foto ANSA
Ci levano il Gran Premio di San Marino, la Super Bike traballa e anche l'Heineken Jammin' Festival (voce di questi giorni) non sta troppo bene in salute... e noi che si fa? Rifacciamo il look all'autodromo.
Così oggi pomeriggio anch'io mi sono accodata allo stuolo di concittadini che si andavano ad appollaiare sulla curva della Rivazza. In programma, non una gara nè un concerto ma uno spettacolo ben più esclusivo: la demolizione dei box. Col botto. Roba da poter dire con orgoglio "io c'ero" per gli anni a venire. Ed ecco la telecronaca del fatto del giorno.
Il programma prevedeva l'esplosione alle 15,00. Immaginando che sulla Rivazza il traffico sarà caotico decidiamo di andarci a piedi approfittando della bella giornata di sole. Raggiungiamo la nostra meta e prendiamo posto sui seggiolini. Il colpo d'occhio non è male: attorno a noi mezza città si è data appuntamento. Gente coi bambini, un sacco di padroni coi cani (ma come faranno a non spaventarsi dei botti?), alcune signore in tacchi alti come se andassero a ballare anzichè ad arrampicarsi su una collina erbosa (resa fangosa dalla pioggia di ieri), vecchi che spiegano ad altri vecchi come si svolgerà l'abbattimento (ovvero riassumono quel che dice il giornale), un'infinità di fotoamatori e cineamatori con teleobiettivi, telcamerine, cinepresone puntate sui muri che stanno per crollare. Molti provano a scattare una foto col cellulare, ma siamo troppo lontani dai box e l'immagine non viene. Si avvicinano le tre, nel frattempo si chiacchiera, si incontrano conoscenti, ci si saluta, ci si accorda per la serata, si chiamano gli amici per dir loro che si sta per assistere a un evento ("Sono alla Rivazza... ma dai, ci sei anche te? Ma tu dove sei? Io sono in alto e tu? Sei in basso? Fatti vedere che non ti trovo").
Il freddo comincia a farsi sentire. Si fa l'ora dello spettacolo ma niente succede: gli omini in pista continuano a girare attorno ai box come se nulla fosse. Passano i minuti, la pazienza viene messa a dura prova. Vien voglia di fare il coro come ai concerti: "Fuo-ri! Fuo-ri!".
A un certo punto io mi stufo e vado a cercare un bagno. Lo trovo, torno al mio posto.
Niente ancora. Peccato che non ci sia il camion delle piadine parcheggiato all'ingresso, nell'attesa ci si faceva uno spuntino.
In pista spunta un gruppo di tizi con l'elmetto giallo, sono dei fotografi e dei cineoperatori che ci riprendono. Qualcuno fa lo scemo e saluta.
Sono ormai le quattro e niente ancora. Comincia a circolare la voce che manchino trenta secondi, poi mancano cinque minuti, poi due, poi dieci.
E se tutto fosse un'enorme bufala? Se qualcuno adesso saltasse fuori che era uno scherzo? Beh, sarebbe riuscito bene.
Il rombo di un elicottero che decolla da dietro di noi ci fa alzare il naso: è la polizia che comincia a perlustrare dall'alto la zona girando in tondo, più volte, sulle nostre teste.
Finalmente tutti si allontanano dalla zona minata, i fotografi collocati a debita distanza fanno funzionare i flash, suonano le sirene. Una serie di lampi consecutivi e poi lo scoppio. I box vengono giù e appena la nuvola di polvere si dirada si vede il buco. La gente fa commenti sul botto che è stato proprio forte (ah no, e come doveva essere?). Fine dello spettacolo, si rincasa fendendo il traffico congestionato.
Colpo di scena finale, Sky TG 24 mostra il filmato della demolizione in una delle edizioni pomeridiane.
Il mio cuore di provinciale palpita.