleria del centro
4 - La Pasticceria Costanzi mette i tavolini sulla via Appia
5 - Il Bar Otello monta il gazebo al di là della strada, ci mette sotto i tavolini e piazza il cartello di "attraversamento cameriere"
6 - Nel parco delle Acque Minerali ricomincia a funzionare la discoteca all'aperto
7 - La Pineta si popola di anziani che giocano a carte e badanti che portano gli assistiti a prendere un po' d'aria
8 - Sul lungofiume in zona Tiro a Segno compaiono i primi coraggiosi in costume che prendono il sole a pochi metri dal traffico automobilistico
9 - Sempre sul lungofiume in zona Tiro a Segno si iniziano a usare i caminetti per i picnic
10 - Nel parco delle Acque Minerali compaiono i primi anziani che leggono il giornale ai tavoli di legno

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giovedì, 26 aprile 2007
FitwalkingL'apertura è a fianco del mucchio di carcas... ehm, volevo dire a lato del monumento di Arman: da lì si attraversa e si sbuca all'altezza del chiosco di Renzo. Il tratto di strada e di ciclabile che passa sotto al circuito invece è stato transennato e all'altezza del sottopassaggio la pista ha già cominciato a essere demolita.
Insomma, stavolta è vero: i lavori sono proprio iniziati e hanno aperto il famoso varco sulla pista. E io, gasata come una pasqua, ho prontamente marcato il territorio.
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martedì, 24 aprile 2007
... che da quando il Centro Leonardo si è rimesso a nuovo si è dotato di un parcheggio coperto, comodissimo. Che quando piove o quando il sole picchia duro (come oggi, ad esempio) poter caricare la spesa senza lottare con l'ombrello o senza trovare la macchina bollente è una vera benedizione. Che il parcheggio ha ben tre piani.
Eh già, abbiamo pure un parcheggio multipiano: il futuro è qua.
Quel che continuo a trovare incredibile è che regolarmente lo usino così in pochi: tutte le volte che vado a fare la spesa lo trovo semivuoto. Per me la maggior parte della gente proprio ne ignora l'esistenza. Beh, meglio così sennò poi si rischia di non trovare più posto.
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lunedì, 23 aprile 2007
Stando a quel che dice sabatoseraonline pare che stavolta ci siamo davvero: il ponte sotto all'autodromo sta per essere chiuso per i lavori di cui da tempo si parla. Già il tema "lavori in corso" riempie molte delle conversazioni di paese: non potevo quindi ignorare la notizia. Ma la cosa che più mi gasa è un'altra: il passaggio che apriranno direttamente sul circuito, a uso di pedoni e ciclisti (e podisti, aggiungo io...), in sostituzione della strada che durante i lavori sarà inagibile. Sono quei piccoli entusiasmi da nulla che aiutano a rallegrare la giornata: quando mai ci ricapita di tagliare la pista per passare direttamente dal ponte di viale Dante al chiosco di Renzo?
Ho già le scarpette pronte e le ali ai piedi in attesa dell'evento, mi sento come un cane che sta per marcare il territorio.
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venerdì, 20 aprile 2007
Allora, il ponte della Tosa ha il semaforo lampeggiante: e questo ormai finiremo per accettarlo, anche se non capiamo perché dobbiamo sorbirci tutte le volte il senso unico alternato più ostico del mondo.
Ma perché ci avete levato il divertimento? Che male vi faceva quella postilla, da toglierla? Forse qualcuno pensava che davvero la gente lo sarebbe andata a cercare, il traghetto?
Suvvia, che se si ride la vita è più bella.
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giovedì, 19 aprile 2007
orologioUna delle caratteristiche di questa noiosa cittadina è che quando vado in centro per qualche commissione posso uscire senza orologio e so sempre che ora è.
Basta alzare gli occhi, e tutt'al più fare due passi.
I miei antenati infatti hanno dotato il centro di ben quattro orologi, ognuno su uno dei bracci della croce formata da cardo e decumano.
Gli orologi del centro sono una istituzione. Quella volta - e fu un evento - che smisero di funzionare, la notizia finì sui giornali, se ben ricordo con tanto di foto. Come pure quando gli sostituirono le lancette.
Siamo talmente abituati ad avere l'ora sempre e comunque, che in centro quando devo guardare l'orologio mi viene automatico guardare per aria anziché al polso. E' più comodo così.
Sospetto che i miei progenitori ci tenessero molto alla puntualità.
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mercoledì, 18 aprile 2007
Ogni cittadina ha i suoi personaggi-istituzione, quelli che basta nominarli. Bologna ha Beppe Maniglia, che più che un uomo è una vera leggenda e sapere che lo troverai ogni sabato sotto al Nettuno con la sua corte fa parte delle piccole certezze della vita. A Cesena c'è Gianmartèn: leader del "Club dei puri", grande tifoso del Cesena Calcio, compositore di zirudéli e pilota di improbabili veicoli a pedali che sfodera negli eventi principali, quelli che richiamano gente in città; poi c'è il tizio che vende il cecino caldo (non ho mai capito cosa sia il cecino caldo, ma pare che sia una leccornìa che gira da quelle parti). Ah, dimenticavo: in Romagna c'è anche Magic Voice (qui la sua imperdibile pagina su myspace, tenete alto il volume).
Entro le mura del mio villaggetto, invece, attualmente stento a trovare qualche figura-mito. Sarà un mio limite, sarà che non mi sono applicata abbastanza, ma finora non sono ancora riuscita a trovare un degno erede di gente come Pompilio, quello che vendeva i leccalecca, Sasso il gelataio, Zizì che sostava in centro nei giorni di mercato con il cappello alla Zorro e le bambole esposte sul cofano della macchina.
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martedì, 17 aprile 2007
OK, quando la troupe di "Report" venne dalle nostre parti per fare delle riprese ne venne fuori un nulla di fatto. Ora stiamo a vedere se accadrà la stessa cosa con "Easy Driver", il programma sulle auto che va in onda il sabato su Raiuno. Pare, si dice, si vocifera... che abbiano fatto tappa a Dozza, a un tiro di schioppo da qui. Non mi è dato sapere, però, quando sia prevista la messa in onda.
(A proposito di Dozza, mi sa che questo è un anno da "Muro dipinto")
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lunedì, 16 aprile 2007
Riccardo Musconi è un imolese che non vive a Imola. Fa l'ingegnere al seguito della Honda in Formula Uno e si sposta in giro per il mondo.
Msanti (grazie!) mi ha segnalato questa sua lettera pubblicata sul Nuovo Diario, l'altro nostro settimanale locale oltre al Sabato Sera. Ne cito un piccolo estratto (il neretto è mio); l'intera lettera è qua.

