mercoledì, 31 gennaio 2007
E invece qua...
Pazienza. In fondo ci divertiamo lo stesso.

(Da La Repubblica - Cronaca Bologna)
La protesta - Domani pomeriggio l'iniziativa di Zap&Ida "per far sentire il peso dei cittadini"
SOTTO LA FINESTRA DEL CINESE: "TI TENIAMO D'OCCHIO"

Tutti in piedi, a fissare la finestra del sindaco, per fargli sapere che è "tenuto d'occhio" dai cittadini. L'appuntamento è per domani alle 17 in PIazza Maggiore dove i contestatori che avranno aderito all'iniziativa "Teniamolo d'occhio" si metteranno a guardare la finestra dell'ufficio di Sergio Cofferati per fargli sentire il "peso" del giudizio della cittadinanza. La forma di protesta nasce dalle menti creative dei due vignettisti Zap&Ida che sotto le due Torri hanno fatto della satira la principale arma di contestazione al sindaco Sergio Cofferati. Dopo due libri di barzellette e rime sul primo cittadino, "Cofferati anche noi" e "Rime tempestose", dopo aver organizzato addirittura i giochi olimpici della  miglior battuta sul sindaco, le "Cofferatiadi", adesso Zap&Ida chiamano a raccolta i bolognesi con senso dell'umorismo. Che per un'ora applicheranno una forma particolare di "moral suasion": fissare gli sguardi severi sulla finestra degli uffici di chi sta prendendo le decisioni che condizioneranno la vita della città e dei cittadini.
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martedì, 30 gennaio 2007
AyrtonAyrton sta seduto ai bordi della pista, rivolto verso il punto in cui ebbe l'incidente mortale. C'è sempre qualcuno che gli lascia un fiore o un pensiero: mai una volta che lo abbia trovato sguarnito, nonostante la posizione non visibilissima.
Stamattina ci passavo davanti e pensavo che, tra GP saltati e concerti sfumati, è un ben triste spettacolo quello che gli tocca vedere in questo periodo. Quell'espressione mesta e pensosa che l'artista gli ha regalato è purtroppo consona alla situazione attuale.
Lo guardavo e mi veniva da pensare che a questo punto forse sarebbe meglio ruotarlo di 180°. Così perlomeno si gode la vista delle Acque, che è sempre un bel vedere.
(Se volete andare a trovare Ayrton, entrate nel Parco delle Acque Minerali e prendete il vialetto che costeggia la pista in direzione della Tosa: lo trovate alla vostra destra, più o meno a metà del vialetto)
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lunedì, 29 gennaio 2007
Fra i tanti, perversi motivi per cui adoro la provincia ci sono le conferenze. O, per meglio dire, i titoli delle conferenze. Fateci caso: manifesti sui muri e pagine dei giornali locali sono una vera miniera di iniziative dai titoli più improbabili. Si possono indire, prendendosi molto sul serio, importantissimi incontri su temi quali: il futuro prossimo venturo della pera volpina, il destino della mora romagnola (che non è una bella signora ma una razza di maiale), passato presente e futuro delle stalle, nuove prospettive della vitucultura alla luce dei recenti miglioramenti tecnici, storia recente del tortellino e del cappelletto romagnolo, ricerca della qualità nella trebbiatura fra vecchie e nuove tecniche... Insomma: quanto a cultura non siamo secondi a nessuno.
Comunico quindi alla cittadinanza che domani mattina, in casa mia, si terrà un meeting sul tema: "La distribuzione casearia fra tradizione e innovazione: novità, prospettive, sviluppi".
Sponsor dell'iniziativa, l'erogatore a gettone di latte crudo di Castel Guelfo.
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venerdì, 26 gennaio 2007
La prima puntata della soap "il manifesto" andò in onda quando ci fregarono il GP di San Marino.
