venerdì, 20 novembre 2009
C'è una cosa che mi capita regolarmente quando vado in un negozio e mi sta facendo impazzire perché io, con tutta la mia buona volontà, proprio non riesco a capirne il meccanismo.

Comincia sempre così: entro, mi rivolgo al commesso (o alla commessa, è uguale) dandogli del lei e questo mi dà ripetutamente del tu. Ora, tengo a precisare che me non interessa particolarmente l'uso di quale pronome: io parto con il lei semplicemente per non dare l'idea di una eccessiva (e a volte sgradita) confidenza, però se vedo che l'altro usa continuamente il tu mi va benissimo e passo ben volentieri anch'io a usare lo stesso pronome. Mi sembra logico, d'altronde: se qualcuno si prende una certa confidenza con me suppongo di potermi prendere anch'io la medesima libertà. Così ci mettiamo entrambi a darci del tu e tutto sembra risolto.
Ebbene, è proprio qui che scatta il momento surreale: perché proprio dopo esserci dati del tu più e più volte l'altra persona prende a darmi del lei! Come se non si ricordasse che fino a due secondi fa era lui stesso a darmi del tu, porca miseria!
La cosa è anche un po' imbarazzante, perché a questo punto io mi sento un po' un'idiota: sembra quasi che sia stata io a voler prendermi troppa confidenza e che l'altro mi sia tenendo a distanza. Quando invece, accidenti, il primo ad accorciare le distanze era proprio stato lui!

Dunque rivolgo un accorato appello ai negozianti all'ascolto: qualcuno di voi potrebbe cortesemente aiutarmi a capire l'arcano? Perché, vi prego ditemelo, perché fate questo scherzetto ai clienti? E lo fate a tutti o solo a qualcuno? Siate gentili, illuminatemi perché ci sto perdendo il senno.
 
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giovedì, 19 novembre 2009
Inaugurazione














Ma sul serio il completamento di un parcheggio è un evento?
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mercoledì, 18 novembre 2009
Non so se la roba bollente di cui cantava Donna Summer avesse a che fare con quel che ho visto io oggi in centro. Forse no. In ogni caso, il negozio di ferramenta e articoli per la casa di cui spesso contemplo la vetrina esponeva - novità assoluta - la borsa dell'acqua calda... con le tette.
Inutile che mi chiediate di spiegarmi meglio, perché è proprio tutto qui: una borsa dell'acqua calda arricchita da due protuberanze che, a meno che non fossero due tortine con la ciliegia in cima, erano per l'appunto due seni femminili.
Un po' troppo tondi, però, per essere naturali: per me erano rifatti.
 
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martedì, 17 novembre 2009
Pagherei non so cosa per essere stata la protagonista del siparietto che sto per raccontare. Invece, purtroppo, devo limitarmi a riferirlo così come me lo ha descritto il protagonista che chiameremo, mettiamo lì un nome a caso... Caterino Sforzo, toh.

Antefatto: Caterino ha un libretto postale. E, da tipetto sveglio qual è, ha scoperto che da pochissimi giorni il libretto può essere tramutato in una tesserina plastificata dotata di microchip. "Comodo", pensa, "voglio proprio averne una!".
Così, tutto contento, Caterino si dirige verso l'ufficio delle Poste e chiede la tesserina alla Gentile Impiegata presente allo sportello. Fine dell'antefatto.


Gentile Impiegata: "E' un minore?".
Caterino (che oltre ad avere un certo senso dell'umorismo ha ampiamente passato il mezzo del cammin di nostra vita): "In effetti no, ho la patente da un pezzo e sono addirittura arrivato con la mia macchina".
GI: "Hahahaha, nooooo!!!! Intendevo chiederle se il titolare del libretto è un minore!".
C: No, no, sono io".
GI: "Allora mi spiace ma non posso far nulla, la tesserina è solo per i minori".
C: "Ehm... Mi scusi, non voglio apparire insistente ma ne è certa? Perché io ho letto invece che è disponibile per tutti".
A questo punto - colpo di scena - subentra il Gentile Collega dello sportello accanto che, sentita la conversazione, prende la situazione in mano.
Gentile Collega: "No! Ma cosa dici! Ha ragione il signore! L'ho sentito anch'io!".
GI: "Veramente? Ma non ci hanno detto nulla, a noi!".
GC: "Sì, sì, è così, fidati! Anzi, c'è anche arrivata la Circolare Attuativa! Caro signore, è semplice: ora lei deve solo compilare un modulo per richiedere la tesserina, aspetti che glielo dò subito... Accidenti, dove sarà? Oddio, non so proprio dove potrebbe essere!".
GI: "Forse è qua sotto ai moduli CXZ187DF§ç? Prova a guardare".
GC: "No, però magari è vicino alla circolare G£&°BF65-bis".
GI: "Aspetta, prova ad andare a vedere nello scaffale DSW^-HT#-octies e successive modificazioni!".
GC: "Chi ha spostato le pratiche HGT&UF-98F§°ç, che non le vedo più?".
I restanti colleghi (attratti dagli anomali movimenti allo sportello limitrofo e abbandonando le rispettive postazioni): "Di cosa parlate? Davvero?!?! Ah, ma guarda! Non lo sapevo! Io invece sì! Me lo diceva giusto ieri mio cognato! Avete trovato qualcosa? Aspetta, forse è sotto la pila di relazioni S&§$=FGHI! No, niente... Chissà dov'è... Aspetta, aspetta: ECCOLO!".