"Cosa mi manca di Imola? In questi ultimi sedici mesi ho mangiato le migliori bistecche americane, ottimo sushi, il barbecue coreano, il churrasco in Brasile, ma le tagliatelle della mia vicina di casa non le batte nessuno!  (...)
Ciò di cui non sento la mancanza è il 'provincialismo' di cui Imola è un po’ pervasa, tanto che ho la sensazione che, sebbene lontano, io non mi stia perdendo nulla di speciale".

Ecco, Riccardo coglie perfettamente lo spirito della provincia: quel sottile senso di noia che si prova all'idea che dove si vive non accada mai granché. E non si riferisce tanto al fatto che la nostra sia una piccola città ma alla mentalità. Perché infatti abitare in un piccolo paese non è un problema, checché se ne dica: la vera tragedia è averci, di provinciale, non la residenza ma la testa.
La mentalità provinciale è quella di chi fa coincidere la sua città, grande o piccola che sia, con l'universo. Neppure lo sfiora, al provinciale nell'anima, l'idea che ci siano altri modi di vivere. Curiosità? Interesse per altri mondi? Per carità. Per il provinciale nell'anima il "fuori porta" è solo un modo (orrendo, ma lui lo trova originale) per definire la meta della gita di Pasquetta. Per il provinciale di Imola, ad esempio, tutto si svolge in quel tratto di via Emilia sito fra il Centro Leonardo e l'Oviesse e non c'è proprio alcun bisogno di vedere se c'è vita due metri più in là. Anzi: per qualcuno già a Ravenna o a Bologna hic sunt leones.
Per il provinciale nell'anima chi osa spostarsi fuori dai sacri confini alla ricerca di qualcosa di diverso non è altro che un dannato altrovista. *


* Neologismo coniato da un politico che non capiva perché mai gli imolesi non si accontentassero di "Imola in musica", del cinema estivo alla Rocca Sforzesca e delle esibizioni in piazza dei Canterini Romagnoli.
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