Pochi giorni dopo il ferale evento, sui muri della città era comparso un cartellone a cura dell'opposizione in cui prendevano per i fondelli il nostro sindaco, raffigurandolo tutto intento a brindare per essere riuscito a procurare un notevole danno alla città con la perdita della Formula Uno.
E qui si vide quello che per me è il bello della vita di provincia. L'ho già detto: in una piccola città c'è una sorta di microscopio che amplifica i fatti minori e li trasforma in eventi su cui si spendono commenti su commenti. E insomma: per qualche settimana c'è qualcosa di cui parlare. Molto del divertimento, in una città in cui succede poco o nulla, sta proprio in queste piccole-grandi cose. Il manifesto non fece eccezione.
Potevano limitarsi tutti a una bella risata. Ma siamo in provincia. E quindi... Ci fu una levata di scudi di tutta la parte pro-sindaco, contro quei disgraziati che avevano stravolto il senso del diritto di critica ed erano ricorsi al dileggio, alla cattiveria, alla battuta di catttivo gusto. Quel che che più di ogni altra cosa scandalizzò il filone pro-sindaco, però, non fu il cartellone in sé: fu che quell'inqualificabile poster era stato affisso addirittura - guardate un po' di che bestialità son capaci le persone - davanti alla casa dei genitori del sindaco!
E giù con proteste, repliche, contro-repliche, lettere piccate ai giornali, risposte altrettanto piccate. Mancava solo un bel corteo anti-manifesto.
E' quindi con un po' di apprensione che, ora che abbiamo pure perso l'Heineken, scruterò nei prossimi giorni i muri della città. Qualcosa mi dice che siamo vicini alla seconda puntata.
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giovedì, 25 gennaio 2007
E vabbé: dopo il Gran Premio di San Marino, ora ci siamo persi pure l'Heineken Jammin' Festival. Peccato. Non tanto per gli eventi in sé ma per il contorno folcloristico che si creava in queste circostanze. I commenti della gente sul traffico aumentato in modo inverosimile per noi, abituati a non avere ingorghi, che confluiva nei numerosi e improvvisati parcheggi a pagamento che ogni privato con anche solo un cortiletto di due metri per tre creava sotto casa. La passeggiata rituale, la sera della vigilia, in viale Dante fin verso all'ingresso dell'autodromo per vedere la folla dei partecipanti: ci trovavi tutti i tuoi concittadini, curiosi di commentare questa moltiplicazione della popolazione e di prevedere il totale delle presenze, e indovinare se si sarebbe o no battuto il record, e stimare se quest'anno c'era più gente in giro oppure meno. I primi anni di GP poi era di prassi fare un giro per la città anche alla fine della gara sui punti più nevralgici della viabilità, per vedere la fila delle macchine imbottigliate. Ti poteva succedere di imbatterti nella motorhome di qualche team o, se proprio eri fortunato, ti beccavi pure qualche pilota in coda come tutti per andarsene (poi però i vigili urbani si organizzarono meglio: ultimamente il traffico si smaltiva in un soffio). Al primo Heineken (era il primo, quello del mitico concerto di Vasco?) mi ricordo lo stupore divertito con cui scoprii che qualsiasi area verde in zona autodromo e lungofiume era stata colonizzata: una quantità indescrivibile di tende e tendine piantate in ogni dove, anche nelle aiuole degli spartitraffico, birra a go-go e uno "strano" odore che aleggiava ovunque.
E proprio ora che l'autodromo lo useremo più che altro per piantarci margherite noi gli facciamo una bella ristrutturazione. Insomma, un po' come se io decidessi di rifare casa mia da cima a fondo dopo avere traslocato da un'altra parte. Boh. Io la mia città certe volte non la capisco mica.
Facciamo così: visto che la pista è lunga un cinque chilometri o poco più mi ci lasciate andare me, a farci una corsetta ogni tanto? Non sarò una Formula Uno ma prometto di impegnarmi.
mercoledì, 24 gennaio 2007
Anche se così perderemmo una preziosa testimonianza del buongusto di provincia nell'accostare artisticamente vecchio a nuovo, Piada fa un commento (23 gennaio 2007 ore 13,31) che mi trova del tutto concorde.