Fra il tripudio generale Caterino, alquanto divertito dalla situazione abbastanza surreale, compila l'ambìto pezzo di carta e lo consegna. La tessera, così gli spiegano, gli arriverà a giorni.

Morale della favola: signore Poste Italiane, magari prima di pubblicizzare i vostri "prodotti" (come si dice ora) potreste spiegarli un po' di più anche ai vostri dipendenti. Che altro che premi di produzione: a volte meriterebbero un premio solo per quanto riescono a essere gentili in situazioni grottesche come questa.



 
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venerdì, 13 novembre 2009
Chissà se Redipane con la nuova gestione rispetterà finalmente i comodissimi e dilatatissimi orari di apertura sbandierati sul sito: lo avevo o non lo avevo detto?
E difatti: ieri pomeriggio era chiuso, senza uno straccio di cartello.
Ora:

dato che con la precedente gestione ero rimasta fregata un paio di volte trovando chiuso in orari teoricamente garantiti e restando senza pane;
dato che un pochino infastidita avevo fatto presente la cosa per email, senza aver risposta;
dato che la storia si era ripetuta altre volte, identica precisa;
dato che gli avevo scritto una seconda mail (sono un po' rompi a volte, lo so) e stavolta mi avevano risposto che sì, insomma, veramente qualche problema di orario ce l'avevano (e comunque il loro sito continuava a pubblicizzare questo fantagalattico orario sette giorni su sette);
dato che la storia pare ripetersi, sempre uguale, pure con questa gestione;

TUTTO QUESTO PREMESSO

se io smettto di andarci a comprare il pane - o meglio smetto di tentare - la troveranno una cosa molto brutta?

 
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giovedì, 12 novembre 2009
"Buongiorno, per cortesia: avete i cosmetici della @@@?" .
"Certo, cosa le serviva?".
"Stavo cercando quei cerotti... sa, quelle garze intrise di sostanze rassodanti che si applicano nelle zone critiche quando si sta dimagrendo...".
"Cerotti?!? Non mi risulta, aspetti che chiedo... Ah, certo: i PATCH rassodanti! Glieli porto subito".

Adoro queste scene.

 
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mercoledì, 11 novembre 2009
Quando girando per la tua piccola, poliglotta città ti imbatti nella scritta "Baise la police" e capisci che non è propriamente una dichiarazione d'amore.
 
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lunedì, 09 novembre 2009
Oggi dovevo espatriare per qualche ora verso l'Emilia e così, mentre attendevo il mio treno, gironzolavo per la stazione. E mi sono accorta che nell'atrio c'è una pregevole riproduzione ceramica di... no, non sto parlando della mappa di Leonardo, ma della botticelliana Venere nascente dalle acque. Ahimé, con tanto di iscrizione molto volenterosa e molto inesatta. Perché il titolo dell'opera non è "La Venere", ma "La nascita di Venere". Non si fa, non si fa: l'idea di ingentilire un luogo così impersonale come una stazione è carina, ma scrivete il nome giusto sotto quel disegno!
OK, lo so che al mondo ci sono interrogativi più importanti di questo: se Veronica abbia davvero usato quella parola, ad esempio, o se Liam e Noel torneranno mai assieme, opure ancora se Sarkò quella sera fosse davvero là a dare il suo bravo colpetto di piccozza. Però io sono pignola e per me quella targhetta inesatta disturba un po' il risultato dell'opera.

Vabbé, in ogni caso credo che stanotte dormirò ugualmente.
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venerdì, 06 novembre 2009
Poiché appartengo al partito degli odiatori del Natale dovrei essere infastidita. Invece scoprire che stamattina stavano montando le luminarie in centro mi ha un po' gasato (moderatamente).
Per la cronaca: le decorazioni dovrebbero essere identiche a quelle dell'anno scorso. Ovvero, a mio parere, brutte: ma io non sopporto il Natale e ciò condiziona senz'altro il mio giudizio.
 
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giovedì, 05 novembre 2009
Ennesimo automobilista nervosetto che ti si francobolla al posteriore della macchina e ti lancia invettive perché rispetti i limiti. Mentre notavo nello specchietto i furiosi tentativi del bellimbusto per convincermi ad accelerare, mi scervellavo per capire come spiegargli che:

a) se davanti a noi c'è la fila, accelerare non serve a nulla perché dopo pochi metri si deve rallentare di nuovo;
b) ugualmente non serve accelerare se poco più in là c'è una rotonda alquanto trafficata;
c) incidentalmente, in città ci sarebbe anche il limite dei cinquanta;
d) altrettanto incidentalmente, correre in via Tiro a Segno è pure pericoloso;
e) sempre incidentalmente, via Tiro a Segno è ambita postazione per il controllo del traffico da parte di vigili-carabinieri-polizia;
f) lui non è in corso Como, non è né agile né tranquillo, non ha una Porsche. Gli piacerebbe, magari, ma purtroppo non è così;
g) che poi non gli conviene tanto, visto come va a finire quello di corso Como.

E siccome non sono proprio riuscita a trovare il modo per spiegargli tutte queste cose qui sopra, e lui non pareva volerle capire, all'ennesima strombazzata ho fatto una cosa che, giuro, non ho mai fatto in vita mia: ho accennato a un gestaccio.

Lolapaloosa, tiè.
 
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