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martedì, 23 gennaio 2007
Siamo tutti pronti: ci hanno detto che arriva l'inverno. In effetti dopo aver passato le feste di Natale con le margherite nei prati un po' di fresco ci starebbe d'incanto. Stamattina, giorno previsto per il grande freddo, mi alzo pregustando una sana e gelida arietta polare e già m'immagino il tanto vaticinato abbassamento delle temperature e il venticello frizzantino. Il tg della mattina, rassicurante, mi conferma che mezza Italia è flagellata dal maltempo. Il cielo in effetti pulito pulito non è, verso Bologna vedo dei nuvoloni spessi e scuri che, ne sono certa, sono quelli del telegiornale. OK, stavolta ci siamo davvero.
Esco, fiduciosamente intabarrata. Se proprio deve essere il giorno dell'apocalisse climatica, ebbene me la cuccherò tutta e non mi farò fregare dal freddo.
Credo che tutti i colonnelligiuliacci di questo mondo dovrebbero studiare il nostro caso. Stamattina si moriva dal caldo.
C'è talmente poco da fare, qui da noi, che anche il maltempo appena si accorge dov'è finito se la dà a gambe.
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lunedì, 22 gennaio 2007
Il fatto è che la provincia agisce un po' come un microscopio. Cose che in città più grandi passerebbero sotto silenzio qua diventano fatti che lasciano il segno e di cui si parla per settimane e settimane. La storia del tango, ad esempio.
Il grande evento delle festività 2006 era che noi tutti, cittadini di questo ridente paesotto, avevamo ricevuto un invito a teatro. Manifesti affissi in ogni dove ci informavano che avremmo potuto assistere a un meraviglioso spettacolo di tango. Mica di ballo liscio, no: proprio il tango-tango, il-pensiero-triste-che-si-balla. Roba seria, insomma.
Ora, sarà stata l'atmosfera di vacanza, sarà stata la dicitura "ingresso gratuito", sarà stata la penuria di eventi che affligge la mia come ogni altra cittadina di provincia... com'è come non è, la sera dello spettacolo pareva che tutta la popolazione si fosse riversata alle porte del teatro.
Fatto sta che il numero di poltrone, come si può intuire, era quel che era. E per giunta alcune erano state riservate. Ma nessuno, fra i troppi convenuti per pochi posti a sedere, lo sapeva. E nessuno degli organizzatori - grave dimenticanza! - aveva pensato a una soluzione del genere "mettiamo un biglietto su tutti i posti riservati in modo che non se li prenda altra gente".
Le cronache raccontano che all'apertura dei locali si sono viste scene da apocalisse. Spinte, gomitate, pestoni, litigate, urla. E soprattutto lettere su lettere ai giornali, attacchi, invettive, proteste, il direttore del settimanale cittadino che sente il dovere di dire la sua e sproloquia di "very important persons" (secondo lui questo sarebbe il significato di "vip"), gente che gli scrive correggendolo sul "persons". Insomma, ogni giorno ci porta una nuova puntata di questa appassionante soap cittadina.
Manca solo il plastico del teatro dell'Osservanza e siamo pronti per andare da Vespa. Tutta la cittadinanza è invitata.
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venerdì, 19 gennaio 2007
Eppure, dicevo io, se il bar del centro chiude per ristrutturazione occupando con il cantiere una fetta di strada e piazzando pure striscioni fuori dalle transenne per annunciarlo all'universo mondo... questo dovrebbe essere il fatto di cui tutti parlano e dovrebbe calamitare l'attenzione delle miriadi di pensionati piazzati a ogni ora del giorno sotto il voltone dell'orologio come i pezzi degli scacchi.
E allora come mai io, tutte le volte che ci passo davanti, non vedo nessun capannello, anzi: sembra che ci sostino a fianco ignorando la ghiotta occasione di far sera tra un commento e l'altro sullo stato dei lavori?
Io penso che la risposta sia: assenza di scavi.
Il tipico curioso-da-lavori-in-corso, infatti, è attratto come una mosca sul miele dallo scavo, dalla buca nel terreno, dalla fossa popolata da stuoli di operai a cui dare consigli sul modo migliore di impugnare il martello pneumatico. In assenza di buche, il tutto scivola nella massima indifferenza.
Ma i lavori dureranno parecchio. Abbiamo ancora qualche speranza.
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giovedì, 18 gennaio 2007
Io amo la vita di provincia. L'ho detto e ridetto, e ci faccio pure 'sto blog. A maggior ragione mi piace non solo viverci ma anche lavorarci, in provincia. A maggior ragione ancora mi piace non solo lavorarci, ma anche avere un lavoro che mi permetta di farlo comodamente in casa mia. E' il massimo: con un po' di esercizio riesci a conciliare la vita personale con quella professionale che è una favola, e ti assapori il ritmo lento e sonnnacchioso della periferia lasciando che il cervello lavori, lavori, lavori, non disturbato da ritmi frenetici e ossessivi.
Stamattina però, per un attimo, ho invidiato chi a casa ci sta solo la sera per mangiare e dormire.
Insomma, io sono lì con la testa totalmente concentrata sul mio lavoro, sono lì che le cose mi vengono una bellezza, sono un fervore creativo vivente, mi sento in perfetta armonia con il cosmo e con le energie che lo attraversano... quando mi suonano alla porta.
Il postino non può essere, perché non è l'ora solita. La vicina, non credo. I Testimoni di Geova? Boh. Vado a vedere.
Giovane dal gentile aspetto, con in mano una cartelletta.
"Buongiorno signora, siamo del Folletto... siamo quei rompiscatole del Folletto..."
Forse io a questo punto dovrei ridere a quella che per lui è una simpatica battuta, ma siccome per me è una sacrosanta verità decido di non contraddirlo e lo guardo con aria interrogativa, scostando l'uscio di soli tre millimetri dal mio naso.
"... le lascio il mio biglietto..."
Lo prendo senza muovere alcun muscolo facciale.
"... a proposito, lei conosce già i nostri prodotti?"
Il mio desiderio sarebbe di dirgli che sì, li conosco già i loro prodotti e che no, non mi interessa nulla di quel che vendono e che la smettessero di suonarmi il campanello di casa che ho già scritto alla ditta che non voglio più essere disturbata tanto non glielo compro, il loro aspirapolvere del @@@@@.
Ma siccome cerco anche di mettermi nei panni dell'altro mi dico che in fondo lui fa il suo mestiere e che magari, poverino, è uno studente che cerca di sbarcare il lunario alla bell'e meglio. Così gli faccio, con tutta la fermezza e l'educazione di cui sono capace: "Scusi, non posso trattenermi perché sto lavorando e ho fretta".
Questo insiste e io sento il mio cortesiometro interno che comincia a scendere, inesorabile, e so che sto andando in riserva.
Resisto: "Guardi, mi scusi ma come le stavo dicendo ho un lavoro in sospeso e non posso restare a parlare con lei".
"Anche in questo appartamento? Ma in questo palazzo cosa c'è? Sono tutti uffici?"
Il cortesiometro piomba tragicamente a livello zero. Con tutto il gelo di cui sono capace lo saluto e torno al mio lavoro.
Caro signor Folletto, che anziché scusarti per avere carpito parte del mio tempo e della mia attenzione hai cercato pure di fare dell'ironia e di farmi passare per contaballe: se mai leggessi questo post, hai la risposta alla tua domanda sarcastica.
E comunque io continuo a voler bene alla mia vita di provincia. Mister Folletto a parte.
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